Vai al contenuto

Denuncia per diffamazione: cosa significa e cosa si rischia

Per diffamazione si va in galera? Vediamo come viene disciplinato questo reato e cosa succede se si fa (o si riceve) una denuncia per diffamazione.

Immagine profilo autore
Redazione deQuo
10 Aprile 2026
denuncia per diffamazione
  • La diffamazione è un reato che richiede la presentazione di una querela entro il termine perentorio di 90 giorni dalla conoscenza del fatto.
  • Le sanzioni prevedono la reclusione da 6 mesi a 3 anni nei casi aggravati, come la diffamazione a mezzo social o stampa.
  • Il risarcimento del danno può essere richiesto attraverso la costituzione di parte civile nel processo penale o con un’azione autonoma in sede civile.

Se sei vittima di diffamazione, la prima cosa che dovresti fare è raccogliere delle prove. Per esempio, nel caso di diffamazione online, è fondamentale acquisire uno screenshot o, preferibilmente, una copia autentica della pagina web tramite servizi di certificazione forense per evitare che la cancellazione del post renda impossibile la prova in giudizio. Ai sensi dell’articolo 595 del Codice penale, il reato si configura quando l’offesa alla reputazione avviene comunicando con più persone in assenza dell’interessato.

La procedura standard impone di presentare una querela presso i carabinieri, la polizia o direttamente in procura. Secondo i dati del Ministero della Giustizi, le iscrizioni per diffamazione a mezzo stampa o web rappresentano circa il 2,4% delle mediazioni civili sopravvenute nel 2025, a dimostrazione di quanto il contenzioso sia frequente.

Quali sono i rischi e le sanzioni previste dalla legge

Il rischio per chi commette il reato di diffamazione varia a seconda della gravità della condotta e dello strumento utilizzato. L’articolo 595 cp distingue diverse fattispecie, ovvero:

  • la diffamazione semplice, punita con la reclusione fino a 1 anno o multa fino a 1032 euro;
  • l’attribuzione di un fatto determinato, che prevede la reclusione fino a 2 anni o multa fino a 2065 euro;
  • la diffamazione aggravata (mezzo stampa, social, atto pubblico), per la quale si applica la reclusione da 6 mesi a 3 anni o multa non inferiore a 516 euro.

Come confermato dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 30385 del 2025, l’uso dei social network come Facebook o Instagram integra l’ipotesi di diffamazione aggravata, poiché il messaggio raggiunge un numero indeterminato di persone. Anche la condivisione di un messaggio offensivo in una chat di gruppo (es. WhatsApp) costituisce reato, come stabilito dalla sentenza n. 39414 del 2025, a meno che non si dimostri che nessuno dei partecipanti abbia letto il contenuto.

LEGGI ANCHE La diffamazione nelle chat di WhatsApp è aggravata?

diffamazione denuncia
Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Come funziona la richiesta di risarcimento del danno

Il risarcimento non è automatico con la condanna penale, ma deve essere espressamente richiesto. La vittima può scegliere due strade:

  1. la costituzione di parte civile: l’avvocato deposita un atto nel processo penale chiedendo il ristoro dei danni patrimoniali e non patrimoniali (articolo 2059 del Codice civile, cc);
  2. la causa civile autonoma: si cita direttamente il responsabile dinanzi al tribunale civile ai sensi dell’articolo 2043 cc.

Il quantum del risarcimento viene stabilito dal giudice basandosi sulle Tabelle del Tribunale di Milano, che valutano l’intensità del dolo, la diffusione del messaggio e la gravità del pregiudizio sofferto. Per diffamazioni su testate nazionali o profili social con alto seguito, i risarcimenti possono superare i 30.000 euro.

Denuncia o querela?

Spesso usati come sinonimi, i termini indicano atti giuridici distinti. La diffamazione è un reato procedibile a querela di parte (articolo 120 cp). Ciò significa che se la vittima non manifesta la volontà di punire il colpevole entro 90 giorni, l’autorità giudiziaria non può procedere.

La denuncia, invece, riguarda reati procedibili d’ufficio (come l’omicidio o la rapina), per i quali chiunque può segnalare il fatto senza limiti temporali così stringenti. Se presenti una semplice denuncia per diffamazione oltre i 3 mesi, il procedimento verrà archiviato per difetto di condizione di procedibilità.

Approfondisci con Che cosa è la querela e cosa cambia rispetto alla denuncia

Dopo quanto tempo arriva la notifica?

I tempi della giustizia italiana sono regolati dal Codice di procedura penale. Dopo il deposito della querela, iniziano le indagini preliminari che durano mediamente 6 mesi, prorogabili fino a 18 mesi. Secondo l’Annuario statistico della Cassazione 2025, il tempo medio (disposition time) per arrivare a una sentenza penale di primo grado è di circa 866 giorni.

Quanto costa affrontare un processo per diffamazione?

I costi di un processo per diffamazione sono, come le tempistiche, piuttosto variabili. Nella tabella che segue, abbiamo riportato alcune stime.

Voce di spesaValore stimato
Onorario avvocato (fase studio e introduttiva)1.600 euro
Fase istruttoria e dibattimentale2.500 euro
Contributo unificato (solo se causa civile)da 98 a 518 euro (in base al valore)
Certificazione forense screenshot (prova digitale)250 euro
denuncia per diffamazione come funziona

Si può ritirare la querela per diffamazione?

Sì, la querela per diffamazione può essere revocata (remissione della querela) in qualsiasi momento del processo, purché non sia intervenuta una sentenza definitiva. Spesso la remissione avviene a fronte del pagamento di una somma di denaro a titolo di risarcimento stragiudiziale, chiudendo così il procedimento penale.

Approfondisci con Si può ritirare una denuncia?

Posso essere denunciato per un commento “piccante”?

La giurisprudenza è cauta. Con la sentenza n. 30385 del 2025, la Cassazione ha chiarito che allusioni attinenti alla sfera sessuale non sono di per sé diffamatorie se mancano di una portata denigratoria oggettiva o se rientrano nel diritto di critica, purché venga rispettato il limite della continenza (uso di un linguaggio non inutilmente offensivo).

LEGGI pure Posso denunciare qualcuno per un commento offensivo su Facebook?

Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Argomenti
Immagine profilo autore
Redazione deQuo
Cerca
Effettua una ricerca all'interno del nostro blog, tra centinaia di articoli, guide e notizie
Ti serve il parere di un Avvocato sull'argomento?
Prova subito il nostro servizio di consulenza online. Più di 3000 avvocati pronti a rispondere alle tue richieste. Invia la tua richiesta.
Richiedi Consulenza

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter settimanale per ricevere informazioni e notizie dal mondo legal.

Decorazione
Hai altre domande sull'argomento?
Se hai qualche dubbio da risolvere, chiedi una consulenza online a uno dei nostri Avvocati
Richiedi Consulenza

Altro su Diritto penale

Approfondimenti, novità e guide su Diritto penale

Leggi tutti
Atti contrari alla pubblica decenza
08 Settembre 2026
Gli atti contrari alla pubblica decenza, disciplinati dall’art. 726 c.p., consistono in comportamenti che offendono il comune senso di decoro e decenza e che vengono compiuti in un luogo pubblico, aperto o esposto al pubblico. Gli atti osceni, previsti dall’art. 527 c.p., si distinguono per una maggiore offensività e sono…
07 Settembre 2026
La diffusione di un insulto incide sulla gravità della condotta, soprattutto quando il contenuto viene pubblicato online e può raggiungere un numero elevato o indeterminato di persone. L'offesa può configurare il reato di diffamazione quando lede la reputazione di una persona assente ed è comunicata a più persone, tenendo conto…
divulgare contenuto lettera
03 Settembre 2026
Diffondere il contenuto di una lettera altrui integra il reato di violazione di corrispondenza (art. 616 del Codice penale), anche tra coniugi o conviventi. Se la diffusione lede la reputazione di una persona davanti a più soggetti, scatta anche il reato di diffamazione (art. 595 del Codice penale); Condividere su…
pipì in pubblico
03 Settembre 2026
Urinare in un luogo pubblico non è più reato dal 2016, ma un illecito amministrativo disciplinato dall'articolo 726 del Codice penale. Dal 2022, dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 95, la sanzione non è più da 5.000 a 10.000 euro, ma va da un minimo di 51 euro a…
Come avviene la scarcerazione dagli arresti domiciliari
14 Agosto 2026
La scarcerazione dagli arresti domiciliari può essere chiesta dal soggetto interessato attraverso apposita istanza, che deve essere presentata tramite il suo avvocato. Il giudice verifica se esistono ancora le esigenze cautelari e può revocare la misura, sostituirla con una meno grave oppure respingere la richiesta. La persona torna libera solo…
ddl caccia
11 Agosto 2026
Il DDL 1552 (ora Atto Camera C.2984) modifica la legge 157/1992 sulla protezione della fauna selvatica e sul prelievo venatorio. Il Senato lo ha approvato il 23 giugno 2026, ma il testo deve ancora passare alla Camera dei Deputati per diventare legge. Tra le novità più rilevanti ci sono l'estensione…