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Spose bambine: chi sono e cosa rischia chi promuove i matrimoni forzati

Vediamo come la legge punisce i cosiddetti matrimoni forzati, che in molti Paesi alimentano il fenomeno delle spose bambine.

spose bambine e matrimoni forzati

Un tempo, sposarsi in giovane età non era un’anomalia da un punto di vista sociale. Mi vengono in mente i racconti delle nozze di alcune zie siciliane, che sono arrivate all’altare all’età di 16 anni (e che già lavoravano da almeno un paio). Oggi, salvo casi eccezionali, ti puoi sposare se hai compiuto 18 anni. Fuori da questo scenario idilliaco, in cui il matrimonio è il sogno principesco di ogni donna, c’è un mondo sommerso, che esiste (anche se in misura minore) anche in Italia: è il fenomeno delle spose bambine e dei matrimoni precoci, quelli che sono generalmente il frutto di una forzatura o costrizione. In queste righe voglio approfondire l’argomento, parlandovi delle tutele legali disponibili nel nostro Paese a proposito di matrimoni forzati

Cosa sono i matrimoni precoci 

Come suggerisce il nome stesso, un matrimonio precoce è un’unione tra persone che non hanno ancora raggiunto la maggiore età. Sono forzati quando ai soggetti minorenni che lo contraggono non viene data la possibilità di esprimere un’opinione, o manifestare una volontà. 

Secondo quanto riportato sul sito di UNICEF Italia, ben 700 milioni di ragazze nel mondo si sono sposate (più o meno volontariamente) prima dei 18 anni – e di queste, 250 milioni non avevano neanche compiuto 15 anni. 

Le spose bambine sono presenti principalmente in Asia meridionale e nell’Africa subsahariana, regioni nel mondo in cui abbondano in modo massiccio anche la malnutrizione, la mortalità materna e infantile e l’analfabetismo

Al matrimonio precoce seguono, in genere, altre conseguenze poco felici:

  • l’abbandono scolastico;
  • le gravidanze altrettanto precoci che, spesso, provocano la morte delle neomamme.

I bambini che nascono da mamme minorenni, poi, hanno il 60% di probabilità in più di morire durante il periodo neonatale, oltre che andare incontro con maggiore frequenza a problemi di nutrizione e a ritardi cognitivi e fisici. 

Ti suggeriamo di leggere anche I matrimoni tra persone dello stesso sesso devono essere riconosciuti in ogni Stato membro UE

induzione al matrimonio
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Le spose bambine e la violazione dei diritti umani

Il problema delle spose bambine si traduce in un’inevitabile violazione dei diritti umani fondamentali: i matrimoni precoci sono infatti contrari a quanto stabilito dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Questa Convenzione tutela, per ogni persona che ha meno di 18 anni anni, il diritto:

  • a esprimere liberamente la propria opinione;
  • alla protezione da ogni forma di violenza e sfruttamento

Le giovani donne costrette a sposarsi precocemente subiscono spesso anche violenze, abusi sessuali e sfruttamento. Vengono inoltre allontanate brutalmente dalla famiglia di origine e dalle amicizie con i loro coetanei e altri membri della comunità in cui sono nate e cresciute. Questo acuisce ancor di più le loro sofferenze e può avere indubbiamente un impatto importante sotto il profilo affettivo, sociale e culturale. 

L’articolo 16 della Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazioni contro le donne (CEDAW) stabilisce invece che:

i fidanzamenti ed i matrimoni di bambini sono privi di effetto giuridico e sono presi tutti i provvedimenti necessari, comprese disposizioni legislative, per specificare un’età minima per il matrimonio e per rendere obbligatoria la registrazione dei matrimoni in un registro ufficiale.

LEGGI pure Matrimonio poligamico in Italia: è legale?

In Italia esistono i matrimoni forzati? 

I matrimoni forzati (che in buona parte dei casi sono anche precoci) derivano da norme culturali e sociali ben radicate, ma non solo. Spesso si tratta di una strategia legata al bisogno: le famiglie povere e numerose devono “liberarsi” il prima possibile del peso delle figlie femmine, le quali non vengono considerate redditizie nel contesto dell’economia familiare. 

Nei Paesi asiatici e africani in cui le spose bambine sono la norma, le associazioni che operano sul territorio portano avanti campagne di sensibilizzazione sui loro diritti, ma questo non sempre è sufficiente (sebbene si assista a una riduzione del fenomeno, soprattutto negli ultimi anni). 

In Italia, dal Servizio Analisi Criminale “Costrizione o induzione al matrimonio”, pubblicato dal Dipartimento della pubblica sicurezza, direzione centrale della polizia criminale, nel 2021, emerge che, dopo l’approvazione della Convenzione ONU sui Diritti dell’infanzia (nel 1989) nella maggior parte dei Paesi aderenti l’età minima per il consenso al matrimonio sia stata fissata a 18 anni. Nella pratica, ciò avviene anche prima (e senza consenso), ovvero quando per la legge non è stata neanche raggiunta la piena maturità e capacità di agire

In Italia i matrimoni forzati e precoci avvengono in misura ridotta rispetto ai Paesi che ho citato, ma sono stati comunque riportati diversi casi in cui i soggetti (di sesso maschile) che hanno costretto delle minorenni a sposarsi erano principalmente di nazionalità pakistana, albanese, bengalese e bosniaca. Ciò mette in luce di nuovo la natura culturale e, a volte, religiosa del fenomeno.

A questo proposito leggi Reato di costrizione o induzione al matrimonio: cos’è, pena, procedibilità

matrimoni precoci

Cos’è il reato di costrizione o induzione al matrimonio

Con il Codice Rosso, ovvero la legge n. 69/2019, è stato inserito nel Codice penale il reato di costrizione o induzione al matrimonio, art. 558 bis cp. La fattispecie nasce proprio dalla necessità di contrastare i matrimoni precoci e forzati e il sussistere delle spose bambine. 

Questo reato punisce, con la reclusione da 1 a 5 anni, chiunque costringa un’altra persona a contrarre matrimonio o unione civile, usando la violenza o minacciandola, e approfittando della sua condizione di vulnerabilità o di inferiorità psichica, o di un suo bisogno personale. 

La pena della reclusione si applica anche nei casi in cui il reato sia commesso;

  • all’estero, da un cittadino italiano;
  • da un cittadino straniero, con la residenza in Italia

Si prevede una maggiorazione nel caso in cui il reato avvenga a danni di un minore, specie se di 14 anni

Sicuramente l’approvazione di un reato non basterà a spazzare via un dramma che affonda le sue radici in secoli di patriarcato e disuguaglianze di genere, in cui chi lo subisce ha solitamente paura di denunciare l’accaduto per evitare possibili ripercussioni. Ma insieme a tante altre iniziative messe in campo da Autorità e associazioni – come la Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze che si celebra l’11 ottobre – può essere quel pezzettino che si unisce a tutti gli altri per provare a fare la differenza e a cambiare (davvero) il mondo. 

Fonti:

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Maria Saia
Esperta di diritti delle donne
Ha respirato per più di 20 anni la stessa aria di Falcone e Borsellino e ne condivide, ancora oggi, il sogno utopico di un mondo senza mafie e ingiustizie. Non a caso, “È la giustizia, non la carità, che manca nel mondo” è una delle sue citazioni preferite. Su deQuo, scrive di bonus e agevolazioni statali e di diritti della persona - in particolare, di diritti delle donne.
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