Pubblico Ministero: chi è, cosa fa, come si diventa e differenze con Giudice e Procuratore
Chi è il Pubblico Ministero? Che ruolo svolge nell'ambito del processo penale? Quali sono le differenze con le figure di Giudice e Procuratore della Repubblica? Ecco tutto quello che c'è da sapere.
- Il Pubblico Ministero è un magistrato che rappresenta lo Stato, dirige le indagini sui reati e agisce nell’interesse della giustizia, senza decidere sulla colpevolezza dell’imputato.
- Le sue principali funzioni sono coordinare la polizia giudiziaria, raccogliere e valutare le prove, decidere se chiedere il processo o l’archiviazione e sostenere l’accusa durante il processo.
- Il PM è diverso dal Giudice e dal Procuratore della Repubblica: il giudice decide la sentenza in modo imparziale, mentre il procuratore della Repubblica coordina e dirige l’ufficio dei pubblici ministeri.
Nel sistema giuridico italiano, la figura del Pubblico Ministero rappresenta il cardine su cui ruota l’avvio della giustizia penale. Spesso confuso con il giudice, il PM è in realtà un magistrato con funzioni uniche: non decide sulla colpevolezza, ma attiva e conduce l’azione dello Stato contro i reati.
Nelle righe che seguono, analizzo questa figura spiegandoti nel dettaglio e ti spiego:
- chi è il Pubblico Ministero e qual è il percorso da seguire per diventarlo;
- quali sono i suoi compiti dalle indagini fino all’aula di tribunale;
- quali sono le differenze concrete che lo distinguono dal Giudice e dalla figura del Procuratore.
Chi è il Pubblico Ministero
Il Pubblico Ministero (PM) è un magistrato che ha il compito di far rispettare la legge e tutelare l’interesse della collettività. Quando viene a conoscenza di un possibile reato, ha il dovere di avviare le indagini per capire cosa è successo e verificare se ci sono prove sufficienti.
Il PM non difende la persona accusata e non rappresenta la vittima, ma agisce nell’interesse della giustizia. Non decide se una persona è colpevole o innocente, in quanto questa decisione spetta esclusivamente al giudice, che è imparziale.
Durante il suo lavoro, il Pubblico Ministero raccoglie e valuta con obiettività sia gli elementi che confermano l’accusa sia quelli che possono dimostrare l’innocenza dell’indagato, così da contribuire a un processo giusto ed equo.
Leggi anche: È possibile querelare un pubblico ministero?

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Quali sono i compiti del Pubblico Ministero?
Nell’accertare i fatti e verificare se è stato commesso un reato, il Pubblico Ministero collabora con la polizia giudiziaria e prende decisioni importanti durante tutte le fasi del procedimento.
Le sue principali funzioni sono:
- dirigere le indagini, nel senso che il PM coordina il lavoro della polizia giudiziaria, raccoglie e valuta le prove, sia a favore sia contro l’indagato, e dispone o richiede gli atti di indagine necessari, come interrogatori, perquisizioni, sequestri e, nei casi previsti dalla legge, intercettazioni;
- decidere come concludere le indagini, cioè se ritiene che le prove raccolte siano sufficienti, chiede il rinvio a giudizio dell’indagato, altrimenti chiede al giudice l’archiviazione del procedimento;
- sostenere l’accusa nel processo, ossia presenta le prove raccolte, interroga testimoni e consulenti e formula le proprie richieste al giudice, che rimane l’unico a poter stabilire se l’imputato è colpevole o innocente.
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Come si diventa Pubblico Ministero
Per diventare Pubblico Ministero occorre seguire un percorso di studi e di formazione molto impegnativo. Innanzitutto bisogna conseguire una laurea magistrale in Giurisprudenza. Successivamente è necessario possedere i requisiti previsti dalla legge per accedere al concorso in magistratura, che comprende prove scritte e una prova orale su diverse materie giuridiche. Chi supera il concorso diventa magistrato ordinario e svolge un periodo di tirocinio presso gli uffici giudiziari.
Al termine della formazione, il magistrato viene assegnato a una sede e può svolgere le funzioni di Pubblico Ministero oppure di giudice, a seconda delle esigenze dell’amministrazione della giustizia e delle norme che regolano la carriera. Si tratta di una professione che richiede una solida preparazione giuridica, grande senso di responsabilità, imparzialità e rispetto della legge.
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Quali sono le differenze con giudice e procuratore?
Il Pubblico Ministero, il Giudice e il Procuratore della Repubblica sono tutte figure della magistratura, ma svolgono compiti diversi.
Il Pubblico Ministero dirige le indagini, coordina la polizia giudiziaria, raccoglie le prove e sostiene l’accusa nel processo. Il suo compito è accertare i fatti e verificare se è stato commesso un reato.
Il Giudice è un magistrato imparziale che non partecipa alle indagini. Durante il processo valuta le prove presentate dalle parti e decide se l’imputato è colpevole o innocente, applicando la legge.
Il Procuratore della Repubblica, infine, è il magistrato che dirige la Procura della Repubblica. Coordina e organizza il lavoro dei pubblici ministeri, assegna i procedimenti e vigila sul corretto svolgimento delle indagini. Anche il procuratore è un pubblico ministero, ma svolge un ruolo di direzione dell’ufficio.
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Pubblico Ministero – Domande frequenti
Sì, in base al principio dell’obbligatorietà dell’azione penale, il Pubblico Ministero deve avviare le indagini ogni volta che riceve una notizia di reato.
Sì, se al termine delle indagini ritiene che non ci siano prove sufficienti o che il fatto non costituisca reato, può chiedere al giudice l’archiviazione del procedimento.
Sì, il PM ha il dovere di raccogliere e valutare sia le prove che confermano l’accusa sia quelle che possono dimostrare l’innocenza dell’indagato.
La polizia giudiziaria svolge le indagini seguendo le direttive del Pubblico Ministero, che coordina le attività investigative e ne verifica i risultati.
In alcuni casi previsti dalla legge può disporre il fermo di una persona gravemente indiziata di un reato. Tuttavia, le misure cautelari personali, come la custodia cautelare in carcere, sono disposte dal giudice su richiesta del Pubblico Ministero.
Sì, il PM partecipa al processo penale, presenta le prove raccolte, esamina i testimoni e formula le proprie richieste al giudice, che resta l’unico a emettere la sentenza.
Riferimenti normativi
- art. 101 Cost.: stabilisce che la giustizia è amministrata in nome del popolo e che i giudici sono soggetti soltanto alla legge;
- art. 104 Cost.: afferma che la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere;
- art. 107 Cost.: disciplina lo status dei magistrati e le garanzie della loro indipendenza;
- art. 112ost.: sancisce il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale, imponendo al pubblico ministero di esercitarla quando ricorrono i presupposti previsti dalla legge;
- art. 50 c.p.p.: disciplina l’esercizio dell’azione penale da parte del pubblico ministero;
- art. 51 c.p.p.: individua le funzioni e la competenza del pubblico ministero;
- artt. 326-415-bis c.p.p.: regolano le indagini preliminari, dirette dal pubblico ministero con l’ausilio della polizia giudiziaria;
- artt. 70-73 Regio Decreto 30 gennaio 1941, n. 12 (Ordinamento giudiziario): disciplinano l’organizzazione degli uffici del pubblico ministero e le funzioni del Procuratore della Repubblica e dei magistrati della Procura;
- art. 1 Decreto Legislativo 20 febbraio 2006, n. 106: definisce l’organizzazione dell’ufficio del pubblico ministero e le funzioni di direzione e coordinamento del Procuratore della Repubblica.
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