Chiara Ferragni assolta dall’accusa di truffa aggravata: il Tribunale di Milano dispone il proscioglimento
Il Tribunale di Milano ha assolto Chiara Ferragni dall’accusa di truffa aggravata legata alle campagne promozionali di prodotti alimentari presentati come iniziative benefiche. La decisione è stata presa per assenza di querela della parte offesa, elemento oggi indispensabile dopo la riforma Cartabia.
Il giudice Ilio Mannucci Pacini ha assolto Chiara Ferragni dall’accusa di truffa aggravata: una notizia che in molti si aspettavano. In pratica, è stato escluso l’aggravante è insussistente e, venendo meno l’aggravante, il reato è stato riqualificato in truffa semplice.
In base alla normativa vigente, questa tipologia di reato è procedibile solo a querela. Poiché il Codacons aveva ritirato la denuncia circa un anno fa, a seguito di un accordo risarcitorio con l’imprenditrice digitale, il giudice ha disposto il proscioglimento per estinzione del reato.
La decisione riguarda anche i coimputati:
- Fabio Maria Damato, ex collaboratore di Ferragni;
- Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia (proprietaria di Dolci Preziosi).
Anche per loro è stata accolta la richiesta di assoluzione avanzata dalla difesa, in applicazione della riforma Cartabia che impone l’obbligo di querela per il reato di truffa.

L’effetto della riforma Cartabia
La riforma Cartabia ha modificato le regole di procedibilità per diversi reati, tra cui la truffa. In assenza di una querela valida, il processo non può proseguire. Nel caso Ferragni, l’accordo con il Codacons – che prevedeva risarcimenti ai consumatori – ha portato al ritiro formale della denuncia, rendendo impossibile l’azione penale.
La Procura di Milano aveva chiesto una condanna a un anno e otto mesi di reclusione per Chiara Ferragni e per Fabio Damato. Secondo l’accusa, tra il 2021 e il 2022, l’influencer avrebbe indotto in errore consumatori e follower, ottenendo presunti profitti illeciti per circa 2,2 milioni di euro, legati alla vendita di prodotti il cui prezzo non includeva le donazioni benefiche promesse.
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La linea difensiva
“All’uscita dall’aula siamo tutti commossi – ha dichiarato Ferragni – ringrazio i miei avvocati e i miei follower. È finito un incubo durato due anni. Avevo fiducia nella giustizia e giustizia è stata fatta”.
L’influencer ha parlato di un periodo personale e professionale molto difficile, sottolineando la volontà di “riprendere in mano la propria vita”.
Ferragni ha sempre respinto le accuse di truffa, sostenendo che si trattasse al più di pubblicità ingannevole dovuta a errori di comunicazione. La difesa ha evidenziato l’assenza di dolo e ricordato che l’imprenditrice aveva già chiuso il fronte amministrativo con risarcimenti e donazioni per circa 3,4 milioni di euro.
Il Tribunale ha accolto la richiesta di assoluzione con formula piena, mettendo fine al procedimento penale. Il pandoro-gate è definitivamente chiuso.
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