Mi hanno chiesto un risarcimento per un mio commento online: è una truffa?
Quello che stai vivendo è un fenomeno che negli ultimi anni, fino a questo inizio di 2026, è diventato sistematico. Non siamo di fronte a una truffa criminale, ma a una strategia legale aggressiva utilizzata da molti personaggi pubblici. Questi soggetti si avvalgono di studi legali che setacciano il web alla ricerca di termini specifici; una volta individuato il commento, inviano una diffida chiedendo una somma di denaro per “chiudere bonariamente” la faccenda.
L’obiettivo è duplice: da un lato monetizzare sulle offese ricevute, dall’altro creare un clima di timore che scoraggi chiunque dal muovere critiche in futuro. Spesso, però, queste richieste sono sproporzionate rispetto all’effettivo danno subìto dal VIP, e giocano sulla paura del cittadino comune di finire in tribunale.
Ricevere una lettera da uno studio legale che ti chiede migliaia di euro per un commento scritto impulsivamente sotto un post è un’esperienza che può togliere il sonno. Ma non sei solo: negli ultimi anni, il fenomeno delle richieste di risarcimento seriali è esploso, trasformandosi in una vera e propria “industria” legale che vede coinvolti influencer, politici e personaggi dello spettacolo. Approfondiamo la questione per capire dove finisce il tuo diritto di critica e dove inizia la tua responsabilità legale.
La “strategia del risarcimento”: è davvero una truffa?
Partiamo col dire che, tecnicamente, non è una truffa, ma spesso è un’azione legale “al limite”. Molti personaggi pubblici (il caso di Selvaggia Lucarelli è emblematico, ma riguarda ormai decine di VIP) si affidano a studi legali specializzati che utilizzano software per setacciare migliaia di commenti.
Ecco come funziona solitamente il meccanismo:
- viene individuato un commento potenzialmente offensivo;
- ti viene inviata una diffida in cui si chiede di rimuovere il contenuto e, soprattutto, di versare una somma a titolo di “risarcimento stragiudiziale”(spesso tra i 1.000 i 3.000 euro) per chiudere la vicenda senza andare in tribunale.
Molte persone, spaventate dalle possibili conseguenze penali, pagano subito. Per i VIP e i loro legali, questo diventa un flusso di entrate costante che funge anche da deterrente per futuri hater.
LEGGI pure Posso denunciare qualcuno per un commento offensivo su Facebook?

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato
- +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
- Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
- Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere
Qualche dato su “fenomeno” risarcimenti
Le sentenze più recenti (come la Cassazione n. 2251/2023) mostrano una tendenza chiara:
- i personaggi pubblici devono tollerare critiche più aspre rispetto ai privati cittadini, ma la critica deve restare legata alle loro azioni e non sfociare nell’insulto personale;
- in molti casi, i giudici stanno ridimensionando le richieste esorbitanti, assegnando risarcimenti di poche centinaia di euro invece di migliaia, se il commento non ha causato un reale danno economico al VIP.
La Corte di Cassazione, con sentenze come la n. 2251 del 2023 e successivi orientamenti del 2024-2025, ha ribadito che il diritto di critica può essere esercitato anche con toni aspri e polemici, purché non si traduca in un attacco alla dignità della persona come fine a se stesso.
Inoltre, i giudici stanno diventando sempre più cauti nel concedere risarcimenti elevati per commenti sui social, specialmente quando il personaggio pubblico ha una visibilità tale da poter replicare facilmente o quando egli stesso usa un linguaggio aggressivo online.
In pratica, se il tuo commento era una critica dura ma legata a un fatto specifico e priva di insulti volgari, hai ottime basi per resistere alla richiesta di risarcimento.
Il confine tra critica e diffamazione: i tre pilastri
Per capire se il tuo commento è legalmente “difendibile”, non serve una tabella, ma un’analisi del contenuto basata su tre principi che la giurisprudenza italiana ha consolidato nel tempo.
Il primo elemento è la verità dei fatti: se il tuo commento riporta un’informazione specifica, questa deve essere vera o seriamente documentata, poiché inventare accuse infondate trasforma immediatamente la critica in diffamazione.
Il secondo criterio è quello della pertinenza, che richiede che l’argomento trattato sia di effettivo interesse pubblico; criticare l’operato professionale di un influencer è un diritto, mentre attaccare la sua vita privata senza motivo spesso non lo è.
Infine, il punto più scivoloso è la continenza: questo parametro riguarda il “come” dici le cose. Anche se hai ragione e il tema è d’interesse pubblico, non puoi usare espressioni gratuitamente scurrili o umilianti. Se il linguaggio scade nell’insulto personale, la protezione del diritto di critica cade e si entra nel campo del penalmente rilevante.
Ti suggeriamo di leggere Diffamazione su Internet e a mezzo stampa: quando è commessa e cosa si rischia

Cosa puoi fare per difenderti?
Se hai ricevuto una diffida, ti consiglio di seguire questi passaggi:
- analizza il tuo commento: è un insulto puro (“Sei un deficiente”) o una critica dura (“Non sono d’accordo, il tuo comportamento è ipocrita”)? Nel secondo caso, hai ottime probabilità di difesa;
- valuta l’importo richiesto: se ti chiedono 5.000 euro per un “vaffanculo”, la richiesta è quasi certamente sproporzionata;
- non cancellare subito tutto: fai uno screenshot del contesto. A volte vedere cosa ha scritto il VIP per “provocare” la reazione può essere un’attenuante legale (provocazione).
Se decidi di non assecondare subito la richiesta economica, si aprono diverse strade. La controparte potrebbe procedere con una querela penale, che però spesso finisce con un’archiviazione se il commento non è di una gravità inaudita. Sul piano civile, invece, un giudice dovrebbe quantificare il danno: per un singolo commento in mezzo a migliaia, è raro che le cifre risarcitorie raggiungano i livelli richiesti inizialmente dagli avvocati dei VIP.
Cosa rischi concretamente se non paghi?
Se decidi di ignorare la lettera o di contestarla, il VIP può decidere di procedere in due modi:
- querela penale – si apre un procedimento penale. Se vieni condannato per l’art. 595 c.p., (diffamazione) rischi una multa (che può superare i 1.000 euro) e una macchia sul casellario giudiziale. Tuttavia, molti di questi procedimenti finiscono in archiviazione se l’offesa non è considerata grave;
- azione civile: è qui che si chiedono i soldi. Il giudice deve valutare il danno effettivo alla reputazione. Se sei una persona comune e il tuo commento è rimasto “affogato” tra altri mille, il risarcimento potrebbe essere molto più basso di quanto richiesto dallo studio legale.
Ti potrebbe interessare Screditare una persona è reato?

Codacons o avvocato?
Il Codacons si è espresso più volte contro quelle che definisce “intimidazioni legali” per mettere a tacere il dissenso. Se chiedi il suo supporto, puoi ricevere assistenza a costi ridotti – spesso hanno pool di avvocati che conoscono già queste “campagne” legali dei VIP. Possono quindi aiutarti a contestare l’eccessività della richiesta economica o la mancanza di presupposti per la diffamazione.
Un legale privato può analizzare il tuo commento specifico. A volte, rispondere con una lettera legale ben motivata che dimostra la volontà di resistere in giudizio basta a far desistere la controparte, che preferisce concentrarsi su chi paga subito senza discutere. Se ti interessa sapere quanto potresti pagare con l’assistenza di un avvocato, valuta i professionisti presenti su deQuo e invia loro una richiesta di preventivo gratuita.
Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato
- +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
- Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
- Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere
Altro su Reati contro la persona
Approfondimenti, novità e guide su Reati contro la persona