Jacques Moretti, il passato e l’arresto dopo la strage di Crans-Montana: cosa rischia ora
Dai precedenti giudiziari al patrimonio sotto osservazione, fino alle accuse di omicidio colposo dopo l’incendio che ha causato quasi 50 morti: la procura vallesana indaga su sicurezza, responsabilità e possibili violazioni.
La notte di Capodanno a Crans-Montana si è trasformata in una tragedia senza precedenti: un incendio devastante all’interno del locale Le Constellation ha provocato quasi cinquanta morti e oltre cento feriti, in gran parte giovanissimi. Al centro dell’inchiesta c’è ora Jacques Moretti, proprietario del bar, insieme alla moglie Jessica Maric, arrestato e formalmente indagato per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. Mentre la Svizzera e l’Italia piangono le vittime, magistratura e investigatori cercano di ricostruire la dinamica dell’incendio e di accertare se dietro quella notte di festa si nascondano gravi responsabilità penali.
Chi è Jacques Moretti
Jacques Moretti è originario di Ghisonaccia, in Corsica. La moglie, Jessica Maric, ha vissuto a lungo in Francia, soprattutto a Cannes, dove ha studiato ad Antibes e a Monaco. La coppia si è trasferita in Svizzera nei primi anni 2000 e nel 2015 ha rilevato un locale a Crans-Montana, allora abbandonato e con un’altra denominazione, trasformandolo in quello che sarebbe poi diventato Le Constellation, uno dei bar più frequentati della località alpina.
Dal registro del commercio del Canton Vallese risulta che i due siano anche titolari di altri esercizi: Le Senso, bar-ristorante specializzato in hamburger, sempre a Crans-Montana, e Le Vieux-Chalet, ristorante di cucina corsa, a Lens.
Secondo quanto riportato dal sito zurighese di informazione finanziaria Inside Paradeplatz, Moretti e Maric avrebbero inoltre acquistato due immobili in Svizzera, uno nel 2020 e uno nel 2024. Un dettaglio ha attirato l’attenzione degli osservatori: gli acquisti risulterebbero effettuati interamente in contanti, senza ipoteche né prestiti bancari.

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I precedenti penali e le ombre sul patrimonio
La situazione patrimoniale della coppia ha alimentato negli ultimi giorni speculazioni e interrogativi, anche alla luce dei precedenti giudiziari di Jacques Moretti. Il quotidiano francese Le Parisien ha ricordato che Moretti, soprannominato “il Corso”, nel 2008 fu accusato di sfruttamento aggravato della prostituzione insieme ad altri due uomini. Secondo l’accusa avrebbe fatto da intermediario per portare ragazze in località sciistiche, operando tra Svizzera e Francia.
Processato ad Annecy, Moretti venne assolto per i fatti riferiti alla Svizzera, ma riconosciuto colpevole per quelli commessi in Francia. La condanna fu di 12 mesi di reclusione, otto dei quali con pena sospesa. Non entrò nuovamente in carcere perché aveva già trascorso un periodo in custodia cautelare tra il novembre 2005 e il marzo 2006. Nel 2010 arrivò un’ulteriore condanna per frode in Corsica.
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La notte della tragedia
La notte di Capodanno a Crans-Montana doveva essere una festa: il conto alla rovescia verso il 2026, i brindisi, la neve in una delle mete più gettonate delle Alpi svizzere. Poi, all’improvviso, il terrore. Un boato, il buio, le fiamme che si propagano in pochi istanti e il locale che si trasforma in una trappola mortale.
I testimoni parlano di un’unica uscita troppo stretta, di persone intrappolate davanti a “un muro di fuoco”, di finestre sfondate nel tentativo disperato di creare una via di fuga. Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio potrebbe essere partito dalle scintille di candele pirotecniche appoggiate su bottiglie, che avrebbero innescato materiali infiammabili presenti nel locale. La dinamica esatta resta però ancora al vaglio degli inquirenti.
Il bilancio è drammatico: quasi 50 vittime, perlopiù giovanissime, e oltre cento feriti, molti dei quali trasportati negli ospedali con l’elicottero. Le testimonianze raccolte tra i sopravvissuti e nei pronto soccorso restituiscono l’immagine di una notte di caos assoluto.
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Le indagini: sicurezza e ristrutturazione sotto la lente
Al di là delle speculazioni legate al passato di Moretti, il cuore dell’inchiesta riguarda ora la conformità del locale alle norme di sicurezza. Gli investigatori stanno verificando i materiali utilizzati nella ristrutturazione, la presenza e l’adeguatezza delle uscite di emergenza, la capienza massima consentita e il rispetto delle prescrizioni antincendio.
I proprietari avevano dichiarato a un giornale svizzero di aver superato senza rilievi tre ispezioni di sicurezza nell’arco di dieci anni. Sarà ora compito della procura stabilire se tali controlli siano stati sufficienti e se, quella notte, il locale operasse nel pieno rispetto delle autorizzazioni.
Dopo essere stati ascoltati per oltre sei ore e mezza negli uffici della procura di Sion, Jacques Moretti e Jessica Maric – inizialmente sentiti come testimoni – sono stati formalmente indagati per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. Al termine dell’audizione, la donna ha rilasciato una breve dichiarazione ai media, tra le lacrime: «Ci tengo a porre le mie scuse alle vittime».
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Di quali reati è accusato Jacques Moretti?
Dal punto di vista del diritto penale svizzero, le imputazioni sono estremamente gravi, soprattutto per il numero delle vittime coinvolte. Jacques Moretti è indagato per:
- omicidio colposo (art. 117 codice penale svizzero): è punito con una pena detentiva fino a tre anni o con una pena pecuniaria;
- lesioni colpose (art. 125 cp): anche qui la pena può arrivare fino a tre anni di detenzione o a una pena pecuniaria, con un aggravamento nel caso di lesioni gravi;
- incendio colposo (art. 222 Ccp): prevede una pena detentiva fino a tre anni o una pena pecuniaria.
In presenza di concorso di reati e di un numero elevatissimo di vittime, il giudice può tenere conto delle circostanze aggravanti nella determinazione della pena complessiva. Oltre alle sanzioni penali, non sono da escludere azioni civili risarcitorie di enorme entità, interdizioni dall’esercizio dell’attività commerciale e la revoca delle licenze.
Le indagini dovranno stabilire se l’evento sia stato il frutto di una catena di negligenze, di violazioni delle norme di sicurezza o di un tragico incidente imprevedibile. Solo allora sarà possibile attribuire responsabilità precise.
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