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Casi Mia Moglie e Phica: cosa posso fare se ho trovato le mie foto?

Hai scoperto di essere stata, per mesi o anni, uno dei corpi bersagliati sul gruppo Mia Moglie o sul sito Phica? In queste righe, ti spiego come fare denuncia direttamente online.

ho trovato una mia foto su mia moglie e phica
  • Mia Moglie e Phica.eu sono due spazi virtuali in cui migliaia di foto di donne, anche in atteggiamenti intimi e senza abiti, sono state caricate a loro insaputa. 
  • Gli accertamenti della Polizia Postale sono in corso, per dare un nome a chi ha reso possibile tutto questo. 
  • Per tutelarti, ti consiglio di presentare il prima possibile una denuncia alle Autorità competenti, anche online, e di contattare un avvocato penalista. 

A distanza di pochi giorni, ci sono stati due avvenimenti che hanno provocato indignazione e orrore in chi è diventata, inconsapevolmente, protagonista delle vicende. Prima il caso del gruppo Facebook Mia Moglie. A seguire, quello del sito Phica, un nome che potrebbe anche suscitare ilarità, se non fosse per quello che era presente al suo interno. 

Donne che si sono viste violate, insultate, esposte come se fossero una merce da offrire al miglior offerente. L’occasione per tirare fuori una mascolinità repressa e tipica del commento da bar che, online, trova nuovo spazio per sfogarsi. Innumerevoli scatti “rubati” a insaputa delle donne ritratte, intimi, privati, da custodire come qualcosa di riservato e prezioso, sono diventati proprietà di tutti. Ricettacolo dei peggiori commenti sessisti, denigratori e umilianti. 

Nelle ultime ore, poi, ha colpito tutti, per la sua durezza, un caso in qualche modo assimilabile ai due citati, ovvero quello di una ragazza di 23 anni che, prima di fare una TAC, ha ricevuto una frase del tutto inappropriata da parte del tecnico di turno – “Se ti togli il reggiseno ci fai felici”.

In questo contesto così desolato, in cui lo shock e la disperazione sono stati comuni denominatori tra tante donne, ci sono diverse azioni legali che possono tutelarti se sei una di loro e hai trovato una tua foto online, su Mia Moglie, Phica o siti simili. Nei prossimi paragrafi, puoi leggere diversi suggerimenti che spero possa esserti utili e portarti a trovare il coraggio di denunciare alle Autorità quello che ti è accaduto. 

La violenza online e le denunce dei personaggi famosi

Chanel Totti, Ilary Blasi, Paola e Chiara, Chiara Ferragni, Bianca Berlinguer, Elly Schlein, Giorgia Meloni, Daniela Santanché, Mara Carfagna, Maria Stella Gelmini, Beatrice Lorenzin. Sono solo alcuni dei nomi dei personaggi famosi le cui foto sono state pubblicate senza consenso su Mia Moglie e Phica (ma chissà quanti altri forum e chat Telegram di questo tipo sono attivi in questo momento). 

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Il caso Mia Moglie

La prima segnalazione sul gruppo Mia Moglie (oggi chiuso) risale al 19 agosto, quando Carolina Capria – nota sui social per l’account “L’ha scritto una femmina” – ne ha denunciato l’esistenza, evidenziando l’utilizzo di un linguaggio volgare e violento nel commentare le foto di migliaia di donne, postate online senza consenso. Donne ritratte in situazioni qualunque. Durante momenti di quotidianità. Al mare. Per strada. A fare la fila da qualche parte. 

Tra i 32.000 iscritti del gruppo Facebook, c’erano poliziotti, politici, dirigenti, imprenditori, militari. Non solo disoccupati con tanto tempo libero e alla ricerca di modi creativi e alternativi per impiegarlo. 

Approfondisci leggendo Il nuovo reato di femminicidio in Italia nel Codice penale: cosa prevede il disegno di legge approvato in Senato

denunciare foto presenti su mia moglie e phica

Il caso Phica

Anche su Phica.eu – forum dove invece venivano pubblicate foto hard, quindi contenuti espliciti, non più attivo, come specificato nel comunicato stampa del gestore presente online in questo momento – il clamore è stato suscitato dalla denunce avvenute da parte di esponenti della politica, che sono state trasformate in oggetto di sessualizzazione – Alessandra Moretti, europarlamentare dem, e Valeria Campagna, consigliera Pd, sono state le prime ad alzare la testa, e la voce.

Quello che è stato definito dai media “uno stupro virtuale” di massa, però, ha colpito il cuore e la stabilità emotiva di tantissime donne che non occupano posizioni di potere, né hanno visibilità mediatica. Le stesse che, spesso, non hanno il coraggio di denunciare. Se ne fai parte, ricorda che la legge è dalla tua.

Mia Moglie e Phica: quali sono i reati contestati

Nelle prossime righe, voglio darti qualche strumento di tutela legale utile per provare a difendere la dignità e la libertà che ti sono state sottratte e negate nel momento in cui, una tua foto, è stata pubblicata su queste piattaforme (e simili) senza la tua approvazione. 

Tra i reati querelabili, ci sono:

  1. il Revenge Porn;
  2. l’illecito trattamento di dati personali tramite internet e la diffamazione;
  3. l’istigazione a delinquere.
mia moglie e phica denuncia

1. Revenge Porn

Il primo reato per il quale puoi presentare denuncia è il revenge porn, disciplinato dall’art. 612 ter del codice penale. Questo reato prevede che l’invio, la consegna, la cessione, la pubblicazione e la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, che sarebbero destinati a rimanere privati, sia punito con la reclusione da 1 a 6 anni e con la multa da 5.000 a 15.000 euro. La pena, inoltre, aumenta se tali fatti siano commessi, per esempio, dal coniuge, anche separato o divorziato, o da una persona con la quale la vittima ha avuto una relazione affettiva.

2. Illecito trattamento di dati personali

Chi ha pubblicato una tua foto senza il tuo esplicito consenso può, inoltre, essere punito per il reato di illecito trattamento di dati personali tramite internet (art. 167 D.lgs. 106/2003) e per il reato di diffamazione, qualora dalla pubblicazione sia derivata un’offesa alla tua reputazione. 

3. Istigazione a delinquere

Un altro reato che potresti denunciare, poi, è quello di istigazione a delinquere. Frasi del tipo “Cosa le fareste a questa?” possono, infatti, configurare questa fattispecie, specie se si incitano altri soggetti commettere azioni punibili penalmente, come le minacce o la violenza sessuale. 

Posso richiedere la separazione con addebito?

In aggiunta, se a mettere in rete la tua foto è stato tuo marito e, dal momento in cui lo hai scoperto, è iniziata una crisi coniugale, avresti anche il diritto di chiedere la separazione con addebito. Per avere maggiori dettagli in merito, ti invito a scrivere a un avvocato specializzato in separazioni e divorzi. 

A questo proposito, leggi Separazione con addebito: significato, motivi, costi

come tutelarti se sei finito su phica e mia moglie

Ho trovato le mie foto su Mia Moglie e Phica: cosa posso fare?

Ci sono diversi strumenti che la legge ti offre per difenderti in questa vicenda così sgradevole. Il primo fra tutti è presentare una denuncia alla Polizia Postale. Puoi farlo dal vivo, cercando la sede più vicina al tuo domicilio, oppure tramite una segnalazione online, sul sito commissariatodips.it.

Per intraprendere un’azione legale – ovvero un processo penale, nel corso del quale puoi anche costituirti parte civile al fine di ottenere un risarcimento per il danno subito – ti suggerisco di scrivere fin da subito a un avvocato penalista, che potrà offrirti ulteriore supporto e l’assistenza di cui hai bisogno in questo momento di difficoltà.

Se vuoi far partire una denuncia direttamente da casa, poi, visto che il weekend è in arrivo, ti consiglio di presentarla via web, utilizzando la piattaforma ioDenuncio. Troverai un modulo da compilare e, nel giro di poche ore, la tua denuncia sarà presa in carico da un team di avvocati iscritti all’Albo e depositata in Procura. La sua validità legale è assicurata.

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Maria Saia
Esperta di diritti delle donne
Ha respirato per più di 20 anni la stessa aria di Falcone e Borsellino e ne condivide, ancora oggi, il sogno utopico di un mondo senza mafie e ingiustizie. Non a caso, “È la giustizia, non la carità, che manca nel mondo” è una delle sue citazioni preferite. Su deQuo, scrive di bonus e agevolazioni statali e di diritti della persona - in particolare, di diritti delle donne.
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