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Cosa succede se evado dai domiciliari?

L'evasione dai domiciliari rappresenta una delle violazioni più gravi del patto di fiducia tra cittadino e magistratura. La legge italiana tutela il diritto alla salute e alla dimora abituale, ma punisce con estremo rigore chiunque utilizzi queste concessioni per eludere la sorveglianza dello Stato.

evasione dai domiciliari
  • Il reato di evasione dagli arresti domiciliari si configura solo se l’allontanamento dall’abitazione si protrae per un tempo superiore alle dodici ore, come previsto dalla legge n. 354 del 1975.
  • L’onere della prova spetta interamente alla pubblica accusa, che deve dimostrare il superamento della soglia temporale per trasformare la violazione da illecito disciplinare a delitto penale.
  • Una durata inferiore alle dodici ore non integra il reato di evasione (art. 385 cp), ma può comportare sanzioni disciplinari o la revoca della misura alternativa, oltre alla responsabilità per eventuali altri reati commessi.

La giurisprudenza recente ha tracciato un confine netto tra il reato di evasione e la semplice violazione delle prescrizioni nel caso di arresti domiciliari.

Secondo la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4183 del 2026, la durata dell’assenza dal domicilio non è un dettaglio secondario, ma un elemento costitutivo della fattispecie criminosa. La residenza, definita dall’art. 43 cc come il luogo di dimora abituale , funge da perimetro della detenzione domiciliare.

Tuttavia, ai sensi degli articoli 47-quinquies e 47-sexies, comma 2, della legge n. 354 del 1975, il legislatore ha stabilito che solo l’allontanamento protratto per oltre dodici ore trasforma la condotta in un delitto di evasione punibile ai sensi dell’articolo 385 del Codice penale. Se l’assenza resta sotto tale limite, la condotta rientra nel campo dell’illecito disciplinare, previsto dal comma 1 dello stesso articolo 47-sexies.

L’onere della prova: chi deve dimostrare la durata dell’allontanamento?

Un punto cruciale della normativa riguarda la responsabilità probatoria. Non spetta alla persona agli arresti domiciliari dimostrare di essere rientrato entro il limite delle dodici ore, poiché ciò costituirebbe una inammissibile inversione dell’onere della prova. È compito dell’accusa fornire la prova certa che il soggetto sia rimasto fuori dall’abitazione per un tempo superiore alla soglia legale.

Durata dell’assenzaQualificazione giuridicaConseguenze
Sotto le 12 oreViolazione disciplinareSanzioni amministrative o revoca del beneficio
Sopra le 12 oreReato di evasione (Art. 385 cp)Procedimento penale e possibile reclusione da 1 a 3 anni
ImprecisataInsufficienza probatoriaAssoluzione dal reato di evasione

LEGGI pure Arresti domiciliari: cosa sono, come funzionano, quanto durano

reato di evasione quando scatta
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Quali sono le conseguenze dell’evasione dai domiciliari?

Qualora non venga raggiunta la prova del superamento delle dodici ore, il soggetto non è comunque immune da conseguenze.

La violazione disciplinare può portare a:

  • la segnalazione immediata al Magistrato di Sorveglianza;
  • la revoca della misura alternativa e il ripristino della detenzione in carcere;
  • l’impossibilità di accedere a futuri benefici o permessi lavorativi;
  • il pignoramento dei beni mobili nel caso in cui l’allontanamento sia legato a situazioni debitorie irrisolte.

In pratica, quindi, la durata dell’assenza è lo spartiacque tra la sanzione amministrativa e la condanna penale. Ogni allontanamento non autorizzato, anche se breve, espone comunque chi si trova ai domiciliari al rischio di perdere il beneficio della detenzione domiciliare.

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Maria Vittoria Simoni
Esperta di diritto penale
Neo laureata in legge, sogna di diventare un giorno magistrato. Nel frattempo, scrive per la redazione di deQuo, condividendo le sue conoscenze giuridiche online.
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