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Gestione INPS artigiani e commercianti: i contributi dovuti per il 2025

In questa guida analizziamo chi deve iscriversi alla gestione artigiani e alla gestione commercianti INPS e a quanto ammonta la contribuzione da versare, con le aliquote aggiornate al 2025.

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  • La circolare INPS 7 febbraio 2025, n. 38 ha chiarito gli importi dei contributi dovuti per il 2025 dagli iscritti alla Gestione Artigiani e alla Gestione Commercianti.
  • I contributi INPS dovuti dagli iscritti dalla gestione artigiani e dalla gestione commercianti sono pari rispettivamente al 24% e al 24,48%.
  • Per i redditi superiori a 55.448,00 euro annui è previsto l’aumento dell’aliquota di un punto percentuale.

Con la circolare INPS 7 febbraio 2025, n. 38, l’INPS ha comunicato gli importi dei contributi dovuti per il 2025 dagli iscritti alla gestione artigiani e alla gestione commercianti.

Ma chi ha l’obbligo di iscriversi alle due gestioni? E a quanto ammontano i contributi da versare? In questo articolo facciamo chiarezza sugli importi contributivi che artigiani e commercianti devono versare all’INPS, tenuto conto anche degli ultimi aggiornamenti provenienti dall’Istituto.

Chi deve iscriversi alla gestione artigiani?

Come chiarito dall’INPS, l’iscrizione alla gestione artigiani è rivolta all’imprenditore artigiano, individuato in colui che svolge un’attività di produzione di beni e semilavorati o di prestazione di servizi, a esclusione delle attività agricole e commerciali, di intermediazione nella circolazione di beni o ausiliarie di queste ultime, salvo il caso in cui siano solamente strumentali e accessorie all’esercizio dell’impresa.

L’imprenditore artigiano deve essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • aver compiuto il diciottesimo anno di età;
  • esercitare l’attività (anche manuale) personalmente in qualità di titolare dell’impresa artigiana, con lavoro proprio ed eventualmente con l’ausilio dei propri familiari;
  • svolgere in modo abituale e prevalente il proprio lavoro manuale;
  • assumere la piena responsabilità dell’impresa con tutti gli oneri e i rischi inerenti alla sua direzione e gestione;
  • non superare i limiti dimensionali previsti dalla legge 443/85.

L’imprenditore artigiano, nel momento in cui avvia la propria attività, compila la Comunicazione Unica da presentare all’Albo imprese artigiane al fine di assolvere a tutti gli adempimenti amministrativi previsti per il Registro delle imprese e, al contempo, a quelli previdenziali e assistenziali stabiliti dall’INPS.

LEGGI ANCHE Gestione Separata INPS: cos’è, iscrizione e aliquote contributive

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Chi ha l’obbligo di iscriversi alla Gestione Commercianti?

Quanto ai commercianti, l’iscrizione alla gestione commercianti è rivolta all’imprenditore commerciale, individuata nel titolare di un’impresa che opera nel settore del commercio, del terziario e del turismo e che, a prescindere dal numero dei dipendenti, sia organizzata prevalentemente con lavoro proprio ed eventualmente dei componenti la famiglia.

Ai fini dell’iscrizione alla gestione commercianti, l’imprenditore commerciale deve essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • avere la piena responsabilità dell’impresa e assumere tutti gli oneri e i rischi relativi alla sua gestione (il requisito non è richiesto per i soci di SRL); 
  • partecipare personalmente al lavoro aziendale in modo abituale e prevalente; 
  • essere legittimato all’esercizio dell’attività commerciale da licenze o autorizzazioni, se previste per legge o regolamento.

Anche l’imprenditore commerciale avvia e modifica l’attività con la Comunicazione Unica da presentare alla Camera di Commercio e con essa assolve a tutti gli adempimenti amministrativi previsti dall’INPS ai fini previdenziali, nonché per l’iscrizione al Registro delle imprese e il rilascio di codice fiscale e partita IVA.

LEGGI pure Regime forfettario 2025: requisiti, limite fatturato e contributi INPS

Quanto si paga di INPS artigiani e commercianti?

Come si è detto poc’anzi, con la circolare INPS 7 febbraio 2025, n. 38, l’INPS ha comunicato gli importi dei contributi dovuti per il 2025 dagli iscritti alla gestione artigiani e alla gestione commercianti.

Ebbene, l’aliquota contributiva per il 2025 è pari al 24% sia per i titolari, sia per i collaboratori, senza più alcuna differenziazione in base all’età (in passato vi era un’aliquota differente per i collaboratori di età inferiore ai 21 anni). 

A ciò va aggiunta l’aliquota dello 0,48% per finanziare l’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale, a carico dei soli iscritti alla gestione commercianti

È confermata, infine, anche per il 2025 la riduzione del 50% dei contributi dovuti per gli iscritti con più di sessantacinque anni di età, già pensionati.

Ti potrebbe interessare anche Errori INPS: cosa fare e come richiedere il risarcimento

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Minimo reddituale e calcolo della contribuzione dovuta

Il reddito minimo annuo da prendere in considerazione ai fini del calcolo del contributo IVS dovuto dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali è pari a 18.555,00 euro.

Il contributo calcolato sul reddito “minimale” risulta così suddiviso:

  1. Artigiani: 4.460,64 euro (4.453,20 di IVS + 7,44 di maternità);
  2. Commercianti: 4.549,70 euro (4.542,26 di IVS e finanziamento indennizzo per cessazione attività commerciale + 7,44 di maternità).

Approfondisci leggendo Maternità e Gestione separata INPS: requisiti e come richiederla

Contribuzione sul reddito eccedente il minimale contributivo

La menzionata circolare INPS chiarisce che il contributo per l’anno 2025 è dovuto anche per la quota eccedente il predetto minimale di 18.555,00 euro annui, in base alle aliquote sopra descritte (24% per gli iscritti alla Gestione Artigiani, 24,48 per gli iscritti alla Gestione Commercianti), fino al limite della prima fascia di reddito annua, pari a 55.448,00 euro.

Per i redditi superiori a 55.448,00 euro annui resta confermato l’aumento dell’aliquota di un punto percentuale, disposto dall’articolo 3-ter del decreto-legge 19 settembre 1992, n. 384, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 novembre 1992, n. 438.

In definitiva, le aliquote, che riguardano tutti i titolari, coadiuvanti o coadiutori di imprese artigiane e commerciali, sono determinate come segue:

Scaglioni di redditoArtigianiCommercianti
fino a 55.448,00 euro 24%24,8%
oltre 55.448,00 euro 24%24,8%

Massimale reddito annuo contributi IVS

Quanto al massimale di reddito annuo entro il quale sono dovuti i contributi IVS, la circolare stabilisce che esso è pari a:

  • 92.413,00 euro per coloro che hanno un’anzianità di contributi antecedente il 1996;
  • 120.607,00 euro per gli iscritti dopo il 1° gennaio 1996.

Se hai bisogno di ulteriori informazioni o hai dubbi sui contributi da versare alla gestione artigiani o alla gestione commercianti, rivolgiti a un avvocato esperto in diritto tributario.

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Quali sono le scadenze per i contributi INPS per artigiani e commercianti nel 2025?

Per i contributi dovuti sul minimale di reddito sono previste le seguenti scadenze:

  • 16 maggio 2025;
  • 20 agosto 2025;
  • 17 novembre 2025;
  • 16 febbraio 2026.

Per gli importi eccedenti il minimo reddituale, il pagamento è dovuto entro i termini previsti per il pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche a titolo di saldo 2024, primo acconto 2025 e secondo acconto 2025.

Gli importi devono essere versati mediante i modelli F24 disponibili accedendo al Cassetto previdenziale artigiani e commercianti.

Approfondisci con Cassetto fiscale: cos’è, fatture, rimborsi e corrispettivi

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Avv. Rossella Russo
Esperta di diritto del lavoro e della previdenza sociale
L’Avv. Rossella Russo ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Napoli Federico II nel dicembre 2018 ed è iscritta all’albo degli Avvocati del Foro di Santa Maria Capua Vetere dal 2022. Nel 2023, ha frequentato il Master di II livello in diritto del lavoro presso l’Università degli Studi di Roma – La Sapienza. Si dedica principalmente al diritto del lavoro e della previdenza sociale e ha collaborato con studi legali operanti nel settore in ambito nazionale ed internazionale. Si occupa inoltre di diritto civile, con riferimento in particolare alla contrattualistica, risarcimento danni e tutela dei consumatori.
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