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Gestione INPS artigiani e commercianti: quali sono i contributi dovuti per il 2026

In questa guida analizziamo chi deve iscriversi alla gestione artigiani e alla gestione commercianti INPS e a quanto ammonta la contribuzione da versare, con le aliquote aggiornate al 2025.

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  • Le aliquote IVS 2026 sono al 24% per gli artigiani e al 24,48% per i commercianti, ormai a regime dopo l’incremento progressivo previsto dal D.L. n. 201/2011.
  • Il reddito minimale annuo sale a 18.808 euro per effetto dell’adeguamento ISTAT (+1,4%), con contributi fissi rispettivamente di 4.521,36 euro (artigiani) e 4.611,64 euro (commercianti).
  • Sono confermate le principali agevolazioni: riduzione del 35% per i forfettari, del 50% per gli over 65 già pensionati INPS e del 50% per chi si è iscritto per la prima volta nel 2025.

Se hai un’attività artigianale o commerciale e sei iscritto alle Gestioni speciali autonome dell’INPS, ogni anno devi fare i conti con i contributi previdenziali obbligatori. Con la Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026, l’Istituto ha reso noti importi, aliquote e scadenze per l’anno in corso. Alcune cifre cambiano rispetto al 2025, mentre altre restano invariate. Vediamo nel dettaglio cosa aspettarti e come organizzarti per non perdere le scadenze.

Chi deve iscriversi alla gestione artigiani?

Come chiarito dall’INPS, l’iscrizione alla gestione artigiani è rivolta all’imprenditore artigiano, individuato in colui che svolge un’attività di produzione di beni e semilavorati o di prestazione di servizi, a esclusione delle attività agricole e commerciali, di intermediazione nella circolazione di beni o ausiliarie di queste ultime, salvo il caso in cui siano solamente strumentali e accessorie all’esercizio dell’impresa.

L’imprenditore artigiano deve essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • aver compiuto il diciottesimo anno di età;
  • esercitare l’attività (anche manuale) personalmente in qualità di titolare dell’impresa artigiana, con lavoro proprio ed eventualmente con l’ausilio dei propri familiari;
  • svolgere in modo abituale e prevalente il proprio lavoro manuale;
  • assumere la piena responsabilità dell’impresa con tutti gli oneri e i rischi inerenti alla sua direzione e gestione;
  • non superare i limiti dimensionali previsti dalla legge 443/85.

L’imprenditore artigiano, nel momento in cui avvia la propria attività, compila la Comunicazione Unica da presentare all’Albo imprese artigiane al fine di assolvere a tutti gli adempimenti amministrativi previsti per il Registro delle imprese e, al contempo, a quelli previdenziali e assistenziali stabiliti dall’INPS.

LEGGI ANCHE Gestione Separata INPS: cos’è, iscrizione e aliquote contributive

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Chi ha l’obbligo di iscriversi alla Gestione Commercianti?

Quanto ai commercianti, l’iscrizione alla gestione commercianti è rivolta all’imprenditore commerciale, individuata nel titolare di un’impresa che opera nel settore del commercio, del terziario e del turismo e che, a prescindere dal numero dei dipendenti, sia organizzata prevalentemente con lavoro proprio ed eventualmente dei componenti la famiglia.

Ai fini dell’iscrizione alla gestione commercianti, l’imprenditore commerciale deve essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • avere la piena responsabilità dell’impresa e assumere tutti gli oneri e i rischi relativi alla sua gestione (il requisito non è richiesto per i soci di SRL); 
  • partecipare personalmente al lavoro aziendale in modo abituale e prevalente; 
  • essere legittimato all’esercizio dell’attività commerciale da licenze o autorizzazioni, se previste per legge o regolamento.

Anche l’imprenditore commerciale avvia e modifica l’attività con la Comunicazione Unica da presentare alla Camera di Commercio e con essa assolve a tutti gli adempimenti amministrativi previsti dall’INPS ai fini previdenziali, nonché per l’iscrizione al Registro delle imprese e il rilascio di codice fiscale e partita IVA.

LEGGI pure Regime forfettario 2026: requisiti, limite fatturato e contributi INPS

Quali contributi si pagano nel 2026?

Per il 2026 le aliquote pensionistiche IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) sono definitivamente a regime al 24% per tutti i titolari e collaboratori. Il percorso di incremento progressivo di 0,45 punti percentuali annui, avviato con l’art. 24, comma 22, del D.L. n. 201/2011, si è concluso nel 2025.

Per i commercianti, all’aliquota base del 24% si aggiunge lo 0,48% aggiuntivo destinato al finanziamento dell’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività, portando il totale al 24,48%.

In sintesi:

CategoriaAliquota IVSAliquota totale
Artigiani (titolari e coadiuvanti/coadiutori)24%24%
Commercianti (titolari e coadiuvanti/coadiutori)24%24,48%

A queste aliquote si aggiunge il contributo per la maternità, pari a 0,62 euro mensili per entrambe le gestioni.

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Minimo reddituale e calcolo della contribuzione dovuta

Per il 2026 il reddito minimo annuo da considerare per il calcolo del contributo IVS è pari a 18.808,00 euro. L’importo si determina moltiplicando per 312 il minimale giornaliero di retribuzione (58,13 euro) e aggiungendo 671,39 euro, come previsto dalla legge 31 dicembre 1991, n. 415.

Rispetto al 2025 (quando il minimale era fissato a 18.555 euro), l’aumento è di circa 253 euro, per effetto della variazione ISTAT del +1,4%.

Sulla base di questo minimale, i contributi fissi annui – quelli che si devono pagare indipendentemente dal reddito effettivamente prodotto – sono i seguenti:

CategoriaContributo fisso annuo (IVS + maternità)Importo mensile
Artigiani4.521,36 euro376,78 euro
Commercianti4.611,64 euro384,31 euro

Approfondisci leggendo Maternità e Gestione separata INPS: requisiti e come richiederla

Contribuzione sul reddito eccedente il minimale contributivo

La menzionata circolare INPS chiarisce che il contributo per l’anno 2025 è dovuto anche per la quota eccedente il predetto minimale di 18.555,00 euro annui, in base alle aliquote sopra descritte (24% per gli iscritti alla Gestione Artigiani, 24,48 per gli iscritti alla Gestione Commercianti), fino al limite della prima fascia di reddito annua, pari a 55.448,00 euro.

Per i redditi superiori a 55.448,00 euro annui resta confermato l’aumento dell’aliquota di un punto percentuale, disposto dall’articolo 3-ter del decreto-legge 19 settembre 1992, n. 384, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 novembre 1992, n. 438.

In definitiva, le aliquote, che riguardano tutti i titolari, coadiuvanti o coadiutori di imprese artigiane e commerciali, sono determinate come segue:

Scaglioni di redditoArtigianiCommercianti
fino a 55.448,00 euro 24%24,8%
oltre 55.448,00 euro 24%24,8%

Contributi oltre il minimale: scaglioni e maggiorazione

Se il tuo reddito d’impresa supera il minimale di 18.808 euro, la contribuzione si calcola sulla totalità del reddito prodotto nel 2026 secondo il seguente schema:

  • sulla quota compresa tra 18.808 euro e 56.224 euro: si applicano le aliquote ordinarie (24% per artigiani, 24,48% per commercianti);
  • sulla quota che supera i 56.224 euro: l’aliquota aumenta di 1 punto percentuale, diventando 25% per gli artigiani e 25,48% per i commercianti.

I contributi calcolati sul reddito eccedente – sommati a quelli sul minimale – hanno natura di acconto sulle somme dovute sull’intero reddito prodotto. Il conguaglio avviene con la dichiarazione dei redditi dell’anno successivo.

Per il 2026, il massimale di reddito annuo entro cui sono dovuti i contributi IVS è pari a 93.707 euro per i soggetti con anzianità di iscrizione anteriore al 1° gennaio 1996, e a 122.295 euro per tutti gli altri. Quest’ultimo importo non è frazionabile su base mensile.

Quali sono le agevolazioni contributive previste nel 2026?

Il regime contributivo agevolato prevede una riduzione del 35% dei contributi ed è facoltativo: richiede apposita domanda. L’agevolazione si applica nel 2026 a chi ne ha già beneficiato nel 2025 (salvo rinuncia e permanenza dei requisiti), mentre chi ha avviato una nuova attività nel 2025 e intende aderire nel 2026 deve comunicare l’adesione entro il 28 febbraio 2026. In caso di rinuncia, l’istanza deve essere presentata entro la stessa data, con effetti dal 1° gennaio 2026.

Gli artigiani e gli esercenti di attività commerciali con più di 65 anni di età, già pensionati presso le gestioni INPS, continuano a beneficiare della riduzione del 50% dei contributi dovuti, in base alla legge 27 dicembre 1997, n. 449. INPS

La Legge di Bilancio 2025 ha inoltre introdotto una riduzione del 50% dei contributi previdenziali a favore dei lavoratori che si sono iscritti per la prima volta nel corso del 2025 a una delle Gestioni speciali autonome degli artigiani o dei commercianti, a condizione che percepiscano redditi d’impresa – anche in regime forfettario. Tale riduzione è confermata anche per il 2026.

La Circolare n. 14/2026 conferma anche l’esonero dal versamento dei contributi fissi per affittacamere e assicuratori del terzo e quarto gruppo.

Approfondisci con Cassetto fiscale: cos’è, fatture, rimborsi e corrispettivi

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Quali sono le scadenze per i contributi INPS per artigiani e commercianti nel 2025?

I contributi fissi sul minimale si versano tramite modello F24 in quattro rate alle seguenti scadenze:

RataScadenza
1ª rata18 maggio 2026
2ª rata20 agosto 2026
3ª rata16 novembre 2026
4ª rata16 febbraio 2027

I contributi sulla quota di reddito eccedente il minimale – saldo 2025, primo acconto 2026 e secondo acconto 2026 – seguono invece le scadenze ordinarie per il pagamento delle imposte sui redditi (IRPEF), legate alla presentazione del modello Redditi.

Gli importi e i codici per il pagamento tramite F24 sono disponibili nel Cassetto previdenziale, alla sezione “Dati del mod. F24”, accessibile dal portale INPS con credenziali SPID, CIE o CNS.

Hai dubbi su come calcolare i tuoi contributi, su quali agevolazioni puoi richiedere o su come presentare la domanda di riduzione al 35%? Rivolgiti a un consulente del lavoro, un commercialista specializzato in previdenza o un avvocato esperto in diritto tributario.

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Avv. Rossella Russo
Esperta di diritto del lavoro e della previdenza sociale
L’Avv. Rossella Russo ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Napoli Federico II nel dicembre 2018 ed è iscritta all’albo degli Avvocati del Foro di Santa Maria Capua Vetere dal 2022. Nel 2023, ha frequentato il Master di II livello in diritto del lavoro presso l’Università degli Studi di Roma – La Sapienza. Si dedica principalmente al diritto del lavoro e della previdenza sociale e ha collaborato con studi legali operanti nel settore in ambito nazionale ed internazionale. Si occupa inoltre di diritto civile, con riferimento in particolare alla contrattualistica, risarcimento danni e tutela dei consumatori.
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