05 feb 2021
Responsabilità civile

Lite temeraria: la quantificazione del danno

Cosa si intende per lite temeraria, come viene liquidato il danno subito e sulla base di quali elementi viene stabilito l'eventuale risarcimento.





Cosa significa lite temeraria


La lite temeraria è una lite giudiziaria nata dalla malafede o dalla colpa grave di una delle parti coinvolte. Quando si parla di lite temeraria si fa riferimento alla responsabilità aggravata, disciplinata dall’articolo 96 del Codice di procedura civile

In particolare, in quest’ultimo si legge che:

“Se risulta che la parte soccombente ha agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave, il giudice, su istanza dell’altra parte, la condanna, oltre che alle spese, al risarcimento dei danni, che liquida, anche d’ufficio, nella sentenza.

Il giudice che accerta l’inesistenza del diritto per cui è stato eseguito un provvedimento cautelare, o trascritta domanda giudiziale, o iscritta ipoteca giudiziale, oppure iniziata o compiuta l’esecuzione forzata, su istanza della parte danneggiata condanna al risarcimento dei danni l’attore o il creditore procedente, che ha agito senza la normale prudenza. La liquidazione dei danni è fatta a norma del comma precedente.

In ogni caso, quando pronuncia sulle spese ai sensi dell’articolo 91, il giudice, anche d’ufficio, può altresì condannare la parte soccombente al pagamento, a favore della controparte, di una somma equitativamente determinata”.

lite temeraria

Come viene liquidato il danno


Come si evince dall’articolo appena citato, il soggetto che inizia una lite temeraria porta avanti un comportamento illecito dal quale può derivare l’obbligo di dover risarcire la controparte dei danni subiti per essersi ritrovato a doversi difendere in un giudizio privo di fondamento. 

In particolare, i danni potranno essere liquidati sia d’ufficio, sia nella sentenza che pone fine al giudizio. La parte che richiede il risarcimento al giudice, che dovrà stimare una liquidazione equa, dovrà essere in grado di dimostrare sia l’esistenza del danno sia a quanto dovrebbe ammontare

Nella sentenza n. 26515/2017 della Cassazione, si legge che:

“Ai fini della configurabilità della responsabilità processuale aggravata prevista dall’art. 96 c.p.c., comma 2 è necessario che siano accertate sia l’infondatezza della pretesa fatta valere in giudizio, sia la violazione del canone di normale prudenza nell’agire in giudizio, in relazione alla fattispecie concreta. 

Ai fini dell’affermazione di tale violazione, il giudice deve verificare, con valutazione ex ante, la consapevolezza dell’interessato della presumibile infondatezza della propria pretesa, dando rilievo, oltre che agli orientamenti giurisprudenziali esistenti al momento della proposizione della domanda, anche ad eventuali esiti alterni delle fasi di merito, e all’esito di eventuali istanze cautelari o volte alla sospensione dell’esecutività della sentenza. 

In caso di trascrizione della domanda giudiziale, deve accertare se la trascrizione sia stata effettuata fuori dai casi consentiti o imposti dalla legge, o se fosse consentita o obbligatoria, non potendosi considerare violazione dell’obbligo di agire con la normale prudenza l’esclusivo dato della avvenuta trascrizione della domanda giudiziale nel caso in cui essa sia imposta dalla legge allo scopo di rendere opponibile ai terzi l’esito positivo del giudizio”.

Leggi anche: “Cos’è il reato di danno“.

La domanda di risarcimento


La richiesta per ottenere il risarcimento in caso di lite temeraria dovrà essere presentata nello stesso giudizio nel quale si sono verificati i danni subiti

Sarà il giudice di merito adito ad occuparsi di verificare la responsabilità processuale aggravata e a stabilire a quanto ammonterà la liquidazione del danno. 

La domanda per lite temeraria potrà essere richiesta anche direttamente in Cassazione, ma solo nell’ipotesi in cui i danni siano collegati in modo esclusivo a questa fase di giudizio. 


Il calcolo del risarcimento


Per quanto riguarda la quantificazione del danno, il giudice prenderà in considerazione i seguenti elementi:


A proposito della condanna al risarcimento dei danni, la sentenza n. 29234/2017 della Cassazione ha stabilito che:

In materia di responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c., ai fini della condanna al risarcimento dei danni, l’accertamento dei requisiti costituiti dall’aver agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave, ovvero dal difetto della normale prudenza, implica un apprezzamento di fatto non censurabile in sede di legittimità, salvo – per i ricorsi proposti avverso sentenze depositate prima dell’11.9.2012 – il controllo di sufficienza della motivazione”.

Ai sensi dell’articolo 96, il giudice ha inoltre facoltà di decidere che la parte soccombente paghi alla controparte una somma ben precisa: in genere ciò si verifica in assenza di prove del danno che è stato subito e prendendo in considerazione tutti gli elementi che hanno caratterizzato la lite. 

Quando si applica il risarcimento


Si può applicare il risarcimento del danno derivante da una lite temeraria non solo nel giudizio ordinario, ma in tutte le fasi dei processi che culminino nella condanna alle spese. Vi rientrano anche il processo fallimentare e i procedimenti di volontaria giurisdizione. 

Al contrario, non trova applicazione nei processi in cui non ci sia una parta soccombente e nei procedimenti in cui il risarcimento del danno derivi dall’esecuzione di un sequestro penale. 

Condanna per lite temeraria nei casi di negoziazione assistita


La condanna per lite temeraria può verificarsi anche nei casi in cui sia stato ricevuto un invito a stipulare una convenzione per la negoziazione assistita, ma non sia stato dato riscontro nei 30 giorni successivi alla sua ricezione, o l’invito sia stato rifiutato

Un altro caso in cui si può subire una condanna per lite temeraria è quello in cui ci si ritiri in modo illegittimo da una procedura di mediazione

Hai bisogno di una consulenza legale su questo argomento?
Invia la tua richiesta, hai a disposizione più di 1000 avvocati pronti a rispondere!