16 feb 2021
Responsabilità civile

Cosa rischiano i medici no vax

Nel corso della campagna vaccinale anti-covid sono emersi i primi problemi: da un lato ci sono i medici no vax, dall'altro quelli che fanno il vaccino per primi saltando la fila. Ecco quali sono state le prime conseguenze legali.

Sono tanti i problemi legati alla campagna di vaccinazione contro il coronavirus che sono emersi nel corso delle ultime settimane. 





Uno degli ostacoli più invadenti è rappresentato dai cosiddetti medici no vax che sono contrari al vaccino e che in questo momento in Italia sono circa un centinaio.





La presenza, seppur esigua, dei medici no vax ha portato le associazioni di categoria e i presidenti dell’Ordine dei medici a ipotizzare l’applicazione di sanzioni e sospensioni nei loro confronti: vediamo come stanno attualmente le cose. 







Possibili provvedimenti contro i medici no vax





Sono diverse le voci autorevoli che si sono espresse sulla questione dei medici no vax e sulle implicazione negative della loro scelta sulla campagna vaccinale. 





Il direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, ha affermato che: “Tutti gli operatori sanitari, a partire dai medici, devono vaccinarsi contro il Covid e se non vogliono essere vaccinati devono essere sospesi dal servizio perché, appunto, non possono essere idonei al servizio che svolgono”. 





Il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli Odontoiatri (Fnomceo), medici no vax ha dichiarato che “I medici no vax sono quelli che negano la validità del vaccino. Questo è incompatibile con la professione. Non è una cosa possibile. I medici sono parte integrante della comunità scientifica. In questi casi l’Ordine interviene comminando sanzioni, che arrivano anche alla radiazione. Molti medici no vax – in passato – sono stati radiati“.





A sua detta, diverso è invece il caso dei medici che non vogliono vaccinarsi in assenza di una legge che renda obbligatoria la vaccinazione: in questo caso il diritto dell’individuo deve essere bilanciato al rispetto del dovere deontologico e di eventuali norme di legge





Leggi anche: “Chi sono i medici obiettori di coscienza“.





medici no vax




Medici no vax: l’inchiesta dell’Ordine dei medici di Roma





Se da un lato il dibattito sui medici no vax si fa sempre più spazio tra l’opinione pubblica, l’Ordine dei medici di Roma ha già aperto un’inchiesta nella quale sono stati indagati 13 medici negazionisti del vaccino anti-covid. 





La loro posizione, soprattutto in un contesto qual è quello di una pandemia, è stata considerata grave e ha spinto l’Ordine a cercare di prendere dei provvedimenti concreti. 





La commissione vaccini dell’Ordine dei medici di Bologna





Al fine di rassicurare la popolazione in merito all’efficacia e alla necessità del vaccino anti-covid, la commissione Vaccini dell’Ordine dei medici di Bologna ha redatto un documento che è stato approvato da diverse personalità della sanità bolognese





Al suo interno si legge per esempio che “I Medici hanno affrontato la pandemia da Sars-CoV-2 con abnegazione e impegno anche in condizioni di scarsa disponibilità di dispositivi di protezione personali, tanto è vero che è stato alto il contributo in termini di ammalati e, anche, di vittime da Covid-19.





Non sarebbe deontologicamente corretto e né rispettoso delle vittime da Covid-19, in particolare in questo momento storico, che da parte anche solo di pochi medici provenissero voci contrarie alla vaccinazione, non sostenute da alcuna evidenza e basate solo su notizie non verificate o, peggio ancora, artatamente interpretate”.





Come illustrato dallo stesso Luigi Bagnoli, il presidente dell’Ordine dei medici di Bologna “I medici devono  attenersi ad un approccio scientifico, che è quello della comunità scientifica, se esci da questo ambito devi averne la consapevolezza e assumerti le responsabilità. I ‘si dice’ non sono accettabili





Quindi se qualcuno afferma cose diverse dalla scienza deve supportarle con prove, se no non le può dire. In questo momento non c’è un’intenzione di aprire procedimenti verso i medici. Il nostro è un monito. Ma certo non possiamo ignorare da un punto di vista ordinistico quanti lanciano messaggi alla popolazioni in particolare in televisione, in contraddizione con le posizioni scientifiche. In questi casi credo che qualcosa si debba dire”.





Il sostegno di Facebook





In prima linea a sostegno della campagna vaccinale anti-covid troviamo lo stesso Facebook, il quale censurerà tutte le pubblicità nelle quali si cerca di convincere gli altri a non vaccinarsi. 





La reazione di Facebook rientra all’interno di un progetto più ampio che da diverso tempo cerca di eliminare le fake news le quali, sui social network, hanno modo di circolare e di diffondersi con estrema facilità e velocità. 





I post nox vax presenti su gruppi e bacheche resteranno su Facebook, mentre saranno bloccate tutte le eventuali sponsorizzazioni relative a contenuti contrari al vaccino. 





medici no vax




I furbetti dei vaccini e le conseguenze legali





Passando all’andamento effettivo della campagna di vaccinazione in Italia, oltre ai ritardi che hanno provocato rallentamenti nell’inoculazione delle dosi, c’è un altro fenomeno che ha contrassegnato, in negativo, tutto il Paese: il mancato rispetto della normativa in vigore per la quale le prime dosi dei vaccini sono rivolte a determinate categorie sociali. 





Durante la prima fase però, ovvero quella nella quale i vaccini erano riservati al personale medico e sanitario e a quello delle RSA, sono stati in molti a saltare il turno





In Sicilia un episodio di questo tipo ha già avuto delle conseguenze legali: il TAR ha infatti confermato un provvedimento per il quale chi ha ricevuto la prima dose di vaccini in modo improprio, ovvero senza averne diritto, non potrà in alcun modo ricevere la seconda dose.





Il TAR ha decretato che ai furbetti del vaccino non spetterà la seconda inoculazione in quanto “non risultano evidenze scientifiche di eventuali rischi, se non quello della possibile inefficacia del vaccino, effetto che riporterebbe i ricorrenti alla situazione quo ante a quella determinata dall’aver avuto accesso alla prima dose, pur non avendone diritto”.





Il TAR ha così respinto la proposta dei ricorrenti di avere diritto alla seconda dose “nel bilanciamento del contrapposto interesse, che non è quello del risparmio di spesa, come indicato in ricorso, ma quello di garantire il regolare proseguimento della campagna vaccinale nei confronti degli aventi diritto, tenuto conto del contingentamento del numero delle dosi di vaccino”.