Vai al contenuto

Preavviso per dimissioni e licenziamento nel CCNL metalmeccanici: procedura, calcolo e tempistiche

Come funziona il preavviso per dimissioni e licenziamento del lavoratore nel CCNL metalmeccanici? Quali sono i tempi del preavviso? Come si calcola? Quali sono le conseguenze del mancato rispetto? Scoprilo nella nostra guida aggiornata.

Preavviso per dimissioni e licenziamento metalmeccanici
  • Per preavviso si intende il periodo che intercorre fra la notifica delle dimissioni o del licenziamento e l’ultimo giorno di lavoro in azienda.
  • Nel settore metalmeccanico, la durata del preavviso dipende dal CCNL specifico, dai livelli di inquadramento e dall’anzianità di servizio.
  • In caso di mancato rispetto del preavviso, occorre pagare un’indennità.

In tutti i casi di risoluzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato si deve rispettare un periodo di preavviso, i cui termini sono fissati dallo specifico Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro applicato (CCNL). È fondamentale che il prestatore di lavoro sappia cosa preveda il suo contratto di lavoro, per rispettare i tempi ed evitare sanzioni.

Il preavviso per le dimissioni e il licenziamento è diverso in base alla tipologia di contratto, del livello di inquadramento e dell’anzianità di servizio del lavoratore. In questo articolo ti spiego nello specifico come funziona il preavviso per le dimissioni e il licenziamento nel CCNL metalmeccanici, quindi, se rientri in questa categoria, ti invito a leggerlo.

Trovi infatti informazioni dettagliate sulla procedura, i tempi, il calcolo e cosa succede nel caso in cui non venga rispettato.

Come funziona il preavviso per dimissioni nel CCNL metalmeccanici

Il preavviso per le dimissioni dei lavoratori metalmeccanici è disciplinato dal CCNL, secondo cui dimissioni e licenziamenti vanno comunicati in forma scritta. Quando un lavoratore intende dimettersi, è tenuto a comunicare questa sua volontà al datore ed eseguire subito dopo la procedura di dimissioni, rispettando i termini di preavviso stabiliti nel CCNL.

Dal 12 marzo 2016, le dimissioni volontarie vanno fatte mediante una procedura online, dal sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dopo essersi autenticati attraverso SPID. Il D.Lgs. n. 151/2015 stabilisce che siano possibili le dimissioni cartacee solamente in caso di recesso durante il periodo di prova, lavoro domestico, PA, conciliazione stragiudiziale, lavoro marittimo e dimissioni presentate dalla lavoratrice nei primi 3 anni di vita del bambino o nei primi 3 anni di accoglienza del minore adottato o in affidamento. In quest’ultimo caso, le dimissioni devono essere convalidate dal Ministero del Lavoro.

Dopo aver confermato i dati inseriti tramite la procedura online, il modello, associato a un codice identificativo, può essere salvato in formato PDF – viene inviato automaticamente al datore di lavoro dall’ indirizzo di sistema dimissionivolontarie@pec.lavoro.gov.it e all’ITL competente.

Si possono inviare le dimissioni online personalmente o per mezzo di soggetti autorizzati, quali organizzazioni sindacali, patronati e consulenti del lavoro. La procedura può essere annullata entro 7 giorni dalla comunicazione, utilizzando il codice identificativo assegnato in fase di istanza.

LEGGI ANCHE: CCNL metalmeccanici: quali sono gli aumenti di stipendio previsti dal rinnovo 2025-2028?

Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Come si calcola il calcolo del periodo di preavviso

La durata del preavviso dipende da diversi fattori. Innanzitutto, cambia in base al CCNL applicato e, conseguentemente, al settore di riferimento. Vi sono però altri elementi che influenzano il preavviso, cioè:

  • il livello di inquadramento;
  • la qualifica lavorativa;
  • l’anzianità aziendale.

Ciò vuol dire che i lavoratori con un inquadramento più alto e con una maggiore anzianità in azienda sono tenuti a dare un preavviso più lungo rispetto a quelli con un inquadramento più basso e assunti da meno tempo.

Qualora avessi bisogno di una consulenza legale, puoi avvalerti dell’aiuto di uno degli avvocati presenti su deQuo.

Calcolo preavviso CCN Metalmeccanici

Nel CCNL metalmeccanici, il preavviso cambia a seconda dei livelli e degli anni di servizio. Di seguito, vediamo come funziona.

Fino a 5 anni di servizio:

  • categoria I: 7 giorni;
  • categorie II e III: 10 giorni;
  • categorie IV e V: 1 mese e 15 giorni;
  • categorie VI e VII: 2 mesi.

Da 5 a 10 anni di servizio:

  1. categoria I: 15 giorni;
  2. categorie II e III: 20 giorni;
  3. categorie IV e V: 2 mesi;
  4. categorie VI e VII: 3 mesi.

Oltre 10 anni di servizio:

  • categoria I: 20 giorni;
  • categorie II e III: 1 mese;
  • categorie IV e V: 2 mesi e 15 giorni;
  • categorie VI e VII: 4 mesi.

Scopri di più su CCNL Metalmeccanica Piccola Industria: livelli e mansioni

Da quando parte il preavviso?

Solitamente, nei Contratti Collettivi Nazionali di lavoro il periodo di preavviso inizia il 1° o il 16° giorno di ogni mese; dunque, se un lavoratore che si dimette invia la comunicazione della propria intenzione di recedere dal contratto in un altro periodo del mese (per esempio, il 26 marzo), il calcolo della data di fine rapporto comincia dal giorno di inizio più vicino (per esempio, l’1° aprile).

Relativamente al CCNL metalmeccanici, i termini di risoluzione del rapporto decorrono dalla metà o dalla fine di ogni mese per:

  • metalmeccanici e Installatori d’impianti (artigianato);
  • metalmeccanici aziende cooperative.

Quanto ai Metalmeccanici Federmeccanica e Unionmeccanica, si può procedere con le dimissioni in qualunque giorno del mese e i termini di risoluzione del rapporto lavorativo cominciano dal giorno successivo alla notifica delle dimissioni. Il periodo di preavviso si calcola dal giorno successivo.

LEGGI ANCHE: Dimissioni per matrimonio: come funziona la procedura

Come funziona il preavviso in caso di dimissioni per giusta causa

Un’analisi particolare meritano le dimissioni per giusta causa, che si hanno quando il dipendente decide di abbandonare il lavoro per ragioni specifiche, quali il mancato pagamento dello stipendio e il ritardo nei pagamenti. In questi casi, si possono avviare le dimissioni per giusta causa utilizzando la procedura online analizzata in precedenza, senza dover rispettare i tempi di preavviso.

Nel caso in cui venga contestata l’esistenza di una giusta causa per le dimissioni da parte del datore, potrebbe rendersi necessario avviare un’azione legale. Anche nell’ipotesi di licenziamento per giusta causa non occorre rispettare termini di preavviso.

LEGGI ANCHE: Dimissioni in bianco: è vero che sono state reintrodotte dal Governo Meloni?

Quali sono i tempi di preavviso per il licenziamento nel settore metalmeccanico?

In caso di licenziamento, i tempi di preavviso sono determinati in modo da consentire al dipendente di attivarsi per trovare un nuovo lavoro; sono anche previsti dei permessi a tal fine, la cui durata è stabilita dalla Direzione, a seconda delle esigenze dell’azienda. La durata del preavviso per licenziamento nel settore metalmeccanico è la stessa contemplata per le dimissioni.

LEGGI ANCHE: Messaggiare sul lavoro può essere causa di licenziamento?

Quali sono le conseguenze del mancato preavviso

Sia che si tratti di dimissioni, sia di licenziamento, qualora il preavviso non sia rispettato, la parte che risolve il rapporto lavorativo senza rispettare i termini di preavviso deve pagare un’indennità sostitutiva – il cui importo è uguale alla retribuzione che sarebbe spettata al dipendente per il periodo di preavviso non osservato.

Non costituisce una giusta causa il fallimento dell’azienda, pertanto, nell’ipotesi in cui non venga rispettato il preavviso, il lavoratore avrà comunque diritto all’indennità.

Nell’ipotesi di dimissioni del lavoratore per giusta causa, il rapporto di lavoro termina immediatamente e il datore è tenuto a corrispondergli un’indennità sostitutiva. In caso di licenziamento collettivo, il lavoratore che si dimette non deve risarcire il datore. Qualora, invece, il prestatore di lavoro si dimetta durante il periodo di maternità o paternità, non è tenuto al preavviso e al pagamento di nessuna indennità per mancato preavviso.

LEGGI pure: Licenziamento per giustificato motivo soggettivo: cos’è, esempi, preavviso

Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Immagine profilo autore
Avv. Giuseppina Sgrò
Avvocato Civilista
Avvocato Civilista con competenza in diritto condominiale e locazioni
Cerca
Effettua una ricerca all'interno del nostro blog, tra centinaia di articoli, guide e notizie
Ti serve il parere di un Avvocato sull'argomento?
Prova subito il nostro servizio di consulenza online. Più di 3000 avvocati pronti a rispondere alle tue richieste. Invia la tua richiesta.
Richiedi Consulenza

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter settimanale per ricevere informazioni e notizie dal mondo legal.

Decorazione
Hai altre domande sull'argomento?
Se hai qualche dubbio da risolvere, chiedi una consulenza online a uno dei nostri Avvocati
Richiedi Consulenza

Altro su Diritto del Lavoro

Approfondimenti, novità e guide su Diritto del Lavoro

Leggi tutti
licenziamento per esubero
27 Gennaio 2026
Il licenziamento per esubero è un tema che, dal punto di vista giuridico, mette in tensione due interessi costituzionalmente rilevanti: da un lato la libertà di iniziativa economica dell’imprenditore, dall’altro il diritto del lavoratore alla stabilità del posto di lavoro. Non ogni crisi aziendale porta a ridurre il personale, e…
licenziato per cv falso
26 Gennaio 2026
È passibile di licenziamento per giusta causa il dipendente che inserisce dichiarazioni non veritiere sul CV. Il licenziamento in questione scatta in quanto il datore, una volta scoperto l'inganno, si trova davanti a un soggetto che ha assunto un comportamento sleale e di malafede. In questi casi, il lavoratore può…
messaggiare sul posto di lavoro e licenziamento
23 Gennaio 2026
L’uso dello smartphone durante l’orario di lavoro è ormai una prassi diffusa. Applicazioni di messaggistica istantanea come WhatsApp, Telegram o Messenger vengono utilizzate quotidianamente dai lavoratori, spesso anche durante l’attività lavorativa. Questo fenomeno solleva interrogativi giuridici rilevanti: messaggiare durante l’orario di lavoro può legittimare un licenziamento? Il datore di lavoro…
liquidazione e lavoro in nero
22 Gennaio 2026
Per ottenere la liquidazione in assenza di contratto, il lavoratore deve fornire la prova della subordinazione attraverso testimonianze, messaggi di testo, tracciabilità dei pagamenti o documenti che attestino l'orario e il vincolo di dipendenza. Il termine di prescrizione per l'azione di recupero è di 5 anni dalla cessazione del rapporto.…
registrare conversazioni nei luoghi di lavoro è legale
14 Gennaio 2026
Il dipendente può usare in giudizio una conversazione registrata quando ha partecipato personalmente al dialogo e la registrazione è funzionale alla tutela dei propri diritti. In questi casi non si configura una violazione della privacy e la prova è generalmente ritenuta utilizzabile sia nel processo civile, sia in quello penale.…
pensione minima
12 Gennaio 2026
La pensione minima è stata introdotta in Italia con la legge 638/1983. Indica la pensione che si ha il diritto di ricevere al fine di poter condurre una vita dignitosa. L'importo previsto per il 2025 sarà soggetto a un incremento provvisorio pari all'1,4%. Sono diverse le situazioni reddituali che non…