La pensione di inabilità si può pignorare?
Scopri se la pensione di inabilità agli invalidi civili si può pignorare, cosa cambia per l'indennità di accompagnamento e come ti difendi da un pignoramento.
- La pensione di inabilità agli invalidi civili è una prestazione assistenziale e per questo è impignorabile, ai sensi dell’art. 545, comma 2, del Codice di procedura civile.
- Anche l’indennità di accompagnamento non si può pignorare, come ha stabilito la Cassazione con l’ordinanza n. 24123 del 2018.
- Se ti notificano un pignoramento, puoi far valere l’impignorabilità con l’opposizione all’esecuzione davanti al giudice (art. 615, comma 2, c.p.c.).
La pensione di inabilità agli invalidi civili è la prestazione che l’INPS eroga agli invalidi civili con un’inabilità lavorativa totale. Il nome corretto è proprio “pensione di inabilità agli invalidi civili”, anche se tutti la chiamano “pensione di invalidità civile”. La prevede l’art. 12 della legge 30 marzo 1971, n. 118.
Per ottenerla servono questi requisiti:
- invalidità civile totale (100%), accertata dalla commissione medica;
- età compresa tra 18 e 67 anni;
- reddito personale annuo non superiore a 20.029,55 euro nel 2026;
- residenza stabile in Italia.
Nel 2026 l’importo è di 340,71 euro al mese per 13 mensilità. Ci siamo, dunque, chiesti: è possibile pignorarla? Vediamolo insieme nelle prossime righe.
La pensione di inabilità agli invalidi civili si può pignorare?
No, la pensione di inabilità agli invalidi civili non si può pignorare. La regola sta nell’art. 545, comma 2, del Codice di procedura civile. La norma vieta il pignoramento dei sussidi dovuti per malattia da casse di assicurazione, enti di assistenza o istituti di beneficenza.
La pensione di inabilità civile rientra tra questi sussidi. È una prestazione assistenziale: la riceve chi è in stato di bisogno per ragioni di salute, a prescindere dai contributi versati.
Lo ha affermato il Tribunale di Padova con l’ordinanza del 14 gennaio 2016. Per i giudici, la pensione per invalidità civile al 100% e l’indennità di accompagnamento garantiscono il minimo vitale e servono a “reintegrare essenziali espressioni di vita menomate dalla malattia”. Per questo si applica il regime di impignorabilità.
L’impignorabilità è assoluta. Non esiste una quota di un quinto che il creditore può prendere: la prestazione resta fuori dall’esecuzione.
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L’indennità di accompagnamento si può pignorare?
Nemmeno l’indennità di accompagnamento si può pignorare. Spetta agli invalidi civili totali che non riescono a camminare senza un aiuto continuo o a compiere gli atti quotidiani della vita. Nel 2026 vale 552,57 euro al mese e non ha limiti di reddito. Si può cumulare con la pensione di inabilità.
La Cassazione si è espressa con l’ordinanza della sezione lavoro n. 24123 del 3 ottobre 2018. La Corte ha parlato di impignorabilità assoluta dell’assegno di accompagnamento della legge n. 118 del 1971, quale sussidio dovuto per malattia da una cassa di assistenza.
Nello stesso provvedimento la Cassazione ha respinto i dubbi di costituzionalità sulla diversa tutela delle prestazioni assistenziali rispetto a quelle previdenziali. Trattare in modo diverso situazioni diverse, ha chiarito, non viola il principio di uguaglianza.
Approfondisci leggendo Indennità di accompagnamento invalidi civili INPS: requisiti e importo
Che differenza c’è tra pensione di inabilità e assegno di invalidità?
Il trattamento che stiamo analizzando non deve essere confuso con l’assegno ordinario di invalidità, che è una prestazione previdenziale – deriva quindi dai contributi versati.
Per l’art. 545, comma 7, c.p.c. è impignorabile l’importo pari al doppio dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro: nel 2026 la soglia è di 1.092,48 euro. La parte che supera questa cifra si pignora nei limiti di legge, di regola un quinto.
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Come ti difendi da un pignoramento?
Se un creditore pignora la pensione di inabilità o l’accompagnamento, il rimedio è l’opposizione all’esecuzione, prevista dall’art. 615, comma 2, c.p.c., davanti al giudice dell’esecuzione. L’opposizione è inammissibile se proposta dopo che il giudice ha disposto l’assegnazione o la vendita, salvo fatti sopravvenuti o impossibilità di agire prima per cause non imputabili. Conta quindi muoversi presto.
L’art. 545, ultimo comma, c.p.c. aggiunge una tutela: il pignoramento eseguito oltre i divieti e i limiti di legge è parzialmente inefficace e il giudice lo rileva anche d’ufficio.
Non hai ancora le idee chiare sull’argomento? Cerca un avvocato esperto in materia e chiedi una consulenza: più ti muovi in fretta, più hai possibilità di difendere la tua pensione.
Pignoramento pensione inabilità – Domande frequenti
No. È una prestazione assistenziale e rientra tra i crediti assolutamente impignorabili dell’art. 545, comma 2, c.p.c.
Sì, ma solo per la parte che supera il doppio dell’assegno sociale (1.092,48 euro nel 2026), di regola nel limite di un quinto.
Proponi opposizione all’esecuzione davanti al giudice dell’esecuzione, ai sensi dell’art. 615, comma 2, c.p.c., prima dell’assegnazione delle somme.
Riferimenti normativi
- art. 545 del Codice di procedura civile (crediti impignorabili), comma 2 e ultimo comma;
- art. 615, comma 2, del Codice di procedura civile (opposizione all’esecuzione);
- art. 12 della legge 30 marzo 1971, n. 118 (pensione di inabilità agli invalidi civili);
- legge 11 febbraio 1980, n. 18 (indennità di accompagnamento);
- art. 545, comma 7, del Codice di procedura civile (soglia di impignorabilità delle prestazioni previdenziali);
- legge 12 giugno 1984, n. 222 (assegno ordinario di invalidità e pensione ordinaria di inabilità);
- Cassazione civile, sezione lavoro, ordinanza n. 24123 del 3 ottobre 2018;
- Tribunale di Padova, ordinanza del 14 gennaio 2016;
- circolare INPS n. 153 del 2025 (importi 2026 delle prestazioni agli invalidi civili).
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