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Perdono giudiziale: cos’è, quali sono i presupposti e quando estingue il reato

Qual è il significato di perdono giudiziale? Dai requisiti a quando si applica ai minorenni, vediamo di cosa si tratta e se comporta l’estinzione del reato, in questa guida completa e aggiornata.

perdono giudiziale
  • Il perdono giudiziale è un istituto del diritto penale minorile che consente al giudice di non applicare la pena nei confronti di un minore, pur accertando il reato, determinandone l’estinzione.
  • Con il perdono si accerta sia la realizzazione del fatto di reato, sia la responsabilità del minore.
  • Il Tribunale dei minori può perdonare il reo sia prima che il processo abbia inizio, sia dopo, anche a seguito di pronuncia.

La commissione di un reato non necessariamente comporta l’applicazione della pena. In molti casi e in presenza di determinate situazioni, il giudice può applicare altre misure diverse dalla reclusione, se ritiene che, nel caso specifico, siano più adatte per riabilitare la persona che ha realizzato il delitto.

Fra queste soluzioni c’è il perdono giudiziale, previsto dal nostro codice penale, con il quale è possibile evitare il carcere. Si tratta di un istituto che, nella maggior parte dei casi, trova applicazione nei confronti di minori o di soggetti con particolari situazioni personali.

Il perdono giudiziale ha l’obiettivo di bilanciare esigenze di giustizia e finalità educative, soprattutto nel diritto penale minorile. Vediamo meglio come funziona e in quali casi è previsto.

Cos’è il perdono giudiziale

Il perdono giudiziale è un istituto del diritto penale minorile, con il quale il giudice condanna un minorenn pur accertando il reato, con conseguente estinzione del delitto.

Si tratta di una misura alternativa alla reclusione, disciplinata dall’art. 169 c.p., a norma del quale il Tribunale può decidere di non applicare la pena se,  avuto  riguardo  alle   circostanze concrete (art. 133 c.p.), ritiene che il colpevole, compreso l’errore, si asterrà nel futuro nel commettere ulteriori illeciti.

In altri termini, con il perdono giudiziale, il giudice accerta la responsabilità penale del soggetto, con riferimento al reato, ma decide di non applicare la pena, per finalità rieducative e recupero sociale.

Scopri di più su Misure alternative alla detenzione: quando si possono chiedere

perdono giudiziale e messa alla prova
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Il perdono giudiziale è un’assoluzione?

Il perdono giudiziale non è un’assoluzione. Nell’assoluzione, infatti, il reato non sussiste o l’imputato non lo ha commesso e, quindi, non è responsabile a differenza del perdono con il quale il giudice verifica la realizzazione del reato da parte del soggetto.

Ne consegue che il perdono giudiziale, di fatto, è una causa di estinzione del reato, ma in alcuni casi, da valutare specificamente, il provvedimento con il quale è disposta tale misura può risultare nel casellario giudiziale, con effetti limitati nel tempo.

Il fatto che il perdono giudiziale non elimini la menzione dell’illecito nel casellario giudiziale è un aspetto molto importante, spesso sottovalutato. In caso di concorsi pubblici, o se ti trovi in altre situazioni in cui è richiesta la verifica dei precedenti penali a tuo carico, potresti essere escluso, penalizzato o essere obbligato a rendere conto della tua situazione.

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A chi si applica il perdono giudiziale?

Per la particolarità della funzione, il perdono giudiziale si applica esclusivamente ai minorenni e, in particolare, ai soggetti fra i 14 e i 18 anni. La ratio di una simile scelta è essenzialmente limitare la stigmatizzazione del minore, ed evitare che il contatto con l’ambiente carcerario possa nuocere ulteriormente e comprometterne il cammino di crescita e formazione.

Il perdono giudiziale non si applica agli adulti. Il diritto penale prevede altri strumenti per evitare, in presenza di specifici presupposti, l’applicazione della pena agli adulti, come per esempio sospensione condizionale della pena. Ne consegue che il perdono giudiziale è uno strumento esclusivo del diritto penale minorile.

Quali sono i presupposti del perdono giudiziale?

La concessione del perdono giudiziale non è automatica. Ciò significa che non tutti i delitti commessi da un minorenne possono essere oggetto di perdono giudiziale. Per ottenere il perdono giudiziale, infatti, devono sussistere specifici requisiti, al vaglio attento del giudice minorile.

Tali condizioni hanno natura oggettiva, se riguardano:

  • limite della pena: 2 anni per la pena detentiva ed euro 1.549,37 per la pena pecuniaria;
  • occasionalità del fatto: deve trattarsi di un episodio occasionale, non inserito in un comportamento abituale o reiterato;
  • prognosi favorevole del minore: è l’aspetto più importante, poiché la misura è pensata proprio per evitare che un errore diventi l’inizio di un percorso criminale;
  • assenza di precedenti rilevanti, gioca un ruolo altrettanto decisivo, perché rafforza l’idea che il fatto sia davvero occasionale.

In sostanza, il perdono giudiziale è concesso se il reato appare come un episodio isolato e non come l’espressione di una condotta abituale.

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perdono giudiziale presupposti e come funziona

Rigetto del perdono giudiziale

Il perdono giudiziale non è concesso nei casi in cui il reato commesso sia particolarmente grave, oppure quando emergano precedenti penali significativi. In queste situazioni, viene meno la prognosi favorevole sulla futura condotta del minore.

Allo stesso modo, l’istituto non è applicabile se il comportamento del giovane appare abituale o inserito in un contesto di devianza più strutturata. Questo limite è coerente con la funzione educativa del perdono giudiziale, che presuppone la possibilità concreta di recupero.

Quando si applica il perdono giudiziale

Dal punto di vista procedurale, il perdono giudiziale può intervenire in momenti diversi. Il giudice può disporre la misura sia nelle fasi iniziali, evitando che il processo inizi e si celebri sino alla emissione di pronuncia, oppure può arrivare al termine del giudizio, impedendo in ogni caso la condanna.

Sia la concessione del perdono, sia il momento applicativo sono ad esclusivo appannaggio del giudice, il quale è tenuto a motivare le ragioni della decisione, in considerazione della personalità del minore, del contesto familiare e sociale e delle modalità del fatto.

Ciò significa che né il minore, né i parenti più prossimi possono chiedere l’applicazione del beneficio, perché, in linea generale, è il Tribunale dei minori a valutarne la fattibilità in modo del tutto autonomo. Nella pratica, tuttavia, il difensore del minore può chiederlo nelle conclusioni del proprio atto difensivo.

Allo stesso modo, il PM può sollecitarlo o può anche non opporsi. La decisione finale spetta però sempre al giudice del Tribunale per i minorenni.

Di regola, il perdono giudiziale può essere concesso una sola volta, proprio perché è pensato come una “seconda possibilità” e non come uno strumento da utilizzare ripetutamente. Al riguardo, tuttavia, non vi sono limiti che riguardano il numero, imposti dalla normativa sulla concessione del perdono giudiziale.

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Perdono giudiziale – Domande frequenti

Il perdono giudiziale è una causa di estinzione del reato?

Sì, il perdono giudiziale è estingue il reato dopo che la sentenza diventa definitiva.

Il perdono giudiziale può essere concesso più volte?

In linea teorica no, perché è considerato un beneficio eccezionale. Tuttavia, può essere riconosciuto più volte, se i reati sono stati commessi prima della prima decisione del giudice.

Il perdono giudiziale equivale a essere innocenti?

No, perché il giudice minorile accerta comunque la responsabilità del minore, ma decide di non punire l’autore per non compromettere il percorso di crescita e formazione.

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Avv. Debora Mirarchi
Esperta in diritto tributario
Laureata all’Università di Bologna, sono iscritta all’Ordine degli Avvocati di Milano dal 2012. Negli anni, ho collaborato con studi operanti nel settore tributario, acquisendo una significativa esperienza nella consulenza nazionale e internazionale, con focus in materia di fiscalità. Unitamente all’esercizio della professione, ho coltivato la passione per la scrittura, collaborando, in qualità di autrice, con le principali riviste specialistiche di settore.
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