Reato di false comunicazioni sociali: cos’è, esempi pratici, pene, procedibilità e prescrizione
Cosa si intende per false comunicazioni sociali? Quali pene sono previste per questo illecito? Come è procedibile e quando si prescrive? Ecco tutto quello che devi sapere.
- Per reato di false comunicazioni sociali (o falso in bilancio) si intende la condotta illecita di amministratori, direttori generali, sindaci o liquidatori che espongono nei bilanci o nelle altre comunicazioni sociali fatti materiali non rispondenti al vero ovvero omettono informazioni rilevanti con l’intenzione di ingannare i soci o il pubblico per conseguire un ingiusto profitto.
- La pena base prevista per il reato in questione è la reclusione da 6 mesi a 5 anni.
- Il reato di false comunicazioni sociali è procedibile d’ufficio e si prescrive ordinariamente in 6 anni.
Il reato di false comunicazioni sociali consiste nel fornire informazioni false o omettere informazioni rilevanti nei documenti societari destinati a soci, investitori, creditori o al pubblico, in modo da rappresentare una situazione economica, patrimoniale o finanziaria diversa da quella reale. Tale illecito trova la sua disciplina negli artt. 2621 e ss. c.c. e il suo obiettivo è ingannare chi fa affidamento sulle informazioni societarie (per esempio, soci, creditori, investitori o il mercato).
Nelle righe che seguono ti illustro nel dettaglio questo reato, facendoti anche qualche esempio e spiegandoti:
- come è punito;
- come è procedibile;
- quando si prescrive.
Cos’è il reato di false comunicazioni sociali
Quando si parla di false comunicazioni sociali ci si riferisce al reato che punisce gli amministratori, i sindaci e i liquidatori che, al fine di conseguire un ingiusto profitto, espongono fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero od omettono informazioni nei documenti contabili per ingannare soci o pubblico. L’illecito in questione è conosciuto anche come falso in bilancio.
Si tratta di un reato istantaneo e di pericolo, che si perfeziona immediatamente alla presentazione del documento, indipendentemente dal fatto che l’obiettivo ingannevole sia stato effettivamente raggiunto.
Il reato di false comunicazioni sociali si configura, per esempio, quando si ipotizza in bilancio il possesso di merci invendute o obsolete indicando un valore di mercato fittizio per gonfiare il patrimonio netto e i profitti, oppure quando una società registra ricavi che derivano da operazioni simulate o inesistenti per migliorare artificiosamente il risultato economico dell’esercizio.
Potresti approfondire leggendo: Falso in bilancio: cos’è, come funzione e cosa si rischia

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato
- +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
- Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
- Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere
L’elemento soggettivo nel reato di false comunicazioni sociali
Nel reato di false comunicazioni sociali, l’elemento soggettivo richiesto è di tre tipi:
- dolo generico (consapevolezza e volontà del falso), cioè l’autore deve essere consapevole di esporre fatti materiali che non rispondono al vero o di omettere informazioni rilevanti sulla situazione economica e patrimoniale;
- dolo intenzionale (intenzione di trarre in inganno), nel senso che la condotta deve essere finalizzata a ingannare i destinatari della comunicazione sociale (soci o pubblico);
- dolo specifico (scopo di profitto), ossia l’illecito richiede la specifica finalità di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto.
Leggi anche: Dolo o colpa: quali sono le differenze nel Codice penale e civile
Come è punito il reato di false comunicazioni sociali?
Il reato di false comunicazioni sociali è punito con la reclusione da 6 mesi a 5 anni, pena che varia a seconda della gravità del fatto e del tipo di società.
Le pene sono strutturate su più livelli:
- per le società non quotate, la pena va da 1 a 5 anni di reclusione;
- se il fatto è di lieve entità (valutato in base alle dimensioni dell’impresa e all’entità del danno), la pena è la reclusione da 6 mesi a 3 anni;
- se il reato è commesso da amministratori o dirigenti di società quotate in mercati regolamentati, la pena è la reclusione da 3 a 8 anni;
- se nelle società quotate le false comunicazioni cagionano un grave nocumento ai risparmiatori, la pena va da 5 a 8 anni di reclusione.
Oltre alla reclusione, è sempre prevista una sanzione amministrativa pecuniaria e l’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, per una durata che varia da 6 mesi a 3 anni.
È contemplata una soglia di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) nel caso in cui il danno causato sia esiguo e l’alterazione del bilancio resti sotto limiti percentuali molto stretti rispetto al patrimonio netto o al risultato economico.
Potrebbe interessarti anche: A chi vanno le quote della società quando muore il socio di una S.r.l.? Come funziona la successione ereditaria dell’azienda

False comunicazioni sociali: procedibilità e prescrizione
Il reato in esame è normalmente procedibile d’ufficio. Ciò significa che chiunque può sporgere denuncia e l’autorità giudiziaria può avviare le indagini autonomamente.
La procedibilità varia, però, in base al tipo di società:
- per le società non quotate, il reato è sempre procedibile d’ufficio, salvo casi di particolare tenuità;
- per le società quotate, è procedibile d’ufficio, ma la legge stabilisce una particolare forma di procedibilità aggravata o legata all’azione dei soci o creditori per alcune fattispecie.
Quanto alla prescrizione, il reato di false comunicazioni sociali si prescrive ordinariamente in 6 anni dal momento della consumazione del reato. Tale termine può aumentare fino a 7 anni e 6 mesi in presenza di atti interruttivi della prescrizione (per esempio, avviso di garanzia, rinvio a giudizio).
Ti consigliamo anche: Prescrizione reati penali, civili, tributari, amministrativi, fallimentari, sessuali, edilizi: come funziona
False comunicazioni sociali – Domande frequenti
Si tratta di un reato proprio, che può essere commesso solo da determinate figure presenti all’interno dell’impresa, cioè amministratori, direttori generali, dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili, sindaci e liquidatori.
I documenti che rientrano nell’ambito del reato di false comunicazioni sociali sono il bilancio d’esercizio, la nota integrativa, le relazioni previste per legge (per esempio, la relazione sulla gestione) e le comunicazioni rivolte al pubblico.
La punibilità è esclusa se le falsità o omissioni determinano una variazione del risultato economico al lordo delle imposte non superiore al 5%, o una variazione del patrimonio netto non superiore all’1%. Inoltre, non è punibile la falsità che non è in grado di influire sulle determinazioni dei soci o del pubblico.
Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato
- +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
- Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
- Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere
Altro su Diritto penale
Approfondimenti, novità e guide su Diritto penale