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Procuratore: chi è, cosa fa e quali sono le sue funzioni

Il procuratore è il magistrato che dirige l'ufficio del pubblico ministero e decide sull'esercizio dell'azione penale. In questa guida ti spieghiamo la differenza con il magistrato giudicante, le diverse tipologie di procuratore e il ruolo del sostituto procuratore.

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Redazione deQuo
24 Settembre 2026
procuratore chi e
  • Il procuratore della Repubblica è il magistrato requirente che dirige la procura e ha la titolarità esclusiva dell’azione penale ai sensi del d.lgs. 20 febbraio 2006, n. 106.
  • La differenza con il magistrato riguarda le funzioni: il magistrato può essere giudicante (giudice) o requirente (pubblico ministero), mentre il procuratore è sempre un magistrato requirente con compiti organizzativi.
  • Esistono diverse tipologie di procuratore – della Repubblica, aggiunto, generale, nazionale antimafia – e il sostituto procuratore, che materialmente conduce le indagini su assegnazione del procuratore capo.

Procuratore è una parola che compare spesso nei titoli di cronaca giudiziaria, ma il suo significato esatto crea parecchia confusione in chi non lavora nel settore legale. Ti sarà probabilmente capitato di leggere di un’indagine coordinata dalla procura di una città, ma ti sei mai domandato chi decide se aprire un fascicolo, chi firma gli atti e chi sostiene l’accusa in aula?

Dietro questi ruoli ci sono figure diverse, con poteri e responsabilità distinti, anche se appartengono tutte alla magistratura. Questa guida chiarisce chi è il procuratore, in cosa si differenzia dal magistrato giudicante e quali sono le sue diverse declinazioni, incluso il sostituto procuratore.

Chi è il procuratore della Repubblica?

Il procuratore della Repubblica è il magistrato posto a capo della Procura della Repubblica, l’ufficio del pubblico ministero istituito presso ogni tribunale ordinario e presso il tribunale per i minorenni. La sua organizzazione trova origine nella legge 24 maggio 1951, n. 392, e resta disciplinata dal Titolo III dell’ordinamento giudiziario (regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12).

L’articolo 1 del d.lgs. 106/2006 lo definisce come il soggetto preposto all’ufficio del pubblico ministero e titolare esclusivo dell’azione penale. Significa che ogni decisione sull’apertura, la prosecuzione o l’archiviazione di un procedimento penale passa, almeno formalmente, dalla sua responsabilità.

Fino al 1997 esisteva la figura del procuratore legale, un professionista che rappresentava la parte in giudizio accanto o in luogo dell’avvocato. La legge 24 febbraio 1997, n. 27 ha soppresso il relativo albo e unificato la categoria in quella degli avvocati, come confermato dalla Cassazione civile con la sentenza n. 7412 del 1998. Chi cerca “procuratore” può quindi trovare riferimenti a questa figura storica, oggi non più esistente nella professione forense.

LEGGI ANCHE Procura della Repubblica: cos’è, cosa fa e quando interviene

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Che differenza c’è tra procuratore e magistrato?

Il termine magistrato è la categoria più ampia: comprende sia chi giudica, sia chi accusa. L’articolo 107, terzo comma, della Costituzione stabilisce che i magistrati si distinguono tra loro solo per diversità di funzioni, non per un rapporto di gerarchia tra ruoli.

Da questo principio derivano due macrocategorie.

  1. i magistrati giudicanti sono i giudici: decidono in modo imparziale sulla responsabilità dell’imputato o sulla controversia civile, senza partecipare alle indagini;
  2. i magistrati requirenti sono i pubblici ministeri, tra cui il procuratore: dirigono le indagini, raccolgono le prove e sostengono l’accusa, senza mai emettere una sentenza.

Il procuratore è quindi sempre un magistrato requirente. Non giudica mai una causa, ma dirige l’ufficio che accusa e organizza il lavoro dei colleghi assegnati alla procura. La Corte costituzionale, nella sentenza n. 52 del 1976, ha ricordato che i rapporti interni tra procuratore e sostituti si fondano su esigenze di coordinamento organizzativo previste dall’articolo 70 dell’ordinamento giudiziario, non su un potere gerarchico assoluto.

L’accesso alla magistratura avviene tramite un concorso unico, disciplinato dal d.lgs. 5 aprile 2006, n. 160. Solo in un secondo momento il magistrato viene destinato a funzioni giudicanti o requirenti, con passaggi tra le due funzioni oggi più limitati dopo la riforma Cartabia (legge 17 giugno 2022, n. 71 e d.lgs. 28 marzo 2024, n. 44).

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Quali sono le funzioni del procuratore della Repubblica?

Il procuratore della Repubblica esercita l’azione penale personalmente ,oppure mediante assegnazione a uno o più magistrati dell’ufficio, come previsto dall’articolo 2 del d.lgs. 106/2006. L’articolo 50 del Codice di procedura penale (c.p.p.) chiarisce che il pubblico ministero esercita l’azione penale quando non esistono i presupposti per la richiesta di archiviazione.

Tra i compiti principali del procuratore rientrano:

  • dirigere e organizzare l’attività dell’ufficio, assicurando il corretto, puntuale e uniforme esercizio dell’azione penale;
  • coordinare l’impiego della polizia giudiziaria e delle risorse dell’ufficio;
  • stabilire i criteri di assegnazione dei procedimenti ai procuratori aggiunti e ai sostituti;
  • curare i rapporti con gli organi di informazione, in modo impersonale, come previsto dalla riforma Castelli;
  • designare tra i procuratori aggiunti il vicario, che lo sostituisce in caso di assenza o impedimento.

Il procuratore mantiene comunque un potere di controllo sui procedimenti assegnati. Se il magistrato delegato non rispetta i criteri stabiliti, o insorge un contrasto sulle modalità di esercizio, il procuratore può revocare l’assegnazione con provvedimento motivato.

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procuratore magistrato

Quali sono le diverse tipologie di procuratore?

Sotto lo stesso termine si raggruppano ruoli con competenze territoriali e poteri diversi. In particolare, si distingue tra:

  • il procuratore della Repubblica, che è il capo dell’ufficio del pubblico ministero presso ogni tribunale ordinario, titolare esclusivo dell’azione penale nel proprio circondario;
  • il procuratore aggiunto, il quale affianca il procuratore capo nelle procure di maggiori dimensioni, con delega su specifici settori di affari o sulla trattazione di singoli procedimenti;
  • il sostituto procuratore, ovvero colui che riceve dal procuratore capo l’assegnazione dei fascicoli e ne cura materialmente le indagini, con autonomia nel rispetto delle direttive generali;
  • il procuratore generale presso la Corte d’Appello, soggetto che vigila sul corretto ed uniforme esercizio dell’azione penale nel distretto e risolve i conflitti tra procure della Repubblica, ai sensi dell’articolo 6 del d.lgs. 106/2006;
  • il procuratore generale presso la Corte di Cassazione, che interviene nei giudizi di legittimità ed esercita la sorveglianza sul procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, come previsto dall’articolo 104 del codice antimafia;
  • il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, la persona che coordina le indagini sui reati di criminalità organizzata e terrorismo tra le diverse procure distrettuali, secondo l’articolo 371-bis c.p.p. e l’articolo 103 del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159.

Ogni figura risponde a un livello organizzativo diverso: dal singolo ufficio di procura, fino al coordinamento nazionale delle indagini più complesse.

Scopri di più su Cosa succede dopo una denuncia: l’iter completo dalla procura alle indagini

Chi è il sostituto procuratore?

Il sostituto procuratore della Repubblica è il magistrato che, in concreto, porta avanti la maggior parte delle indagini penali. Riceve dal procuratore capo l’assegnazione di uno o più procedimenti e, entro i criteri generali fissati dall’ufficio, gestisce le indagini con autonomia operativa.

Le sue attività principali comprendono:

  • esercitare l’azione penale, dirigendo le indagini preliminari sui procedimenti assegnati;
  • sostenere l’accusa nel corso dell’udienza dibattimentale;
  • garantire il turno di reperibilità per i casi che richiedono un intervento urgente, come un arresto o un fermo.

Il sostituto non è un magistrato subordinato in senso assoluto: agisce con piena autonomia professionale, ma resta soggetto al potere organizzativo del procuratore capo, che può stabilire criteri vincolanti e, in casi motivati, revocare l’assegnazione di un fascicolo. Il procuratore aggiunto, a differenza del sostituto, affianca il procuratore capo anche nella gestione organizzativa dell’ufficio, oltre che nella trattazione dei procedimenti.

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Procuratore – Domande frequenti

Qual è la differenza tra procuratore e pubblico ministero?

Il pubblico ministero è la funzione requirente in generale; il procuratore della Repubblica è il magistrato che dirige l’ufficio del pubblico ministero.

Il procuratore è superiore al giudice?

No, non esiste una gerarchia tra le due figure: sono magistrati con funzioni diverse, requirente il procuratore e giudicante il giudice.

Cosa fa il procuratore generale presso la Corte d’Appello?

Vigila sul corretto e uniforme esercizio dell’azione penale nel distretto e interviene nei conflitti tra procure della Repubblica.

Riferimenti normativi

  • Costituzione della Repubblica Italiana, art. 107;
  • Codice di procedura penale (c.p.p.), artt. 50, 51 e 371-bis;
  • regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 (ordinamento giudiziario), art. 70;
  • legge 24 maggio 1951, n. 392;
  • legge 24 febbraio 1997, n. 27;
  • d.lgs. 5 aprile 2006, n. 160;
  • d.lgs. 20 febbraio 2006, n. 106, artt. 1, 2 e 6, come modificato dalla legge 24 ottobre 2006, n. 269;
  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (codice antimafia), art. 103;
  • legge 17 giugno 2022, n. 71 e d.lgs. 28 marzo 2024, n. 44 (riforma Cartabia).
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