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I reati di sospetto e l’illegittimità costituzionale degli articoli 707 e 708 cp

Cosa sono i reati di mero sospetto nella classificazione dei reati, noti anche come "reati senza condotta", e quali sono stati gli sviluppi più importanti della giurisprudenza in merito.

reati di sospetto

Una parte della dottrina ha sostenuto l’esistenza dei cosiddetti reati senza condotta, conosciuti anche come reati di sospetto: si tratta dei reati in cui sono previste delle sanzioni anche nel caso in cui il soggetto non abbia commesso il fatto

Vi rientrano, in particolare, l’articolo 707 c.p., che punisce chi viene colto in possesso di chiavi alterate o di grimaldelli, e l’articolo 708 c.p., che invece sanzionava chiunque venisse trovato in possesso ingiustificato di valori, e che è stato dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale. 

Concentriamoci, nello specifico, sui due reati di sospetto citati e sull’evoluzione della Giurisprudenza in merito nel corso del tempo. 

Reati di sospetto e articolo 707 c.p.

L’articolo 707 del Codice Penale sul possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli stabilisce che:

Chiunque, essendo stato condannato per delitti determinati da motivi di lucro, o per contravvenzioni concernenti la prevenzione dei delitti contro il patrimonio, o per mendicità, o essendo ammonito o sottoposto a una misura di sicurezza personale o a cauzione di buona condotta, è colto in possesso di chiavi alterate o contraffatte, ovvero di chiavi genuine o di strumenti atti ad aprire o a sforzare serrature, dei quali non giustifichi l’attuale destinazione, è punito con l’arresto da sei mesi a due anni.

La funzione dell’articolo è quella di prevenire che vengano commessi dei reati, incriminando il verificarsi di una situazione che potrebbe portare al compimento di un vero e proprio reato. Si tratta, a tutti gli effetti, di un reato di mero sospetto

Qual è il principale problema che lo caratterizza? Nella pratica, la presenza di una simile forma di incriminazione è discutibile in quanto si basa sull’inversione dell’onere della prova, che non potrà essere facilmente sostenuta dai soggetti che si trovano in condizioni di inferiorità economica o sociale. 

Approfondisci anche l’articolo su Quali sono i reati di falso?

reati di sospetto i reati senza condotta
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Articolo 708 c.p.

L’articolo 708 c.p. disciplinava il possesso ingiustificato di valori, in base al quale “Chiunque, trovandosi nelle condizioni personali indicate nell’articolo precedente, è colto in possesso di denaro o di oggetti di valore, o di altre cose non confacenti al suo stato, e dei quali non giustifichi la provenienza, è punito con l’arresto da tre mesi ad un anno“.

Leggi anche: “Che differenza c’è tra reato di pericolo e di danno”.

L’incostituzionalità dei reati di sospetto

L’articolo 708 c.p. è stata dichiarato costituzionalmente illegittimo dalla Corte di Cassazione per due motivazioni:

  1. l’indeterminatezza del limite riferito ai valori;
  2. la disparità di trattamento prevista per i soggetti con precedenti penali rispetto a coloro i quali non ne avevano. 

Inoltre, nel reato in realtà esiste una condotta, che è rappresentata dal possesso dei valori: si potrebbe parlare di reato senza condotta qualora il legislatore decidesse di punire le intenzioni, ma non è questo il caso.

LEGGI ANCHE Reato di danno: cos’è e qual è la differenza con il reato di pericolo

Reati di sospetto: le sentenza n. 265/2005

Ad occuparsi dell’articolo 707 c.p. è stata, invece la sentenza n. 265 del 23 giugno 2005 – 7 luglio 2005 della Corte Costituzionale, che ha sollevato dubbi sulla legittimità costituzionale di tale articolo: il motivo è proprio il fatto che il reato non punisce una condotta o un comportamento lesivo rispetto a un bene giuridico, ma un mero sospetto

Inoltre, anche in questo caso non si potrebbe parlare di reato senza condotta in quanto ve ne sarebbero addirittura due: il possesso degli arnesi ai quali fa riferimento l’articolo e la mancata giustificazione del perché li si possiede

La Corte ha infatti sottolineato che il reato di cui all’articolo 707 c.p. “presuppone una necessaria condotta, di cui il possesso attuale di determinate cose che, quoad personam, inducono al sospetto, non è che una conseguenza”.

Ha inoltre aggiunto che “il possesso concreta già una condotta o, comunque, fa seguito ad una condotta, tanto è vero che se il possesso non è volontario, il reato non sussiste”.

Ti consigliamo di leggere anche Reato di pericolo nel Codice Penale: definizione, esempio, differenza tra astratto e concreto

reati di sospetto cosa sono

Reati di sospetto e Costituzione

I reati di sospetto, in pratica, prevedono l’anticipazione della tutela penale dei beni giuridici: non viene, infatti, sanzionata una condotta che può ledere un bene, ma il pericolo che possa verificarsi una situazione pericolosa per il bene. 

Sia l’articolo 707 sia il 708 c.p. sono contrari all’articolo 25 della Costituzione, nel quale viene stabilito il principio di responsabilità per il fatto commesso, e all’articolo 27, nel quale viene stabilito invece il principio di responsabilità per fatto proprio del colpevole.

Approfondisci leggendo anche Quali sono i reati di mera condotta?

L’esito

La conclusione alla quale si è giunti in merito all’articolo 707 c.p. è che se un soggetto viene trovato in possesso di determinati strumenti, potrebbe essere in procinto di commettere un reato contro il patrimonio, come per esempio un furto: in questo senso, la norma è legittima in quanto ha la funzione di tutelare un interesse penalmente rilevante, sulla base del requisito dell’offensività in astratto

Spetta poi al Giudice studiare il singolo caso e indagare su:

  • quali siano i motivi per i quali una persona sia in possesso di strumenti che potrebbero aprire o forzare delle serrature;
  • quale sia l’effettiva concretezza che possa commettere un delitto contro il patrimonio. 

LEGGI ANCHE La differenza tra delitti e contravvenzioni

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Maria Vittoria Simoni
Esperta di diritto penale
Neo laureata in legge, sogna di diventare un giorno magistrato. Nel frattempo, scrive per la redazione di deQuo, condividendo le sue conoscenze giuridiche online.
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