Come posso restituire i soldi di un bonifico?
Ho effettuato un bonifico sbagliato: posso tornare indietro il denaro? Vediamo come funziona lo storno del bonifico.
- Il bonifico errato si può bloccare solo prima dell’esecuzione; dopo l’accredito serve la procedura di richiamo (recall), che richiede il consenso del beneficiario.
- Se il destinatario non restituisce la somma, hai diritto alla ripetizione dell’indebito ai sensi dell’articolo 2033 del Codice civile.
- Trattenere un bonifico ricevuto per errore non è più un reato dal 2016, ma resta un obbligo di restituzione civile, come ha confermato di recente la Cassazione.
Ti è mai bonifico di ricevere un bonifico per sbaglio o di mandarlo alla persona sbagliata? Magari te ne accorgi subito, aprendo l’app della banca, oppure in un secondo momento. In entrambi i casi la domanda è sempre la stessa: si possono recuperare i soldi di un bonifico sbagliato? La risposta è sì, ma tempi e modalità cambiano molto a seconda del momento in cui intervieni. Analizziamo i vari casi.
Cos’è lo storno del bonifico
Lo storno del bonifico indica l’operazione con cui la banca annulla o tenta di recuperare un pagamento disposto per sbaglio. Non tutte le fasi dell’operazione permettono lo stesso intervento, e la differenza principale riguarda il tipo di bonifico.
Il bonifico può infatti essere:
- ordinario, prima dell’esecuzione: puoi ancora chiedere l’annullamento diretto alla tua banca;
- ordinario, ma dopo l’accredito: la banca può soltanto tentare il richiamo (recall) presso l’istituto del beneficiario;
- istantaneo: una volta confermato, non è più revocabile in autonomia, perché i fondi arrivano a destinazione in pochi secondi.

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Come funziona la procedura di richiamo del bonifico
Ecco cosa dovresti fare per attivare la procedura di recall:
- contatta la tua banca il prima possibile, per telefono o in filiale;
- comunica data, importo e IBAN del bonifico errato;
- chiedi per iscritto l’attivazione della procedura di recall, così da avere una traccia scritta della richiesta.
La tua banca invia quindi una richiesta alla banca del beneficiario, che a sua volta contatta il titolare del conto per ottenere il consenso alla restituzione. Il recupero non è garantito, ma va tentato subito.
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Che ruolo ha la banca del beneficiario?
Se l’errore riguarda l’IBAN, interviene una regola specifica dei servizi di pagamento. L’articolo 24 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11 stabilisce che il prestatore di servizi di pagamento del pagatore deve attivarsi con ragionevoli sforzi per recuperare i fondi trasferiti a causa di un identificativo unico inesatto.
La banca del beneficiario, dal canto suo, non risponde dell’errore commesso dall’ordinante, perché esegue l’operazione in base all’IBAN indicato. Deve però collaborare al recupero e, secondo un orientamento consolidato, fornire i dati del titolare del conto quando servono a individuare chi ha ricevuto la somma per errore.
Trattenere un bonifico ricevuto per errore è reato?
No. Per anni diversi giudici di merito avevano condannato per appropriazione indebita chi non restituiva somme ricevute per sbaglio. La Corte di Cassazione, sezione penale seconda, con la sentenza n. 9843 del 2026, ha chiarito che manca il vincolo di destinazione richiesto dall’articolo 646 del Codice penale: il denaro arriva senza uno scopo specifico concordato tra le parti, quindi la condotta non integra questo reato.
La fattispecie corretta sarebbe piuttosto quella dell’articolo 647 del Codice penale (appropriazione di cose ricevute per errore), depenalizzata dal decreto legislativo 15 gennaio 2016, n. 8. Resta comunque fermo l’obbligo civile di restituzione, che vale a prescindere dalla rilevanza penale della condotta.
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Cosa succede se il beneficiario non restituisce i soldi?
Quando il richiamo bancario non basta, entra in gioco il diritto civile. L’articolo 2033 del Codice civile riconosce il diritto alla ripetizione dell’indebito: chi ha eseguito un pagamento non dovuto ha diritto di ripetere ciò che ha pagato. Il beneficiario deve restituire l’intero importo e, se era in malafede, anche gli interessi dal giorno dell’accredito.
In pratica, ti conviene procedere così:
- invia una diffida formale al destinatario del pagamento, tramite raccomandata A/R o PEC;
- indica un termine per la restituzione, di solito 15 giorni;
- cita espressamente l’articolo 2033 c.c. e allega la contabile del bonifico come prova del pagamento.
Questi passaggi servono anche come base documentale, se in seguito ti troverai a chiedere un decreto ingiuntivo.
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Quali sono gli strumenti legali per ottenere la restituzione?
Se la diffida non produce risultati, puoi chiedere un decreto ingiuntivo, disciplinato dall’articolo 633 del Codice di procedura civile. La contabile del bonifico costituisce prova scritta del credito, quindi la richiesta può procedere con tempi rapidi e, ricorrendone i presupposti, anche in forma provvisoriamente esecutiva.
In pratica:
- per importi fino a 10.000 euro è competente il giudice di pace, in base all’articolo 7 del Codice di procedura civile;
- questa soglia salirà a 30.000 euro dal 31 ottobre 2026, con l’entrata in vigore dell’ampliamento delle competenze previsto dalla riforma della magistratura onoraria;
- oltre questi limiti, la competenza spetta al tribunale ordinario.
Se il beneficiario non paga spontaneamente dopo il decreto ingiuntivo diventato definitivo, puoi procedere con il pignoramento del suo conto corrente.
Se hai bisogno di aiuto, confrontati con un avvocato che possa valutare la tua situazione specifica e indicarti la via più idonea al tuo caso.
Restituzione soldi per bonifico errato – Domande frequenti
Il diritto alla ripetizione dell’indebito si prescrive in dieci anni dalla data del pagamento.
No, in caso di IBAN errato deve attivarsi con ragionevoli sforzi ai sensi dell’articolo 24 del d.lgs. 11/2010.
Dalla sentenza Cassazione n. 9843/2026 è escluso il reato di appropriazione indebita: resta solo l’obbligo civile di restituzione.
Riferimenti normativi
- articolo 2033 del Codice civile – ripetizione dell’indebito oggettivo;
- articolo 24 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11 – responsabilità per identificativo unico (IBAN) inesatto;
- articolo 633 del Codice di procedura civile – decreto ingiuntivo;
- articolo 7 del Codice di procedura civile – competenza per valore del giudice di pace;
- articoli 646 e 647 del Codice penale – appropriazione indebita e appropriazione di cose ricevute per errore;
- decreto legislativo 15 gennaio 2016, n. 8 – depenalizzazione dell’articolo 647 c.p.;
- Corte di Cassazione, sezione penale II, sentenza n. 9843/2026.
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