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Riaperture e zona gialla: possibili scenari

Cosa succederà in Italia nel corso delle prossime settimane in merito al ritorno in zona gialla e alle possibili riaperture in anticipo? Ecco tutte le informazioni che sono state rese note fino a questo momento.

ritorno in zona gialla

Venerdì 16 aprile 2021 è prevista la cabina di regia che si occuperà di stabilire i prossimi passi relativi all’allentamento delle misure anti-covid e alle ripartenze

Tra le ipotesi più probabili, circola quella di un possibile ritorno alla zona gialla nelle Regioni in cui siano presenti i parametri che possano permetterlo, anche se non si sono ancora certezze sulle date. 

Vediamo di seguito quali sono le informazioni trapelate fino a questo momento e quali potrebbero essere gli sviluppi futuri. 

Ipotesi zona gialla dal 26 aprile

L’ultimo decreto approvato dal Governo Draghi, che resterà in vigore fino al 30 aprile 2021, ha suddiviso l’Italia in due sole zone, ovvero arancione e rossa. Tuttavia, ci potrebbero essere delle novità in merito al ritorno in zona gialla in anticipo

A partire dal 26 aprile, infatti, potrebbe essere introdotto un decreto legge che ripristini la zona gialla nelle Regioni che lo possano consentire sulla base dell’andamento dell’indice Rt e degli altri criteri individuati. 

Si pensa, tra l’altro, di modificare i parametri di attribuzione delle zona gialla, che dovrebbero prendere in considerazione anche il numero delle vaccinazioni, dei soggetti a rischio che sono stati vaccinati, oltre che di quello del numero di contagi che si registrano ogni settimana. 

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Il passaggio in zona gialla

Anche se non si ha ancora certezza assoluta sulle date del ritorno in zona gialla, il passaggio dovrebbe avvenire in presenza dei seguenti parametri:

  • la vaccinazione di almeno il 75% dei residenti over 75;
  • i nuovi casi corrispondano ogni settimana a meno di 180 ogni 100.000 persone;
  • l’indice Rt sia sotto l’1 e, possibilmente, intorno a 0,80. 

La zona bianca, invece, dovrebbe scattare qualora vi siano soltanto 50 contagi ogni 100.000 abitanti

Il cronoprogramma delle riaperture

Il calendario delle riaperture che potrebbe essere approvato dal Governo Draghi dovrebbe prevedere:

  • un possibile ritorno in zona gialla in tutta Italia, a partire dal 1° maggio, con la riapertura dei ristoranti a pranzo;
  • verso la fine del mese ci potrebbe essere una riduzione del coprifuoco, con durata da mezzanotte alle 5:00, per fare in modo che gli esercizi commerciali possano restare aperti anche la sera;
  • a giugno dovrebbero ripartire gli spettacoli all’aperto con capienza del 25-30%, e ci dovrebbe essere anche la riapertura di palestre e piscine, dove si dovranno rispettare i due metri di distanza per chi fa sport e i 7 metri in vasca.

Per gli spettacoli dal vivo, oltre al rispetto della distanza di un metro, si potranno richiedere test effettuati nelle 48 ore precedenti

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Quali Regioni potrebbero riaprire prima

Analizzando i dati della campagna vaccinale che sono stati rilasciati dalla Presidenza del Consiglio, è possibile ipotizzare quali siano le Regioni che potrebbero aprire per prime.

Attualmente, facendo il rapporto tra il totale delle dosi ricevute e quelle somministrate, si potrebbe trattare di:

  • Veneto;
  • Valle d’Aosta;
  • Toscana;
  • Molise;
  • P.A. Bolzano.

Quali attività potranno ripartire per prime

Al momento una delle maggiori certezze sulle riaperture è quella in base alla quale potranno riaprire per prime quelle Regioni che avranno vaccinato il maggior numero di anziani e di persone fragili

Per quanto riguarda le attività di bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie, che rientrano tra quelle maggiormente penalizzate nel corso dell’ultimo anno, si stanno valutando delle misure per fare in modo che possano restare aperte anche nel caso di lievi peggioramenti del quadro epidemiologico

In particolare, dovrebbero essere previsti:

  • test di screening periodici per il personale non vaccinato;
  • l’accesso ai locali solo su prenotazione;
  • il mantenimento della distanza di 2 metri al chiuso e di 1 metro all’aperto;
  • la consumazione al tavolo e il controllo dell’obbligo di indossare la mascherina per tutti i clienti che non siano seduti.
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Gregorio Gentile
Consulente del lavoro
Appassionato di scrittura per il web e di diritti dei lavoratori, collabora con la redazione di deQuo per alimentare il suo desiderio di giustizia nel mondo.
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