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Si può fare un tatuaggio a 14 anni con il consenso dei genitori?

Il tatuaggio su minore senza il consenso dei genitori espone il tatuatore a conseguenze penali e civili molto concrete. Scopri quando scatta il reato, chi risponde dei danni e quali sono i limiti di età fissati dalla legge.

tatuaggi su minori
  • Il tatuaggio su un minore è vietato senza il consenso informato di entrambi i genitori o del tutore, reso di persona nel momento in cui l’operazione viene eseguita.
  • Il tatuatore che opera senza questo consenso rischia una denuncia per lesioni personali ai sensi dell’art. 582 del Codice penale, perché la Cassazione equipara il tatuaggio a una “malattia”.
  • Oltre alla responsabilità penale, il professionista può essere chiamato a risarcire il danno in sede civile e incorrere in sanzioni amministrative regionali, con limiti di età che variano da regione a regione.

Tua figlia di sedici anni è tornata a casa con un disegno permanente sul polso e tu non ne sapevi nulla. Oppure sei un tatuatore e un adolescente si presenta in studio dicendo di avere “il permesso di mamma”, ma il padre non è stato nemmeno interpellato. Sono situazioni che accadono ogni giorno negli studio di tatuaggio italiani, e la legge su questo punto non lascia molto spazio all’improvvisazione. Vediamo cosa rischia chi tatua un minore senza le autorizzazioni necessarie, e cosa puoi fare se ti trovi in questa situazione.

Chi decide per un minorenne che vuole fare un tatuaggio?

Un minorenne non ha la capacità di agire prevista dall’art. 2 del Codice civile, che si acquista solo al compimento dei 18 anni. Questo significa che non può da solo autorizzare un intervento permanente sul proprio corpo.

La decisione spetta ai genitori, che esercitano la responsabilità genitoriale secondo l’art. 316 c.c. Quando i genitori vivono insieme, le scelte relative alla salute del figlio si prendono di comune accordo.

Se i genitori sono separati o divorziati, si applica l’art. 337-ter, comma 3, c.c.: le decisioni di maggiore interesse per il figlio – tra cui rientra la salute – richiedono il consenso di entrambi i genitori, non basta l’assenso di uno solo.

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Quando il tatuaggio diventa reato?

Il tatuatore che esegue un tatuaggio permanente su un minore senza il consenso dei genitori non commette solo un illecito amministrativo. Rischia un’imputazione per lesioni personali volontarie, punite dall’art. 582 c.p.

La Corte di Cassazione ha affrontato la questione con la sentenza della sezione V penale n. 45345 del 14 dicembre 2005. I giudici hanno stabilito che il tatuaggio, dal punto di vista medico-legale, produce un’alterazione delle funzioni sensoriali e protettive della pelle.

Questa alterazione integra il concetto di “malattia” richiesto dall’art. 582 c.p. Ne consegue che il consenso del solo minore, privo di validità giuridica, non esclude il reato: senza l’autorizzazione dei genitori l’intervento resta penalmente rilevante.

Qual è il limite di età per fare un tatuaggio?

La disciplina sull’età minima per tatuarsi non è unica su tutto il territorio nazionale. La materia è affidata in gran parte alle singole leggi regionali, che fissano requisiti igienico-sanitari, formazione degli operatori e limiti anagrafici.

Il quadro generale, ricostruito anche dall’Istituto Superiore di Sanità, prevede che:

  • sotto i 18 anni il tatuaggio è vietato senza consenso informato dei genitori o del tutore, che deve essere reso di persona;
  • alcune Regioni vietano comunque il tatuaggio sotto i 14 anni, indipendentemente dal consenso dei genitori (è il caso, per esempio, della Toscana);
  • altre Regioni, come la Sicilia, vietano il tatuaggio a tutti i minorenni, anche con il consenso dei genitori;
  • diverse leggi regionali (tra cui quella delle Marche, l.r. 38/2013) impongono comunque il divieto assoluto sotto i 14 anni e richiedono il consenso personale dei genitori per i minori tra 14 e 18 anni.

Prima di rivolgerti a uno studio, verifica sempre la normativa della tua Regione: i limiti possono cambiare in modo sensibile da un territorio all’altro.

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Quali sono le conseguenze civili per il tatuatore?

Il profilo penale non esaurisce le conseguenze. Il contratto stipulato con un minore privo di capacità di agire è annullabile, e il tatuatore che non verifica correttamente il consenso genitoriale può essere chiamato a rispondere in sede civile.

Il fondamento è l’art. 2043 c.c. sulla responsabilità extracontrattuale: chi cagiona un danno ingiusto è tenuto a risarcirlo. In questi casi il risarcimento può riguardare sia il danno patrimoniale (per esempio i costi per la rimozione del tatuaggio), sia il danno non patrimoniale.

Il genitore che non ha prestato il consenso può quindi agire per ottenere il risarcimento dei danni economici e morali subiti dal figlio, oltre a segnalare l’accaduto alle autorità sanitarie competenti.

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Quali sono le sanzioni amministrative per il tatuatore?

Alle conseguenze penali e civili si aggiungono le sanzioni amministrative previste dalle leggi regionali per chi opera senza rispettare i requisiti igienico-sanitari o i limiti di età. Alcune normative regionali prevedono, per chi tatua un minore di 14 anni, il pagamento di una somma che può arrivare fino a 10.000 euro, insieme alla sospensione dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività. Queste sanzioni si sommano, ma non sostituiscono la responsabilità penale per lesioni personali quando ricorrono i presupposti indicati dalla Cassazione.

Cosa succede se uno dei due genitore non è d’accordo?

Capita che un genitore autorizzi il tatuaggio senza informare l’altro. In questi casi, il genitore escluso dalla decisione può rivolgersi al giudice, perché la scelta riguarda la salute del figlio ed è quindi una decisione di maggiore interesse ai sensi dell’art. 337-ter c.c.

Il genitore che ha agito senza il consenso dell’altro si espone a conseguenze nell’ambito dei procedimenti di separazione o affidamento. L’art. 709-ter c.p.c. individua misure specifiche per chi non rispetta gli accordi sull’esercizio della responsabilità genitoriale, tra cui l’ammonizione e il risarcimento del danno.

Se ti trovi in questa situazione, puoi documentare la mancata consultazione e presentare ricorso al tribunale competente, chiedendo che vengano adottati i provvedimenti più adeguati all’interesse del minore.

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Tatuaggio su minori – Domande frequenti

Un minorenne può farsi un tatuaggio senza il consenso dei genitori?

No. Serve sempre il consenso informato di entrambi i genitori o del tutore, reso di persona al momento dell’intervento.

Cosa rischia il tatuatore che tatua un minore senza consenso?

Rischia una denuncia per lesioni personali (art. 582 c.p.), oltre a sanzioni amministrative regionali e un’eventuale richiesta di risarcimento danni.

Basta il consenso di un solo genitore?

No, se i genitori sono separati o divorziati serve il consenso di entrambi, trattandosi di una decisione di maggiore interesse per il figlio.

A che età si può fare un tatuaggio in totale autonomia?

Solo al compimento dei 18 anni, quando si acquista la piena capacità di agire secondo l’art. 2 c.c.

Riferimenti normativi

  • art. 582 Codice penale – lesioni personali;
  • art. 2 Codice civile – maggiore età e capacità di agire;
  • art. 316 Codice civile – responsabilità genitoriale;
  • art. 337-ter Codice civile – provvedimenti riguardo ai figli;
  • art. 2043 Codice civile – risarcimento per fatto illecito;
  • art. 709-ter Codice di procedura civile – soluzione delle controversie tra genitori;
  • Cassazione penale, sez. V, sentenza 14 dicembre 2005, n. 45345;
  • normativa regionale in materia di tatuaggio e piercing (es. l.r. Marche 18 novembre 2013, n. 38).
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Maria Vittoria Simoni
Esperta di diritto penale
Neo laureata in legge, sogna di diventare un giorno magistrato. Nel frattempo, scrive per la redazione di deQuo, condividendo le sue conoscenze giuridiche online.
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