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Danno non patrimoniale: evoluzione, calcolo, tabelle

La definizione di danno non patrimoniale, le differenti tipologie, l'evoluzione negli ultimi anni e quali sono gli elementi dei quali si tiene conto per il calcolo.

danno non patrimoniale come si calcola
  • Capita spesso che in seguito a un sinistro stradale scaturiscano sia danni patrimoniali sia danni non patrimoniali.
  • Il danno non patrimoniale è un pregiudizio su un valore o un interesse della persona che lo subisce.
  • Tra le diverse tipologie di danno non patrimoniale distinguiamo il danno biologico, morale, esistenziale, catastrofale.

Il danno patrimoniale può consistere nella riduzione del patrimonio – si parla di danno emergente – oppure in un mancato guadagno: si usa in questa ipotesi l’espressione lucro cessante.

Diverso è, invece, il concetto di danno non patrimoniale, rappresentato dalla sofferenza psico-fisica derivante dall’aver subito un illecito. Tale danno è dovuto in quanto è stato violato un diritto della persona garantito dalla Costituzione: quello alla salute. Si pensi, per esempio, alle vittime dell’esposizione da amianto.

Dal 2018 al 2020 ci sono state delle precisazioni in merito in seguito ad alcune sentenze della Cassazione: vediamo di seguito qual è stata l’evoluzione del danno non patrimoniale, come si calcola e quali sono le principali novità che lo riguardano.

Danno non patrimoniale: cos’è

Il danno non patrimoniale fa riferimento a ciò che non riguarda il patrimonio della persona lesa: quando si parla di danno non patrimoniale ci si riferisce dunque alle lesioni che inficiano l’integrità fisica e psichica di una persona. Tali lesioni sono punibili ai sensi dell’articolo 2059 del Codice Civile.

I danni che rientrano nella categoria di danno non patrimoniale sono:

  • il danno biologico;
  • il danno morale;
  • il danno esistenziale;
  • il danno catastrofale.

Sono esempi di danno non patrimoniale la perdita della capacità sessuale e il conseguente danno psichico, un deturpamento dell’aspetto esteriore, una riduzione della capacità lavorativa, così come il danno tanatologico, che è quello che provoca il decesso della vittima, il danno estetico.

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Danno biologico

Il danno biologico è definito dall’articolo 138 del Codice delle assicurazioni, in cui si parla di “lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona suscettibile di accertamento medico-legale che esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito”.

Nel calcolo del danno biologico vengono considerate due componenti:

  1. la prima è quella di natura psico-fisica;
  2. la seconda quella che impatta le attività relazionali del soggetto che ha subito il danno.

Il danno biologico è personalizzato perché le conseguenze potranno essere diverse a seconda del soggetto leso. Per questo motivo, viene valutato caso per caso e le tabelle dei Tribunali vengono utilizzate dai giudici come riferimento per la personalizzazione.

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Danno morale e danno esistenziale

Con il termine danno morale si fa riferimento alla sofferenza soggettiva che deriva da un fatto illecito: tale sofferenza può essere sia transitoria sia permanente.

Per danno esistenziale, invece, si intende qualsiasi tipo di compromissione delle attività realizzatrici di una persona, quale può essere per esempio una lesione alla serenità in famiglia.

Si differenzia:

  • dal danno biologico in quanto non presuppone la presenza di una lesione di tipo fisico;
  • dal danno morale, perché non rappresenta una sofferenza di tipo soggettivo.

Il danno esistenziale, dunque, esiste al di fuori degli altri due e costituisce quei casi nei quali, nonostante non abbia subito una lesione fisica o una psicologica, il soggetto danneggiato si ritrova in una situazione di disagio non vissuta in precedenza.

La Corte di Cassazione ha comunque contestato la suddivisione in categorie del danno non patrimoniale: non ha escluso la possibilità di utilizzare tali categorie per descrivere il danno non patrimoniale, ma considera il danno non patrimoniale non suscettibile di suddivisione in categorie.

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Danno catastrofale

Il danno catastrofale si riferisce alla sofferenza patita dalla vittima per l’essere cosciente di dover morire. Comprende, dunque, il lasso di tempo che intercorre tra l’evento lesivo subito e il decesso effettivo.

Questa tipologia di danno, che colpisce la psiche dell’individuo, fa riferimento a un diritto fondamentale: quello alla vita, riconosciuto dall’art. 2 della Costituzione italiana, ma anche dall’art. 2 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, dall’art. 3 della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Danno non patrimoniale: quando è previsto il risarcimento

Il risarcimento del danno non patrimoniale viene disciplinato dall’articolo 2059 del Codice Civile. Per legge è previsto il risarcimento del danno non patrimoniale:

  1. nei casi in cui sia stato commesso un fatto illecito;
  2. qualora siano stati violati i diritti fondamentali della Costituzione, come per esempio il diritto inviolabile della famiglia, quello alla riservatezza o i diritti alla dignità della persona.

Nel primo caso, per ottenere il risarcimento si dovrà fare appello alla norma specifica del Codice che, a seconda della situazione verificatasi, prevede il risarcimento.

Nel secondo caso, invece, bisognerà fare riferimento alla norma costituzionale che è stata violata dal danneggiante. Il risarcimento di un danno non patrimoniale potrebbe derivare anche dal mancato rispetto di una responsabilità contrattuale.

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Calcolo danno non patrimoniale

Il calcolo del danno non patrimoniale è disciplinato da alcune norme, tra le quali rientra il decreto legislativo n. 38 del 23 febbraio 2000.

Per quanto riguarda il danno biologico, la legge italiana distingue tra:

  • danni micropermanenti, ovvero le lesioni che non superano i 9 punti di invalidità parziale;
  • danni macropermanenti, che indicano invece i danni che superano tale soglia.

In base alla tipologia di danno, vengono calcolati i cosiddetti punti di invalidità. Il calcolo del danno biologico varia anche in relazione al fatto che il danno sia di tipo permanente o di tipo temporaneo.

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calcolo danno biologico

Calcolo danno biologico permanente

Nello specifico, per quanto riguarda il danno permanente, i risarcimenti vengono calcolati nel modo seguente:

  • maggiore sarà il punto percentuale di invalidità, maggiore il risarcimento;
  • maggiore sarà l’età del soggetto, minore il risarcimento, che viene ridotto dello 0,5% per ogni anno in più del danneggiato, a partire dall’undicesimo anno di età.

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Calcolo danno biologico temporaneo

Per quanto riguarda, invece, il danno biologico temporaneo è previsto un importo fisso per ogni giorno di inabilità: la liquidazione del danno dipende dalla percentuale di inabilità riconosciuta giorno per giorno, che sarà sicuramente più elevata all’inizio.

Le lesioni si calcolano con l’utilizzo delle tabelle danno biologico emanate dai Tribunali, come quella del Tribunale di Milano, grazie alla valutazione di un medico legale.

Gli elementi che vengono presi generalmente in considerazione sono:

  1. la percentuale di invalidità permanente;
  2. l’entità e la natura delle lesioni;
  3. la durata dello stato di inabilità;
  4. l’eventuale presenza di danni estetici;
  5. la giusta proporzione tra le spese mediche sostenute e quelle che si dovranno eventualmente sostenere.

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Tabella per il calcolo del danno non patrimoniale

Riportiamo di seguito una tabella contenente un elenco di menomazioni psicofisiche utilizzate dai medici legali per valutare la gravità dei danni subiti, per esempio, a causa di un sinistro stradale, e assegnare un punteggio di invalidità.

Parte anatomica danneggiata Punti invalidità
Trauma cranico commotivo con frattura cranica semplice 2-4 punti
Frattura massiccio facciale o mandibola con turbe disfunzionali lievi 2-5 punti
Fratture mandibola con alterazioni funzionali dell’articolazione 3-8 punti
Sindrome vertiginosa da asimmetria labirintica 2-5 punti
Frattura ossa nasali e/o setto 2-6 punti
Riduzione dell’olfatto o perdita totale 8 punti
Riduzione gusto o perdita totale 8 punti
Disturbo somatoforme o dell’adattamento 5 punti
Lesioni dentarie da 0,5 a 1,25 punti
Riduzione vista da 1 a 7 punti
Obliterazione monolaterale delle vie lacrimali 5 punti
Necessità lenti correttive 3 punti
Frattura apofisi, vertebra, limitazioni movimenti del capo 2-6 punti
Trauma collo con rachialgia 2-4 punti
Lesioni rachide dorsale Senza schiacciamento: 4 punti;
con schiacciamento: 4-6 punti
Lesioni rachide lombare 2-6 punti
Osso sacro e coccige 3-5 punti
Arti superiori o inferiori 2-9 punti
Addome, bacino e torace 8 punti

Danno non patrimoniale: evoluzione

Nel 2018, la Cassazione ha fatto chiarezza, con ordinanza n. 20795 del 20 agosto, sui criteri per la liquidazione del danno non patrimoniale. In particolare, è stato ribadito che nella valutazione e relativa quantificazione del risarcimento, il Giudice deve tenere conto:

  • sia del danno morale, ovvero dell’aspetto di dolore soggettivo provocato dalla lesione subita;
  • sia del danno esistenziale, che ha portato un soggetto a vivere in modo peggiorativo i rapporti con gli altri.

In base a quanto detto, la Corte ha stabilito che l’attribuzione congiunta del danno biologico inteso come alterazione del normale svolgimento delle attività quotidiane di un soggetto o di peggioramento delle dinamiche relazionali e del danno esistenziale è una duplicazione risarcitoria:

  • le due categorie appartengono, in pratica, alla stessa area protetta dall’articolo 32 della Costituzione italiana;
  • la valutazione del danno morale, invece, è autonoma perché fa riferimento dalla sofferenza interiore provata dal soggetto.

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Risarcimento danno non patrimoniale: Cassazione 2020

La sentenza della Cassazione del 31 gennaio 2019 ha ribadito che il danno morale non viene assorbito dal danno esistenziale:

  1. le due voci sono indipendenti l’una dall’altra e, dunque, non sovrapponibili e non determinano una duplicazione risarcitoria;
  2. di conseguenza, è stata confermata la liquidazione sia per il danno morale sia per il danno esistenziale eventualmente subiti;
  3. il Giudice avrà caso per caso la possibilità di personalizzare il risarcimento in relazione al tipo di situazione.

In particolare, nell’articolo 138, comma 2, del Codice delle assicurazioni si legge che “quando la menomazione accertata incida in maniera rilevante su specifici aspetti dinamico-relazionali personali documentati ed obiettivamente accertati, l’ammontare del risarcimento, calcolato secondo quanto previsto dalla tabella unica nazionale, può essere aumentato dal giudice, con equo e motivato apprezzamento delle condizioni soggettive del danneggiato, fino al 30%”.

La Cassazione ha pertanto rilevato che nella valutazione del danno alla persona che ha provocato una lesione alla salute, la liquidazione dovrà:

  • tenere in considerazione la sofferenza oggettiva del soggetto leso, quindi il danno morale;
  • considerare anche l’eventuale alterazione peggiorativa dei rapporti di una persona con gli altri, che scaturisce proprio dalla lesione subita, ovvero il danno esistenziale.

A riprova di ciò, è stato infatti ribadito che il risarcimento per un danno non patrimoniale potrà aumentare qualora vengano individuate dal Giudice “conseguenze dannose del tutto anomale, eccezionali e affatto peculiari che abbiano inciso sulla componente dinamico-relazionale del soggetto leso”. 

Danno non patrimoniale – Domande frequenti

Quali sono i danni non patrimoniali?

I danni non patrimoniali fanno riferimento alle lesioni che compromettono la sfera fisica e psichica di una persona, in base a quanto riportato dall’articolo 2059 del Codice Civile.

Quali sono i danni non patrimoniali risarcibili?

I danni non patrimoniali sono risarcibili sia nel caso in cui sia stato commesso un fatto illecito sia in quello in cui sia stata violata una norma Costituzionale.

Che cosa è il danno biologico?

Il danno biologico indica una lesione psico-fisico all’integrità di una persona, che può essere di tipo temporaneo o permanente: scopri come si calcola.

Cosa sono i danni patrimoniali?

I danni patrimoniali sono quelli relativi a una lesione dell’interesse patrimoniale, che possono consistere in una riduzione del patrimonio, oppure in un mancato guadagno come conseguenza del fatto dannoso.

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Maria Vittoria Simoni
Esperta di diritto penale
Neo laureata in legge, sogna di diventare un giorno magistrato. Nel frattempo, scrive per la redazione di deQuo, condividendo le sue conoscenze giuridiche online.
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