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Visita fiscale INPS 2026: quali sono le nuove regole in caso di malattia

Tutto quello che devi sapere sulle nuove fasce di reperibilità unificate, gli obblighi del lavoratore in malattia e le conseguenze in caso di assenza ingiustificata alla visita ispettiva.

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Redazione deQuo
20 Maggio 2026
visita fiscale inps nuove regole 2026
  • Dal 2026 gli orari di reperibilità per la visita fiscale sono unificati per i dipendenti pubblici e privati: dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, sabati, domeniche e festivi inclusi.
  • Il Polo unico INPS si rafforza con nuovi medici ispettori e un portale digitale dedicato alle imprese per richiedere i controlli in modo più rapido.
  • Chi non si fa trovare in casa durante le fasce orarie rischia la perdita parziale o totale dell’indennità di malattia, oltre a possibili conseguenze disciplinari.

Sei in malattia e ti chiedi quando può arrivare il medico dell’INPS? Le regole sono cambiate. Con la Legge di Bilancio 2026 e recependo la sentenza n. 16305 del TAR del Lazio, il sistema dei controlli sulle assenze per malattia è stato riorganizzato in modo sostanziale.

L’obiettivo dichiarato è ridurre le disparità tra pubblico e privato e rendere i controlli più capillari. Non è un segnale da sottovalutare: nella seconda metà del 2025 sono stati trasmessi all’INPS oltre 14 milioni di certificati di malattia, con un aumento del 2,8% rispetto all’anno precedente. Di seguito trovi una guida chiara su cosa cambia, cosa devi fare e cosa rischi se non rispetti le regole.

Quali sono i nuovi orari di reperibilità 2026?

La novità più rilevante riguarda l’unificazione delle fasce orarie di reperibilità tra settore pubblico e settore privato. In precedenza esisteva una differenza: i dipendenti pubblici erano soggetti a orari più ampi, mentre i privati a fasce più ridotte. Questa disparità è stata eliminata.

Dal 2026, tutti i lavoratori dipendenti in malattia hanno l’obbligo di farsi trovare al proprio domicilio nelle seguenti fasce orarie:

  • mattina: dalle 10:00 alle 12:00;
  • pomeriggio: dalle 17:00 alle 19:00.

L’obbligo vale ogni giorno, compresi sabato, domenica e festivi, e decorre fin dal primo giorno di malattia per tutta la durata della prognosi indicata nel certificato medico.

Il riferimento normativo per i lavoratori privati è l’art. 5 della Legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei Lavoratori), che attribuisce al datore di lavoro la facoltà di disporre controlli sull’infermità del dipendente. Per i pubblici dipendenti, la disciplina si colloca nel D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165. Il coordinamento tra i due sistemi – con l’attribuzione di tutti i controlli all’INPS – era già stato avviato con il D.M. 17 ottobre 2017, che ha istituito il Polo unico per le visite fiscali.

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Il Polo unico INPS e il portale PDND

Con la riforma, il Polo unico INPS assume un ruolo ancora più centrale nella gestione dei controlli. Sono stati incrementati i medici ispettori abilitati, per colmare il divario tra il numero di certificati inviati e le visite effettivamente eseguite. Va ricordato che il settore privato genera da solo il 78% di tutte le comunicazioni di malattia.

Sul fronte tecnologico, è ora operativo un nuovo portale telematico integrato nella Piattaforma digitale nazionale dati (PDND). Attraverso questo strumento, le aziende possono richiedere l’intervento degli ispettori INPS in modo diretto e più rapido rispetto al passato, con una gestione più trasparente dell’iter.

LEGGI pure Mio figlio ha la febbre e io non posso entrare in casa: quando il diritto di visita può diventare un ostacolo

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Quali sono gli obblighi del lavoratore in malattia

L’iter da seguire quando ci si ammala è preciso e va rispettato puntualmente per non perdere la tutela economica. Il medico curante deve trasmettere il certificato telematico all’INPS entro il giorno successivo all’inizio della malattia. Il lavoratore, da parte sua, è tenuto a comunicare al datore di lavoro il numero di protocollo del certificato entro 48 ore, così che l’azienda possa verificarlo sul portale previdenziale.

Se durante la malattia ti sposti temporaneamente dall’indirizzo che hai comunicato – anche solo per qualche giorno – devi comunicare il nuovo domicilio di reperibilità con tempestività. In caso contrario, un accesso ispettivo durante la tua assenza sarà trattato come irreperibilità ingiustificata, con tutte le conseguenze del caso.

Approfondisci leggendo Certificati di malattia a distanza: ecco quali sono le novità del Decreto Semplificazioni

Quando sei esonerato dall’obbligo di reperibilità?

Non tutti i lavoratori in malattia sono tenuti a rispettare le fasce orarie. La normativa prevede casi specifici di esenzione per:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita (es. chemioterapia, dialisi);
  • stati di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%;
  • malattie riconducibili a infortuni sul lavoro o a cause di servizio;
  • necessità di recarsi a visite specialistiche o esami clinici, previa presentazione di documentazione scritta che attesti l’appuntamento.

In tutti questi casi, l’assenza durante le fasce di reperibilità non costituisce inadempimento e non comporta sanzioni.

Sanzioni per irreperibilità alla visita fiscale

Se il medico ispettore dell’INPS si presenta durante le fasce orarie e non ti trova in casa – senza che tu possa giustificare l’assenza – le conseguenze sono immediate e progressive.

Numero di assenza ingiustificateSanzione prevista
Prima assenzaPerdita del 100% dell’indennità di malattia per i primi 10 giorni
Seconda assenzaRiduzione del 50% dell’indennità per il periodo residuo
Terza assenzaPerdita totale dell’indennità di malattia

A queste sanzioni economiche si aggiunge la possibilità per il datore di lavoro di avviare un procedimento disciplinare interno, ai sensi dell’art. 7 della Legge 300/1970. Nei casi più gravi – come le assenze strategiche a ridosso di ponti o festività, che la giurisprudenza ha ritenuto idonee a integrare una grave violazione degli obblighi contrattuali – le conseguenze possono arrivare fino al licenziamento per giusta causa, ai sensi dell’art. 2119 del Codice civile.

Le regole sulle visite fiscali incrociano diritti del lavoratore, obblighi contrattuali e poteri disciplinari del datore di lavoro. Se hai ricevuto una sanzione che ritieni ingiusta o stai affrontando un procedimento disciplinare legato a un’assenza per malattia, rivolgiti a un avvocato specializzato in diritto del lavoro per valutare la tua posizione.

Nuove regole visita fiscale INPS – Domande frequenti

In quali orari può arrivare il medico dell’INPS?

Dal 2026 le fasce orarie sono le stesse per tutti i lavoratori, pubblici e privati: dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00, compresi sabato, domenica e festivi.

La visita fiscale può arrivare dal primo giorno di malattia?

Sì. Il controllo può essere disposto fin dal primo giorno di assenza per l’intera durata della prognosi.

Cosa succede se sono fuori casa per una visita medica?

Se hai un appuntamento con uno specialista o un esame clinico durante le fasce di reperibilità, sei esonerato dall’obbligo, ma devi conservare la documentazione scritta che attesta l’appuntamento e esibirla in caso di contestazione.

Chi può richiedere la visita fiscale?

La visita può essere richiesta sia dal datore di lavoro – tramite il nuovo portale PDND – sia disposta d’ufficio dall’INPS.

Se cambio indirizzo durante la malattia devo comunicarlo?

Sì, devi comunicare immediatamente il nuovo domicilio di reperibilità. Se l’ispettore si presenta al vecchio indirizzo e non ti trova, l’assenza viene registrata come ingiustificata.

Le nuove regole si applicano anche ai dipendenti pubblici?

Sì. La riforma ha eliminato la differenza tra pubblico e privato: le fasce orarie e le sanzioni si applicano allo stesso modo a tutti i lavoratori dipendenti.

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