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Posso non pagare se l’ascensore condominiale è rotto da settimane?

Scopriamo se, in caso di ascensore rotto, puoi sospendere il pagamento delle spese condominiali. Quali sono le regole, i diritti e i rimedi nel caso in cui l’impianto smetta di funzionare.

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  • Nei casi in cui l’ascensore condominiale smetta di funzionare per un periodo prolungato non sarai legittimato a sospendere il pagamento delle rate dovute.
  • Le spese condominiali, comprese quelle dell’ascensore, si pagano in quanto il condomino è titolare di un immobile e di una quota sulle parti comuni, tra le quali rientra l’ascensore.
  • Potrai sollecitare l’amministratore a risolvere il problema e, in caso di danni subiti, chiederne il risarcimento.

Se vivi in uno stabile condominiale ti sarà certamente capitato di trovarti di fronte ad un ascensore che non funziona. Sicuramente se abiti ai piani alti o se hai qualche problema di salute non è una bella notizia. La decisione più immediata potrebbe essere, di fronte al grave disagio, quella di sospendere il pagamento delle rate condominiali.

È bene che tu sappia invece che questa non è la soluzione migliore in quanto sarebbe un comportamento contrario a quanto previsto dal nostro ordinamento giuridico. La legge ti mette a disposizione dei rimedi legali e più efficaci che non ti esporranno ad un possibile ricorso per decreto ingiuntivo.

In questo articolo analizzeremo in modo chiaro cosa prevede la normativa, quali sono i tuoi diritti e quali strumenti puoi usare per tutelarti quando l’ascensore resta fermo troppo a lungo.

Perché non posso sospendere il pagamento se l’ascensore non funziona?

In caso di malfunzionamento dell’ascensore in un contesto condominiale la legge non consente forme di “autotutela”. Sospendere il pagamento delle spese condominiali anche in caso di disservizio prolungato non è un comportamento legittimo.

Poiché l’obbligo contributivo nasce dalla comproprietà delle parti comuni (ai sensi dell’articolo 1118 del codice civile) e non dal semplice utilizzo del servizio, l’autosospensione dei pagamenti può portare a decreti ingiuntivi per morosità. La legge italiana considera l’ascensore una parte comune dell’edificio e il pagamento delle spese non dipende dal fatto che tu lo stia usando o meno, né dal fatto che sia funzionante.

Ciascun condomino ha degli obblighi ben precisi ai quali non può sottrarsi. Il contributo per i servizi comuni è dovuto in quanto si è proprietari, oltreché della propria unità abitativa, anche di una quota dell’impianto. A seguito del diritto di proprietà non si può essere esonerati dal versamento delle spese per la conservazione e manutenzione delle parti comuni.

In caso di inadempimento diventerai quindi condomino moroso e l’amministratore potrà avviare le procedure legali per il recupero del credito chiedendo al Giudice un decreto ingiuntivo di pagamento.

Approfondisci leggendo Ascensore in condominio: chi paga e come opporsi

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Cosa puoi fare se l’ascensore resta rotto a lungo

Anche se non puoi smettere di pagare le spese per l’ascensore, hai diversi strumenti per tutelarti. Il condominio, rappresentato dall’amministratore, non può ignorare il problema. Non puoi smettere di pagare, ma puoi pretendere che il condominio si attivi per la risoluzione del problema.

Ecco quali sono gli strumenti a tua disposizione:

  • sollecitare formalmente l’amministratore a intervenire con urgenza tramite una PEC o una lettera raccomandata, dopo aver verificato eventuali negligenze;
  • chiedere la convocazione di un’assemblea straordinaria per discutere tempi, costi e responsabilità nel caso siano necessari dei lavori;
  • valutare un’azione per risarcimento danni se il disservizio è grave e prolungato (ad esempio in presenza di persone con disabilità o problemi di salute);
  • in casi estremi, ricorrere a un provvedimento d’urgenza ai sensi dell’articolo 700 codice di procedura civile se il mancato ripristino compromette l’agibilità o la sicurezza.

Dunque, se il sollecito dell’amministratore non dovesse sortire alcun effetto, resta la possibilità di agire per vie legali, per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e psicofisici. Per quanto concerne l’onere della prova, si deve specificare che, per provare il danno, occorre dimostrare che il disagio subito ha superato la soglia della normale tollerabilità.

Cosa cambia tra danno patrimoniale e non patrimoniale

Si distinguono dunque due tipologie di danno: il danno patrimoniale, da risarcire in caso di perdite economiche dirette e il danno non patrimoniale, connesso al peggioramento della qualità della vita e al disagio psico-fisico dell’individuo. Vengono infatti lesi diritti tutelati dalla Costituzione come il normale e sereno svolgimento della vita familiare.

Procedure d’urgenza per soggetti fragili

In casi gravi, dove il malfunzionamento dell’impianto comporta la lesione di diritti fondamentali come la salute e la mobilità specialmente per anziani, disabili o persone con problemi di salute, è possibile ricorrere all’art. 700 codice di procedura civile.

La procedura d’urgenza mira a ottenere un ordine da parte del Giudice affinché, immediatamente, si proceda con l’esecuzione delle riparazioni necessarie. Al verificarsi di tali fattispecie, la tutela della salute della persona è prevalente rispetto a questioni di carattere economico.

LEGGI pure Ripartizione delle spese per l’ascensore condominiale: cosa cambia per chi vive al piano terra

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Quando l’amministratore è responsabile

L’amministratore è la figura centrale nella gestione del servizio e ha doveri specifici stabiliti dall’art. 1130 del Codice Civile. Deve curare la manutenzione ordinaria e compiere gli atti conservativi delle parti comuni, oltreché intraprendere iniziative di carattere urgente.

In caso di inadempimento, che può verificarsi qualora non contatti la ditta per risolvere un guasto o non convochi l’assemblea ove richiesto per intraprendere dei lavori, può essere ritenuto personalmente responsabile per i danni causati.

A questo proposito, leggi anche Amministratore di condominio inadempiente e inattivo: cosa posso fare e a chi posso rivolgermi?

Chi paga le spese per la ripartizione delle spese per l’ascensore

Per quanto riguarda i costi di manutenzione e sostituzione, la legge (si veda sul punto l’articolo 1124 del codice civile) stabilisce criteri di ripartizione precisi, salvo diversa convenzione contrattuale.

In particolare:

  • metà della spesa deve essere suddivisa in base ai millesimi di proprietà che rappresentano il valore della proprietà di ciascun condomino;
  • l’altra metà deveessere suddivisa in misura proporzionale all’altezza del piano dal suolo, presupponendo un uso maggiore da parte di chi abita più in alto.

Da non dimenticare, poi, che gli abitanti del piano terra non sono esonerati dal contributo. Infatti, anche i proprietari di negozi o appartamenti al piano terra sono tenuti a partecipare alla spesa in quanto l’ascensore è un bene comune e ciò che conta è l’uso potenziale che se ne può fare.

Disposizioni diverse possono essere previste unicamente nel caso in cui un regolamento condominiale di natura contrattuale approvato da tutti preveda un criterio differente di ripartizione. Per maggiori dubbi, ti invitiamo a rivolgerti a un avvocato esperto di diritto condominiale.

Ti potrebbe interessare anche Prescrizione spese condominiali arretrate: termini

Ascensore rotto – Domande frequenti

Posso smettere di pagare le spese dell’ascensore se è rotto?

No. L’obbligo deriva dalla proprietà della quota dell’impianto, non dal suo utilizzo. Sospendere i pagamenti ti rende moroso.

Se l’ascensore è rotto da mesi, posso chiedere un risarcimento?

Sì, se il disservizio è grave, prolungato e ti ha causato un danno concreto (ad esempio per le difficoltà motorie o comunque l’impossibilità di accedere all’abitazione). Serve però dimostrare il danno subito.

L’amministratore è obbligato a intervenire subito?

Sì, deve attivarsi per garantire sicurezza e agibilità dell’edificio. In caso di inerzia, puoi chiedere un’assemblea straordinaria o valutare un ricorso d’urgenza.

Chi paga la riparazione dell’ascensore?

Tutti i condomini, secondo le regole del Codice Civile, compresi coloro che non lo utilizzano.

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Manuela Margilio
Esperta di diritto immobiliare, successioni, fiscalità.
Laureata in giurisprudenza a Torino. Dopo aver lavorato presso diversi studi legali, attualmente mi occupo di assicurazioni e scrivo sul web approfondendo tematiche sulle quali nel tempo mi sono specializzata.
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