Bolsonaro e il passaporto italiano: perché lui è cittadino e chi nasce in Italia ma è figlio di stranieri no?
Flávio Bolsonaro è fuggito negli Stati Uniti e il suo passaporto italiano riapre il confronto tra la cittadinanza per discendenza (ius sanguinis) e i figli di stranieri nati in Italia, che la cittadinanza devono chiederla.
- Flávio Bolsonaro, con il passaporto italiano ottenuto nel 2023 per discendenza, ha lasciato il Brasile nonostante il ritiro dei documenti disposto dalla Corte suprema e oggi si trova a Miami.
- La cittadinanza italiana iure sanguinis passa da genitore a figlio e, fino alla riforma del 2025, non aveva limiti di generazioni.
- Chi nasce in Italia da genitori stranieri, però, non è cittadino alla nascita: può diventarlo con una dichiarazione a 18 anni o con la domanda di naturalizzazione.
Il passaporto italiano di Bolsonaro – del senatore brasiliano Flávio, figlio dell’ex presidente Jair – è al centro di un caso politico e giuridico. Dopo la sconfitta al ballottaggio contro Lula, Flávio ha lasciato il Brasile ed è atterrato a Miami. Nato e cresciuto in Brasile, è cittadino italiano grazie a un antenato partito dal Veneto alla fine dell’Ottocento. Un ragazzo nato a Torino da genitori stranieri, e sempre vissuto qui, invece non è italiano: deve aspettare la maggiore età e fare domanda. La ragione sta nella Legge 5 febbraio 1992, n. 91, che regola la cittadinanza italiana.
Bolsonaro e la fuga con il passaporto italiano: cosa è successo
Domenica 25 ottobre 2026, Flávio Bolsonaro ha perso il ballottaggio per la presidenza del Brasile contro Luiz Inácio Lula da Silva. Il senatore è coinvolto in alcune inchieste per corruzione e riciclaggio di denaro e la magistratura lo considerava a rischio di fuga.
Per questo, la Corte suprema ha annullato il suo passaporto brasiliano e gli ha chiesto di consegnare anche gli eventuali documenti stranieri, compreso quello italiano. Bolsonaro non ha rispettato la scadenza e la Polizia federale ha invalidato i suoi passaporti brasiliani, ordinario e diplomatico.
Nella sera di martedì 27 ottobre Flávio è entrato in Argentina con la moglie e le due figlie. Da lì un jet privato lo ha portato a Miami, dove è atterrato mercoledì 28 ottobre.
Ti potrebbe interessare Come ottenere la cittadinanza italiana
Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato
- +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
- Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
- Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere
Il ruolo del passaporto italiano nella fuga
Nella lista passeggeri del volo partito dall’Argentina Flávio risulta cittadino italiano, mentre moglie e figlie risultano brasiliane. Ad ogni modo, il passaporto italiano era un documento materialmente valido per partire, ma non cancella il divieto di espatrio deciso da un giudice brasiliano e non dà nessuna immunità (teoricamente). La doppia cittadinanza, in altre parole, non rende legale l’uscita da un Paese che te l’ha vietata.
LEGGI ANCHE Cos’è lo Ius soli sportivo

Perché Bolsonaro ha la cittadinanza italiana?
La risposta è nell’art. 1 della Legge n. 91/1992, la quale stabilisce che è cittadino per nascita il figlio di padre o di madre cittadini italiani. Il criterio si chiama ius sanguinis, cioè diritto del sangue: la cittadinanza si trasmette per discendenza, ovunque nasca il figlio.
Chi discende da un italiano emigrato all’estero, quindi, non chiede una cittadinanza nuova. Chiede allo Stato di riconoscere uno status che, per legge, possiede già dalla nascita. Fino al 2025 la catena poteva risalire anche di molte generazioni, purché l’antenato fosse vivo dopo l’unità d’Italia e nessuno avesse rinunciato alla cittadinanza.
Su questo punto è intervenuta la Corte costituzionale con la sentenza n. 142 del 2025. Alcuni tribunali chiedevano di introdurre limiti allo ius sanguinis, ma la Corte ha dichiarato le questioni inammissibili e non fondate. Secondo i giudici, scegliere i limiti spetta al legislatore, non alla Consulta.
L’antenato di Bolsonaro
La famiglia Bolsonaro ha origini in provincia di Padova. Vittorio Bolzonaro, bisnonno di Jair, era nato nel 1878 ad Anguillara Veneta ed era emigrato in Brasile da bambino con i genitori. Nel passaggio la “z” del cognome è diventata “s”.
Flávio ed Eduardo hanno chiesto di entrare nella lista d’attesa dell’ambasciata italiana a Brasilia tra il 2019 e il 2020: Flávio ha ottenuto il riconoscimento nel 2023. I tempi della pratica sono finiti al centro di interrogazioni parlamentari, perché altri richiedenti della stessa lista risultavano ancora in attesa.
LEGGI ANCHE Cittadinanza per naturalizzazione: cosa significa, requisiti, documenti necessari
Cosa è cambiato con la riforma della cittadinanza del 2025?
La riforma ha introdotto l’art. 3-bis della Legge n. 91/1992: chi è nato all’estero e ha già un’altra cittadinanza non acquista più in automatico quella italiana, salvo alcune eccezioni. In pratica, la trasmissione automatica oggi vale solo in presenza di legami più stretti con l’Italia.
Le principali eccezioni riguardano chi:
- ha presentato domanda completa entro il 27 marzo 2025, all’ufficio consolare o al Comune;
- ha avviato una causa in tribunale entro la stessa data;
- ha un genitore o un nonno che possiede, o possedeva alla morte, solo la cittadinanza italiana;
- ha un genitore che ha risieduto in Italia per almeno due anni continuativi prima della sua nascita.
Bolsonaro discende da un antenato molto lontano, ma la sua cittadinanza è stata riconosciuta nel 2023, prima della riforma. Il suo status, quindi, resta valido.
Ti potrebbe interessare Corte costituzionale: cos’è, cosa fa e quali sono le sue funzioni

Nato in Italia da genitori stranieri: perché non sei cittadino italiano?
La stessa legge che rende italiano un discendente nato in Brasile non dà la cittadinanza a chi nasce in Italia da genitori stranieri. Il diritto italiano non prevede lo ius soli, cioè la cittadinanza legata al luogo di nascita.
Nascere sul territorio italiano rende cittadini solo in casi limitati: se i genitori sono ignoti o apolidi, oppure se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori secondo la legge del loro Stato. Negli altri casi il bambino ha la cittadinanza dei genitori, anche se vive in Italia da sempre.
La strada più diretta per avere la cittadinanza italiana è l’art. 4, comma 2, della Legge n. 91/1992. Se sei nato in Italia e qui hai risieduto legalmente senza interruzioni fino a 18 anni, diventi cittadino con una dichiarazione di volontà. La presenti all’ufficiale di stato civile del tuo Comune entro un anno dalla maggiore età.
Ti potrebbe interessare pure Prefetto: chi è e cosa fa
La naturalizzazione dopo 3 o 10 anni
Se perdi la finestra dei 18 anni, o se sei arrivato in Italia da piccolo, resta la naturalizzazione dell’art. 9. Lo straniero nato in Italia può chiederla dopo 3 anni di residenza legale. Chi è nato all’estero e non ha legami familiari con l’Italia deve attendere 10 anni. Il referendum dell’8 e 9 giugno 2025 chiedeva di ridurre i 10 anni a 5, ma non ha raggiunto il quorum.
Per la naturalizzazione, la legge richiede anche:
- un reddito sufficiente e dimostrabile;
- la conoscenza della lingua italiana almeno a livello B1 (art. 9.1);
- l’assenza di condanne e di motivi legati alla sicurezza della Repubblica.
La pratica può durare fino a 36 mesi (art. 9-ter).
Che differenza c’è tra riconoscimento e concessione?
A conti fatti, il caso Bolsonaro mostra due meccanismi opposti:
- il discendente di italiani ottiene un riconoscimento: lo Stato accerta un diritto che esiste dalla nascita e, se i documenti sono in regola, non può negarlo;
- la naturalizzazione è invece una concessione, decisa con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Interno. L’amministrazione valuta il tuo inserimento nella comunità e ha un margine di discrezionalità.
Per questo un ragazzo cresciuto in Italia può trovarsi – paradossalmente e ingiustamente – in una posizione più incerta di chi in Italia non ha mai vissuto.
Scopri di più su Permesso di soggiorno per protezione sussidiaria: cos’è, documenti, durata e differenze con la protezione speciale
Riferimenti normativi
- artt. 1, 3-bis, 4, 9, 9.1 e 9-ter Legge 5 febbraio 1992, n. 91;
- art. 1 Decreto-legge 28 marzo 2025, n. 36;
- art. 33 Decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69;
- Corte costituzionale, sentenza n. 142 del 2025;
- Corte costituzionale, sentenza n. 63 del 2026.
Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato
- +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
- Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
- Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere
Altro su News
Approfondimenti, novità e guide su News
Sanzioni USA contro la Corte penale internazionale: cosa è successo e perché i magistrati protestano