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Prescrizione e decadenza di un credito tributario

Cosa cambia tra le condizioni di decadenza di un credito tributario e i termini di prescrizione.

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Con la recente sentenza del 16.11.2022 n. 33681, la Suprema Corte si è espressa in punto di prescrizione e decadenza di un diritto di credito tributario. Nel caso esaminato un Comune aveva inviato ad un contribuente un avviso di liquidazione relativo un tributo comunale.

Alla data di spedizione il termine prescrizionale non era ancora decorso, mentre alla data di ricezione da parte del destinatario detto termine si era consumato. Ad avviso del contribuente il credito doveva ritenersi prescritto siccome non esercitato dal Comune entro il termine quinquennale di prescrizione.

La Commissione Tributaria distrettuale, di contro, aveva respinto il ricorso ritenendo che la prescrizione era stata interrotta dalla tempestiva spedizione dell’avviso. Investita della questione, la Suprema Corte ha rilevato che l’esercizio del potere impositivo è assoggettato al rispetto di un termine di decadenza, insuscettibile d’interruzione a garanzia del corretto instaurarsi del rapporto giuridico tributario.

Crediti tributari: quando decadono?

Ai fini della decadenza assume dunque rilevanza la data nella quale l’ente creditore ha posto in essere gli adempimenti necessari ai fini della notifica dell’atto, e non quello, eventualmente successivo, di conoscenza dello stesso da parte del contribuente.

Difatti in materia di notificazione degli atti di imposizione tributaria il principio della “scissione soggettiva degli effetti della notificazione”, trova sempre applicazione.

Ne consegue che, per il rispetto del termine di decadenza cui è assoggettato il potere impositivo, assume rilevanza la data nella quale l’ente ha posto in essere gli elementi necessari ai fini della notifica dell’atto e non quella, eventualmente successiva, di conoscenza dello stesso da parte del contribuente.

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Diritto di difesa e principio di ragionevolezza

Il suddetto principio di scissione soggettiva degli effetti della notificazione, come sancito dalla Corte costituzionale per gli atti processuali, trova il suo fondamento nella tutela del diritto di difesa e nel principio di ragionevolezza.

Questi due valori di rilievo costituzionale impongono la conclusione secondo cui l’esercizio del diritto non possa essere pregiudicato senza una valida ragione, nell’ottica di un equo bilanciamento d’interessi tra chi eserciti un diritto e chi ne subisca l’esercizio.

In particolare, il principio di ragionevolezza esclude che il lasso temporale tra la richiesta di notifica possa ripercuotersi in danno del notificante, a cui si richiede solo che l’attività a proprio carico sia stata compiuta nel termine di legge.

Nel bilanciamento degli interessi tra la perdita definitiva di un diritto per una parte e un lucro indebito per l’altra parte la soluzione più razionale è quella di salvaguardare il diritto di una parte incolpevole ponendo a carico dell’altra parte – parimenti incolpevole – un pati, cioè una situazione di attesa che non pregiudica, comunque, la sua sfera giuridica.

Approfondisci leggendo anche La differenza tra crediti chirografari e crediti privilegiati

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Crediti tributari: prescrizione

In tema di prescrizione le conseguenze sono invece opposte.

Le ragioni che giustificano il suddetto regime interruttivo della decadenza non sono infatti estensibili alla prescrizione.

Invero quest’ultima trova la propria ratio non nel non sfavorire l’amministrazione creditrice ma nell’esigenza di tutela preferenziale degli interessi contrapposti a quelli del titolare del diritto che ometta di esercitarli.

Ai fini della tempestività della interruzione del decorso del termine di prescrizione occorre pertanto che l’atto interruttivo pervenga entro il termine alla conoscenza del debitore.

Mentre dunque un atto impositivo spedito tempestivamente ma ricevuto dal contribuente dopo la consumazione del termine sarà da ritenersi comunque tempestivo se trattasi di termine di decadenza, le conseguenze saranno opposte se trattasi di termine di prescrizione.

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Iacopo Squillante
Avvocato Tributarista
Avvocato Cassazionista e patrocinante avanti le Giurisdizioni Superiori. Custode Giudiziario e professionista delegato alle vendite presso il Tribunale di Roma.
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