09 mag 2022
Diritto di Famiglia

Il cognome del padre al figlio non sarà più automatico: la svolta in Italia

Stop al cognome del padre in automatico ai figli: la Corte costituzionale ha ritenuto questa prassi incostituzionale e ha previsto un importante cambiamento in arrivo.

Salvo circostanze familiari particolari, la maggior parte dei cittadini italiani ha il cognome del padre

La Corte costituzionale, in una nota del 27 aprile 2022 titolata “Illegittime tutte le norme che attribuiscono automaticamente il cognome del padre” ha reso noto di aver analizzato la legittimità costituzionale delle norme relative all’attribuzione del cognome ai figli

La regola per la quale i figli ereditano il cognome del padre un automatico è stata ritenuta discriminatoria

Nello specifico, tale regola è stata considerata lesiva dell’identità del figlio: in relazione al principio di eguaglianza, entrambi i genitori devono poter decidere quale sarà il cognome da dare al figlio


Cognome del padre non più automatico: la decisione della Consulta


La decisione presa dalla Corte costituzionale permetterà dunque ai genitori di scegliere, di comune accordo:

  1. di dare ai figli i cognomi di entrambi i genitori, in base all’ordine concordato;
  2. di scegliere un solo cognome, che potrà essere anche solo quello della madre. 

La Corte ha precisato che la norma precedentemente in vigore era in contrasto con gli articoli 2, 3 e 117, primo comma, della Costituzione della Repubblica italiana. L’illegittimità costituzionale della norma messa in discussione si applica ai figli:


Perché si dà il cognome del padre?


Intanto, è interessante conoscere che il cognome si è diffuso in Europa intorno al XII secolo, quando sorse la necessità di identificare meglio le persone. Il cognome moderno poteva essere: 


La società patriarcale ha considerato automatico che, nell’ipotesi in cui nascesse un figlio, quest’ultimo dovesse prendere il cognome del padre: per questo motivo, la decisione della Corte costituzionale non è solo storica, ma ha un valore altissimo sotto il profilo delle conquiste sociali e della lotta alle differenze tra uomo o donna

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Articolo 262 del Codice civile


La regola che prevedeva l’automatica attribuzione del cognome paterno in Italia fa riferimento all’articolo 262 del Codice civile, nel quale si legge che:

Il figlio assume il cognome del genitore che  per  primo lo ha riconosciuto. Se il riconoscimento è stato effettuato contemporaneamente da entrambi i genitori il figlio assume il cognome del padre

Se la filiazione nei confronti del padre è stata accertata o riconosciuta successivamente al riconoscimento da parte della  madre, il figlio può assumere il cognome del padre aggiungendolo, anteponendolo o sostituendolo a quello della madre

Se la filiazione nei confronti del genitore è stata accertata o riconosciuta successivamente all’attribuzione del cognome da parte dell’ufficiale dello stato civile, si applica il primo e il secondo comma del presente articolo; il figlio può mantenere il cognome precedentemente attribuitogli, ove tale cognome sia divenuto autonomo segno della sua identità personale, aggiungendolo, anteponendolo o sostituendolo al cognome del genitore che per primo lo ha riconosciuto o al cognome dei genitori in caso di riconoscimento da parte di entrambi. 

Nel caso di minore età del figlio, il giudice decide circa l’assunzione del cognome del  genitore, previo ascolto del figlio minore, che abbia compiuto gli anni dodici e anche di età  inferiore ove capace di discernimento.

Stop al doppio cognome: uno smacco al patriarcato


Già nel novembre del 2016, la Corte si era espressa in questa direzione, dichiarando illegittima la regola che prevede l’automatica attribuzione del cognome paterno al figlio legittimo, in presenza di una diversa volontà dei genitori.

Con la sentenza n. 286 del 2016 era stata data la possibilità di poter dare al proprio figlio il doppio cognome, posponendo quello della madre al cognome del padre. Il doppio cognome è entrato dunque a far parte dell’ordinamento italiano con la sentenza della Corte costituzionale appena citata, pubblicata il 21 dicembre del 2016. 

Scopri quali sono i casi in cui è possibile cambiare cognome in Italia

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