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Il mio ex marito è un cattivo pagatore: rischio qualcosa?

Debiti, finanziamenti cointestati e garanzie: quando i problemi finanziari dell’ex marito possono avere conseguenze anche sull’ex moglie.

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  • Il cattivo pagatore è colui che non ha onorato un debito nel rispetto delle scadenze pattuite ed è stato segnalato dalla Banca alla centrale dei rischi.
  • La responsabilità dei debiti è personale e di tipo patrimoniale, con la conseguenza che risponde esclusivamente il debitore con i suoi beni presenti e futuri.
  • L’ex moglie non è responsabile dei debiti del coniuge, salvo i casi di cointestazione, coobbligazione e fideiussione.

La contrazione di un vincolo matrimoniale, anche se dissolto, può continuare ad avere ripercussioni in ambito finanziario. In generale, i problemi finanziari dell’ex coniuge non si trasferiscono automaticamente all’altro ex coniuge. 

La situazione cambia quando esistono finanziamenti cointestati, garanzie personali, debiti condivisi o altri rapporti finanziari ancora in essere.

Se l’ex marito è un cattivo pagatore possono sorgere rischi e conseguenze, che coinvolgono la moglie se risulta una precedente comunione di interessi economici o un qualsiasi collegamento con il coniuge. Vediamo quali sono.

Cosa significa essere un cattivo pagatore

La definizione di cattivo pagatore non ha un riferimento giuridico, ma è una “etichetta” che la Banca può attribuire a un proprio cliente che non ha rispettato le tempistiche stabilite negli accordi contrattuali con particolare riferimento al pagamento delle rate.

Non sussistendo una cornice normativa in grado di definire presupposti e limiti, l’Istituto finanziario può adottare linee guida interne e considerare un soggetto come un cattivo pagatore in modo differente rispetto ad altre situazioni similari, purché nel rispetto del codice deontologico.

In altri termini, la Banca può considerarti un cattivo pagatore anche se il mancato versamento è temporaneo e riguarda qualche mensilità (circa due).

LEGGI ANCHE Cosa succede ai debiti del marito in caso di separazione o divorzio?

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Debiti dell’ex: quali sono i rischi per l’ex moglie 

Nel nostro ordinamento giuridico i debiti “seguono” la persona o meglio il patrimonio del soggetto che li ha contratti. Tale principio – definito comunemente come responsabilità patrimoniale, di cui all’art. 2740 c.c. – stabilisce che il debitore risponde dei suoi debiti con tutti i suoi beni attuali e futuri

La previsione normativa si pone a tutela del creditore, istituendo una forma di garanzia presente e futura per il soggetto che vanta un credito. 

Per espressa previsione normativa, dunque, in linea generale, l’omesso pagamento di un debito personale contratto dal coniuge non ha effetti e conseguenze dirette nei confronti dell’altro coniuge, indipendentemente dalla sussistenza del vincolo di coniugio.

Ciò vuol dire che, se il tuo ex marito contrae un debito perché chiede un prestito personale a questi esclusivamente intestato, in genere, l’azione esecutiva colpisce i suoi beni.

Quando i debiti dell’ex diventano un problema?

La regola generale della responsabilità patrimoniale vale solo ed esclusivamente nel caso in cui l’ex marito è il solo titolare del debito. Nelle ipotesi in cui vi sia un qualsiasi collegamento avente valore giuridico e non meramente fattuale fra l’ex moglie e il debito contratto dal marito, in tal caso, la situazione cambia.

Le ipotesi possono essere molteplici, ma i casi pratici più frequenti si verificano quando il debito non è riconducibile esclusivamente alla sfera del debitore, ma risulta in qualche modo “attribuito” anche alla ex moglie, secondo le regole del titolo, che ha generato l’obbligo di pagamento. Il collegamento fra il debito dell’ex marito e la moglie scatta nelle ipotesi di cointestazione, coobligazione e di fideiussione.

Ti consiglio di leggere anche Riabilitazione creditizia: come tornare a essere un buon pagatore (e come difendersi se qualcuno ha aperto un finanziamento a tuo nome)

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La cointestazione rende la moglie responsabile

Nel caso della cointestazione un contratto di debito (mutuo, finanziamento, prestito, apertura di credito, ecc.), lo stesso risulta intestato a entrambi gli ex coniugi. Ciò comporta che il creditore non si limita a chiedere l’adempimento al solo debitore principale, ma può fare valere il credito nei confronti di ciascun intestatario secondo quanto previsto dal relativo titolo e dalle regole sull’obbligazione plurima.

In concreto, ciò significa che la situazione patrimoniale dell’ex moglie può risultare “agganciata” al debito e, conseguentemente, all’esecuzione del debito del marito, perché il rapporto obbligatorio risulta così riferibile a entrambi i coniugi.

Ne deriva che i provvedimenti esecutivi, come il pignoramento possono colpire lo stipendio (se pignorabile) gli immobili e le quote, che risultano riconducibili anche all’ex moglie

LEGGI pure Pignoramento stipendio: quali sono i limiti?

Responsabilità per coobbligazione

In caso di coobbligazione, il rischio per l’ex moglie di un cattivo pagatore non deriva dalla circostanza che la controparte sia l’ex coniuge, ma dalla posizione di chi è “altro firmatario” o comunque inserito nel titolo lo rende giuridicamente tenuto all’adempimento. 

In altri più specifici termini, quando il rapporto obbligatorio è strutturato in modo da includere più soggetti come responsabili dell’intera prestazione (o di una sua quota rilevante), l’inadempimento di uno non lascia il credito confinato alla sola sfera del debitore principale: il creditore, secondo quanto previsto dal titolo, può rivolgersi anche all’altro coobbligato per ottenere il pagamento.

Per questo, il mancato rispetto delle scadenze da parte dell’ex può tradursi in iniziative di recupero e, se l’azione esecutiva è percorribile e correttamente impostata, può incidere anche sulla parte di patrimonio e sui redditi che risultano nella disponibilità del coobbligato.

Approfondisci con Cosa può pignorare il recupero crediti?

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Fideiussione del coniuge

Altra specifica ipotesi in cui l’ex moglie può rispondere dei debiti dell’ex marito cattivo pagatore si configura nel caso in cui presti garanzia. Il caso classico e più delicato è rappresentato dalla fideiussione.

Si tratta di un contratto di garanzia personale, con cui un soggetto (il fideiussore) si obbliga verso il creditore a garantire l’adempimento di un’obbligazione altrui, rispondendo con il proprio patrimonio in caso di inadempimento del debitore principale (art. 1936 c.c.).

Se hai prestato garanzia (direttamente o indirettamente) a favore del debitore, il mancato pagamento può legittimare l’escussione (cioè la riscossione) della garanzia secondo le condizioni contrattuali e, in concreto, l’avvio di procedure di recupero nei tuoi confronti.

Quali sono gli effetti della segnalazione di cattivo pagatore?

Il mancato pagamento del proprio debito, per un determinato periodo di tempo, comporta la segnalazione alla c.d. centrale rischi (CR). L’effetto di tale denuncia è chiaro e inevitabile: il debitore segnalato è considerato un pagatore inaffidabile e, pertanto, escluso dal mercato del credito

In altri termini, il cattivo pagatore, segnato alla CR, non può più ottenere, prestiti, finanziamenti, mutui e, in casi più gravi, non può disporre di una carta di credito o di un libretto degli assegni.

La Banca, tuttavia, non può procedere con la segnalazione senza avvisarti: circa 15 giorni prima dell’invio della segnalazione alla CR è tenuta a inviarti una comunicazione informativa, con la quale ti offre la possibilità di saldare il tuo debito e risanare la tua posizione debitoria. 

Se hai bisogno di aiuto perché ti trovi in una situazione simile a quella descritta, non esitare a contattare un avvocato per una consulenza legale specializzata.

Ex marito cattivo pagatore – Domande frequenti

L’ex moglie risponde sempre dei debiti contratti dal marito durante il matrimonio?

No. Vale la regola della responsabilità patrimoniale personale (art. 2740 c.c.): risponde solo chi ha sottoscritto il debito, salvo cointestazione, coobbligazione o fideiussione.

Cosa succede se il mutuo è cointestato e l’ex marito non paga le rate?

La banca può rivolgersi anche all’ex moglie per l’intero importo, perché entrambi risultano debitori secondo il titolo del contratto di mutuo.

La fideiussione prestata per il marito si estingue automaticamente con il divorzio?

No, il divorzio non estingue la garanzia. La fideiussione resta valida fino alla scadenza pattuita o alla liberazione concordata con il creditore (art. 1936 c.c.).

Come si può verificare se si è stati segnalati come cattivi pagatori?

Si può richiedere una visura alla Centrale dei Rischi di Banca d’Italia o ai Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) privati a cui la banca aderisce.

Riferimenti normativi

  • art. 2740 c.c. – responsabilità patrimoniale del debitore;
  • art. 1936 c.c. – disciplina della fideiussione;
  • art. 1292 c.c. – obbligazioni solidali, base della coobbligazione;
  • Circolare Banca d’Italia n. 139/1991 – disciplina della Centrale dei Rischi;
  • Codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi creditizi (Provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali) – regola il preavviso e i termini di permanenza delle segnalazioni nei SIC privati.
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Avv. Debora Mirarchi
Esperta in diritto tributario
Laureata all’Università di Bologna, sono iscritta all’Ordine degli Avvocati di Milano dal 2012. Negli anni, ho collaborato con studi operanti nel settore tributario, acquisendo una significativa esperienza nella consulenza nazionale e internazionale, con focus in materia di fiscalità. Unitamente all’esercizio della professione, ho coltivato la passione per la scrittura, collaborando, in qualità di autrice, con le principali riviste specialistiche di settore.
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