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Riabilitazione creditizia: come tornare a essere un buon pagatore (e come difendersi se qualcuno ha aperto un finanziamento a tuo nome)

Una guida pratica sulla riabilitazione creditizia per cancellarsi dalle banche dati, riabilitarsi dopo protesti, ipoteche e procedure concorsuali, e difendersi se qualcuno ha aperto un finanziamento a tuo nome.

riabilitazione creditizia

Essere segnalati come cattivi pagatori può bloccare l’accesso al credito per anni. Niente mutui, niente prestiti personali, niente aperture di conto corrente con affidamento. In alcuni casi, anche la semplice richiesta di un contratto telefonico o di un leasing per l’auto può andare a vuoto.

La segnalazione può avvenire in modi diversi: un ritardo nel pagamento di una rata, un assegno andato a vuoto, una cartella esattoriale non saldata, o – nel caso peggiore – perché qualcuno ha usato i tuoi dati personali per aprire un finanziamento a tuo nome senza che tu lo sapessi.

In tutti questi casi, la riabilitazione creditizia è il percorso legale per ripulire la propria posizione e tornare ad avere pieno accesso al sistema bancario e finanziario. Vediamo come funziona.

Segnalazione come cattivo pagatore: come avviene

Prima di capire come cancellarle le segnalazioni pregiudizievoli ricevute, vale la pena sapere dove si trovano e cosa significano. Crif, Experian, CTC sono le principali Centrali Rischi private (dette anche SIC – Sistemi di Informazioni Creditizie). Raccolgono i dati su finanziamenti, rate non pagate, ritardi. Non sono pubbliche, ma le banche le consultano sistematicamente prima di concedere un credito.

La Centrale Rischi della Banca d’Italia è invece un archivio pubblico che registra le esposizioni debitorie superiori a determinate soglie. Una segnalazione qui è particolarmente grave.

Poi ci sono le pregiudizievoli immobiliari e mobiliari trascritte nei pubblici registri:

  • ipoteche giudiziali: iscritte dal creditore che ha ottenuto una sentenza di condanna, gravano sugli immobili del debitore;
  • pignoramenti: procedure esecutive su beni mobili, immobili o crediti (come lo stipendio);
  • sequestri: misure cautelari o conservative che limitano la disponibilità di un bene;
  • protesti: mancato pagamento di cambiali o assegni, registrati nel Registro Informatico dei Protesti;
  • procedure concorsuali e fallimenti: registrate nel Registro delle Imprese e, dal 2022, nel nuovo sistema telematico del Codice della crisi d’impresa (D.Lgs. 14/2019).

LEGGI ANCHE Chi è segnalato al CRIF può aprire un conto corrente?

cos'è e come funziona la riabilitazione creditizia
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Come funziona la riabilitazione creditizia: le strade percorribili

Non esiste un’unica procedura valida per tutto. Il percorso dipende dal tipo di segnalazione. A seconda del caso, potresti ricorrere a:

  1. la cancellazione dalle Centrali dei Rischi private;
  2. la riabilitazione del protesto;
  3. la cancellazione di ipoteche giudiziali;
  4. l’estinzione di pignoramenti e sequestri;
  5. la riabilitazione delle procedure concorsuali.

1. Cancellazione dalle Centrali Rischi private (Crif, Experian, ecc.)

Le tempistiche di conservazione dei dati sono fissate dal Codice del consumo e dal provvedimento del Garante della Privacy del 2019 (Registro dei trattamenti).

In linea di massima durano:

  • nel caso di ritardi poi regolarizzati: da 12 a 36 mesi dalla regolarizzazione;
  • se si tratta di finanziamenti non rimborsati: fino a 36 mesi dalla scadenza contrattuale o dall’ultimo aggiornamento;
  • nell’ipotesi di richieste di finanziamento non andate a buon fine: 6 mesi.

Se i termini sono scaduti e la segnalazione è ancora presente, si ha diritto alla cancellazione immediata ai sensi del Regolamento UE 2016/679 (GDPR), in particolare degli articoli 17 (diritto all’oblio) e 21 (diritto di opposizione). Si presenta istanza direttamente alla centrale rischi o al finanziatore, e in caso di risposta negativa o silenzio si può ricorrere al Garante per la protezione dei dati personali.

LEGGI ANCHE Quando si cancella un prestito non pagato?

2. Riabilitazione del protesto

Chi ha un protesto a proprio carico può chiedere la riabilitazione al Presidente del Tribunale competente, ai sensi della Legge 235/2000.

Le condizioni richieste dalla norma sono:

  • aver pagato il debito per il quale si è stati protestati;
  • non aver subito altri protesti nei 5 anni precedenti;
  • non aver riportato condanne penali per reati contro il patrimonio o la fede pubblica.

La procedura è un ricorso in Camera di consiglio. Se il giudice accoglie la domanda, il nome viene cancellato dal Registro Informatico dei Protesti gestito dalle Camere di Commercio. I tempi medi variano da qualche settimana a qualche mese.

3. Cancellazione di ipoteche giudiziali

L’ipoteca giudiziale si iscrive automaticamente quando un creditore deposita una sentenza esecutiva nei Registri Immobiliari.

Per cancellarla è necessario:

  • pagare il debito e ottenere dal creditore un atto di consenso alla cancellazione (ex art. 2882 c.c.);
  • oppure, se il credito è prescritto o l’ipoteca ha superato i 20 anni senza rinnovo (art. 2873 c.c.), procedere con una domanda giudiziale di cancellazione.

La cancellazione va poi trascritta presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari competente.

Scopri di più su Ipoteca su un immobile in eredità: è possibile? Analisi giuridico-pratica

4. Estinzione di pignoramenti e sequestri

Il pignoramento si estingue con il pagamento del debito o con l’opposizione all’esecuzione (artt. 615 e 617 c.p.c.), se ci sono vizi formali o sostanziali nella procedura. Il sequestro conservativo si converte in pignoramento se il creditore ottiene sentenza di condanna, oppure decade se il credito viene meno.

5. Riabilitazione nelle procedure concorsuali

Per chi ha attraversato un fallimento (oggi chiamato liquidazione giudiziale dopo la riforma del 2022), la riabilitazione civile è disciplinata dagli artt. 142 e seguenti del D.Lgs. 14/2019. Può essere concessa dal Tribunale dopo che sono trascorsi almeno 3 anni dalla chiusura della procedura e il debitore ha tenuto una condotta corretta.

Scopri di più su Cosa puoi fare se ricevi un avviso di liquidazione dall’Agenzia delle entrate

cos'è la riabilitazione creditizia

Cosa fare se qualcuno ha aperto un finanziamento a tuo nome

L’apertura di un finanziamento con i dati personali di qualcun altro è una situazione sempre più frequente, spesso collegata a furti d’identità, dati rubati online o documenti persi o sottratti. Il meccanismo è semplice ma devastante: qualcuno usa i tuoi dati (nome, codice fiscale, documento d’identità, a volte anche busta paga falsificata) per ottenere un finanziamento, non lo rimborsa, e tu ti ritrovi segnalato in centrale rischi senza aver mai firmato nulla.

Ecco cosa puoi fare se ti dovessi ritrovare in una simile evenienza:

  1. accertare la situazione. Hai diritto a richiedere gratuitamente il tuo report creditizio a tutte le centrali rischi (Crif, Experian, CTC) e alla Centrale Rischi di Banca d’Italia. Questo ti permette di vedere esattamente cosa risulta a tuo nome;
  2. sporgere denuncia penale. Vai alla Polizia Postale o ai Carabinieri e denuncia il fatto come sostituzione di persona (art. 494 c.p.) e falsità in atti (artt. 476 e seguenti c.p.), oltre che eventualmente come truffa (art. 640 c.p.). La denuncia è un passaggio imprescindibile, sia per avviare le indagini, sia perché serve come prova documentale nelle fasi successive;
  3. inviare contestazione formale al finanziatore. Con una diffida stragiudiziale (meglio se redatta da un avvocato), si notifica all’istituto di credito che il contratto è stato stipulato con dati rubati, allegando copia della denuncia. Si chiede la cancellazione immediata della segnalazione e la nullità del contratto per difetto di consenso (art. 1418 c.c.);
  4. ricorrere al Garante della Privacy. Se il finanziatore non cancella la segnalazione entro i termini di legge, si presenta un reclamo al Garante ai sensi dell’art. 77 GDPR. Il Garante può ordinare la cancellazione e irrogare sanzioni all’ente segnalante;
  5. eventuale ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF). L’ABF è un sistema di risoluzione alternativa delle controversie bancarie, gratuito per il consumatore, che può pronunciarsi sull’obbligo di cancellazione della segnalazione. Non richiede un avvocato, anche se è consigliabile farsi assistere;
  6. azione civile per danni. Se la segnalazione ha causato danni concreti (rifiuto di un mutuo, perdita di un’opportunità commerciale, danno alla reputazione), si può agire in giudizio per il risarcimento ai sensi degli artt. 15 GDPR e 2043 c.c.

Quanto tempo ci vuole e cosa aspettarti

Non esiste una risposta univoca. La cancellazione da una centrale rischi privata, se i termini sono scaduti o se c’è stata frode, può avvenire in poche settimane con la procedura giusta. La riabilitazione dal protesto richiede qualche mese di procedura giudiziaria. La cancellazione di un’ipoteca dipende dalla collaborazione del creditore e dai tempi della Conservatoria.

La cosa più importante è non aspettare. Ogni mese di segnalazione non necessaria è un mese in cui non puoi accedere al credito, firmare contratti o presentarti in modo pulito a banche e fornitori.

Se hai dubbi sulla tua situazione, il primo passo è sempre richiedere il proprio profilo creditizio e farlo esaminare da un professionista. Solo con un quadro chiaro si può scegliere la strada più efficace. Una prima consulenza legale a un avvocato specializzato in materia potrebbe essere un buon modo per iniziare.

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Maria Vittoria Simoni
Esperta di diritto penale
Neo laureata in legge, sogna di diventare un giorno magistrato. Nel frattempo, scrive per la redazione di deQuo, condividendo le sue conoscenze giuridiche online.
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