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Ingiunzione di pagamento: significato, tempi e costo

L’ingiunzione di pagamento nel Codice Civile: come funziona e qual è la procedura da seguire, quando è nullo il decreto ingiuntivo, come farlo decadere e cosa succede se non si paga una ingiunzione di pagamento. 

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L’ingiunzione di pagamento, chiamata anche decreto ingiuntivo, è uno strumento che un creditore può utilizzare per ottenere dal debitore quanto gli spetta: nel caso in cui il debitore continuasse a risultare inadempiente, sarà possibile procedere con il pignoramento dei suoi beni.

Si tratta di una delle modalità più efficaci per il recupero crediti poiché consiste in un provvedimento emanato da un Giudice in seguito alla richiesta del soggetto creditore: il debitore ha a sua volta la possibilità di presentare opposizione all’ingiunzione di pagamento nel rispetto dei termini di legge, provocando così l’inizio di una causa civile. 

In questa guida sarà illustrato il funzionamento dell’ingiunzione di pagamento e come difendersi grazie alla procedura di opposizione: per conoscere fin da subito quali sono i tempi e quanto costa l’ingiunzione di pagamento, clicca qui: decreto ingiuntivo, tempi e costi

L’ingiunzione di pagamento nel Codice di Procedura Civile

L’ingiunzione di pagamento è un procedimento di tipo monitorio, poiché permette al creditore di ottenere un titolo esecutivo derivante dall’intervento del Giudice, il quale impilca un ordine formale di procedere con i pagamenti dovuti; è disciplinata dagli articoli 633 e successivi del Codice di Procedura Civile

In particolare, l’articolo 633 c.pc. stabilisce che 

“Su domanda di chi è creditore di una somma liquida di danaro o di una determinata quantità di cose fungibili, o di chi ha diritto alla consegna di una cosa mobile determinata, il giudice competente pronuncia ingiunzione di pagamento o di consegna:

1) se del diritto fatto valere si dà prova scritta;

2) se il credito riguarda onorari per prestazioni giudiziali o stragiudiziali o rimborso di spese fatte da avvocati, cancellieri, ufficiali giudiziari o da chiunque altro ha prestato la sua opera in occasione di un processo;

3) se il credito riguarda onorari, diritti o rimborsi spettanti ai notai a norma della loro legge professionale, oppure ad altri esercenti una libera professione o arte, per la quale esiste una tariffa legalmente approvata.

L’ingiunzione può essere pronunciata anche se il diritto dipende da una controprestazione o da una condizione, purché il ricorrente offra elementi atti a far presumere l’adempimento della controprestazione o l’avveramento della condizione.

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Ingiunzione di pagamento: le prove

Affinché il giudice possa accettare la richiesta del creditore, dovranno essere fornite delle prove. Nello specifico, saranno utili documenti quali un contratto, una fattura, una scrittura privata, un titolo di credito e qualsiasi altro titolo di pagamento dal quale possa risultare un inadempimento da parte del debitore. 

L’ordinanza-ingiunzione di pagamento potrà essere ottenuta soltanto nel caso in cui il credito da recuperare sia:

  • liquido, ovvero facile da quantificare;
  • esigibile, in quanto il termine per il pagamento dovrà essere già scaduto;
  • certo, cioè dimostrabile attraverso la presentazione di prove scritte. 

Prima di procedere con l’ingiunzione di pagamento, è possibile avviare una procedura stragiudiziale, ovvero con la messa in mora: in pratica si dovrà inviare un sollecito di pagamento tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, oppure tramite PEC, al fine di intimare il debitore a rispettare i suoi adempimenti, entro un termine non inferiore a 10 giorni. 

Come funziona l’ingiunzione di pagamento 

Mentre la lettera di messa in mora potrà essere prodotta in autonomia, l’ordinananza-ingiunzione di pagamento prevede l’intervento di un avvocato civilista, che supporterà il creditore nella preparazione della richiesta da trasmettere al Giudice territorialmente competente. 

L’ingiunzione di pagamento è un vero e proprio intervento giudiziale, che consiste in un decreto emesso dal Giudice: il termine ingiunzione indica proprio l’ordine del Giudice di pagare una data somma di denaro, o altre cose fungibili. Al ricorso dovranno essere allegate anche le prove scritte perché è solo in seguito alla presentazione di tali prove che avverrà l’emissione del decreto ingiuntivo

Il Giudice avrà a sua disposizione 30 giorni di tempo per:

  1. procedere con l’emissione dell’ingiunzione di pagamento;
  2. sospendere la richiesta per insufficienza di prove;
  3. rigettare la domanda nel caso in cui manchino le prove scritte. 

Questa fase della procedura avviene senza l’intervento della controparte: l’ingiunzione di pagamento dovrà essere notificata al debitore entro 40 giorni dal suo ottenimento, altrimenti si verificherà la sua decadenza. 

Ingiunzione di pagamento: le conseguenze

Il soggetto debitore potrà scegliere di agire in modi differenti nel momento in cui riceverà la notifica di un’ingiunzione di pagamento. Potrà infatti:

  • pagare i propri debiti entro 40 giorni di tempo e porre così fine alla procedura;
  • non reagire: in questo caso trascorsi i 40 giorni di tempo il provvedimento diventerebbe esecutivo e i suoi beni potrebbero essere pignorati del creditore, o per esempio si potrebbe verificare il pignoramento del quinto dello stipendio (forse potrebbe interessarti anche “Quali sono i beni impignorabili”);
  • opporsi all’ingiunzione di pagamento, sempre nel rispetto del termine di 40 giorni dalla notifica del decreto ingiuntivo. 
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Opposizione ingiunzione di pagamento

Il debitore potrà opporsi contestando l’ammontare della cifra che gli è stata richiesta oppure l’esistenza stessa del debito. In questo caso inizierà una vera e proprio causa civile con l’apertura di un procedimento ordinario di cognizione

Il termine di 40 giorni fissato dalla legge può essere ridotto a 10 giorni o aumentato fino a 60 giorni, ai sensi dell’articolo 641 del codice di procedura civile. L’opposizione all’ingiunzione di pagamento avverrà tramite un atto di citazione.

Decadenza ingiunzione di pagamento

Il decreto ingiuntivo dovrà essere notificato al soggetto debitore entro 60 giorni dal momento in cui è stato depositato in cancelleria, pena la sua decadenza. Il decreto diventa inefficace – dunque si parla di nullità dello stesso – una volta scaduto il termini di 60 giorni nel territorio della Repubblica, e di 90 negli altri casi.

Nell’ipotesi in cui il decreto ingiuntivo sia decaduto per mancanza di notificazione da parte del creditore, il debitore ha diritto a ricevere una nuova ingiunzione di pagamento.

Prescrizione ingiunzione di pagamento

Per quanto riguarda la prescrizione di un’ingiunzione di pagamento, il decreto ingiuntivo va incontro a prescrizione soltanto dopo 10 anni. Trascorsi 10 anni di tempo, dunque, il debito non potrà in nessuno modo essere recuperato, ovvero non sarà possibile richiedere un nuovo decreto ingiuntivo. Di conseguenza, l’ingiunzione di pagamento dopo 5 anni è ancora valida.

Ingiunzione di pagamento: cos’è l’esecuzione provvisoria

Il Giudice ha la possibilità di procedere con l’esecuzione immediata nel caso in cui il credito da recuperare si basi su cambiali, scrittura privata autenticata, atto pubblico, assegni, certificati di liquidazione di borsa

Nell’articolo 642 del codice di procedura civile si legge infatti che la provvisoria esecuzione potrà avvenire laddove “il credito è fondato su cambiale, assegno bancario, assegno circolare, certificato di liquidazione di borsa, o su atto ricevuto da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato”.

In questo caso, il creditore che ottiene dal Giudice l’ingiunzione di pagamento potrà agire subito con il pignoramento, senza dover attendere che siano scaduti i termini per l’opposizione da parte del debitore. 

Ai sensi dell’art. 642 c.p.c, l’esecuzione provvisoria potrà essere concessa anche nel caso in cui un ritardo provochi il pericolo di grave pregiudizio: la scelta è discrezionale e viene presa dal Giudice caso per caso dopo aver analizzato la situazione. Anche in questa ipotesi, il debitore avrà comunque facoltà di opporsi

Ingiunzione di pagamento – Domande frequenti

Cosa succede dopo l’ingiunzione di pagamento?

Il debitore avrà 40 giorni di tempo per opporsi al pagamento di quanto richiesto dal debitore tramite l’ingiunzione di pagamento.

Quanto costa un’ingiunzione di pagamento?

I costi dell’ingiunzione di pagamento variano in relazione alla tipologia di causa: ecco quali sono.

Cosa succede se non si paga una ingiunzione di pagamento?

Per non pagare un’ingiunzione di pagamento, il debitore potrà avviare una causa civile tramite opposizione al decreto ingiuntivo: ecco come. In caso contrario, se non si paga, si rischia il pignoramento dei beni.

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Gregorio Gentile
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Appassionato di scrittura per il web e di diritti dei lavoratori, collabora con la redazione di deQuo per alimentare il suo desiderio di giustizia nel mondo.
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