20 ago 2021
Consulenza

Definizione di interdetto ed effetti della sentenza di interdizione

Quali soggetti rientrano nella definizione di interdetto e quali sono le conseguenze della sentenza di interdizione? Scopriamolo insieme in questa guida, analizzando anche la figura del tutore e i suoi compiti.

Il termine interdetto indica quei soggetti affetti da abituale infermità mentale, i quali non sono più in grado di provvedere ai propri interessi

L’interdizione rientra, assieme all’inabilitazione, tra le misure di protezione dei soggetti deboli, ovvero tra gli strumenti di tutela degli incapaci

Vediamo di seguito come funziona di preciso l’interdizione, disciplinata dagli articoli 414 e successivi del Codice civile. 


Interdetto: chi è


Fanno parte delle persone che possono essere interdette:

  1. i maggiorenni;
  2. i minori emancipati;
  3. il minore che si trova nell’ultimo anno della minore età.

Cos’è l’abituale infermità mentale


Per la giurisprudenza, l’abituale infermità mentale è una condizione che non richiede l’accertamento di una specifica patologia di natura psichica, in quanto è sufficiente un’alterazione delle facoltà mentali dovuta a cause fisiche

L’infermità mentale viene definita abituale se è caratterizzata da uno stato permanente, anche se non continuativo. 

Tale condizione deve essere anche:


interdetto

Effetti dell’interdizione


Una volta appurato che un determinato soggetto non sia assolutamente incapace di provvedere ai propri interessi, dal provvedimento di interdizione deriveranno una serie di effetti

Il primo consiste nella perdita della capacità di agire del beneficiario, sia in relazione agli atti di ordinaria sia a quelli di straordinaria amministrazione. 

Tuttavia, nella sentenza con la quale viene pronunciata l’interdizione, o tramite provvedimenti successivi, può essere data all’interdetto facoltà di occuparsi da solo di alcuni atti di ordinaria amministrazione

Nomina e scelta del tutore


Il passo successivo a quello in cui viene dichiarata l’interdizione è rappresentato dalla nomina di un tutore, il quale potrà essere:

  1. scelto dallo stesso beneficiario, tramite atto pubblico o scrittura privata autenticata;
  2. scelto dal genitore superstite, tramite testamento

Qualora mancassero tali indicazioni, il tutore verrebbe nominato direttamente dal Giudice tutelare, il quale sceglierebbe:


In assenza di tali soggetti, il Giudice sceglierà un’altra persona considerata idonea.

Chi non potrà essere nominato tutore


Di contro, ci sono alcuni soggetti che non potranno essere nominati tutori, ovvero:


interdetto

Compiti del tutore


Tra i compiti principali del tutore di un soggetto interdetto ci saranno la rappresentanza legale, la cura della salute, della pulizia e della sicurezza, l’amministrazione del patrimonio, lo svolgimento di atti di ordinaria e straordinaria amministrazione. 

Rientrano, per esempio, tra gli atti di ordinaria amministrazione:


Atti vietati al tutore


Ai sensi dell’articolo 378 c.c., ci sono alcuni atti vietati al tutore e al protutore. In particolare, l’articolo stabilisce che:

“Il tutore e il protutore non possono, neppure all’asta pubblica, rendersi acquirenti direttamente o per interposta persona dei beni e dei diritti del minore.

Non possono prendere in locazione i beni del minore senza l’autorizzazione e le cautele fissate dal giudice tutelare.

Gli atti compiuti in violazione di questi divieti possono essere annullati su istanza delle persone indicate nell’articolo precedente, ad eccezione del tutore e del protutore che li hanno compiuti.

Il tutore e il protutore non possono neppure diventare cessionari di alcuna ragione o credito verso il minore”.

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