Cosa vuol dire essere iscritto nel registro degli indagati?
Cos'è e come funziona la procedura di iscrizione nel registro degli indagati, chi può accedere ai dati e quali sono i tempi previsti dalla legge.
- L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto formale che segna l’inizio della fase delle indagini preliminari e non costituisce di per sé una dichiarazione di colpevolezza del soggetto coinvolto.
- L’interessato o il suo avvocato possono conoscere l’esistenza di un’iscrizione a proprio carico attraverso la richiesta di un certificato ex art. 335 c.p.p., salvo i casi in cui sia stato disposto il segreto istruttorio.
- La cancellazione dei dati dal registro non è automatica nemmeno in caso di archiviazione, poiché le iscrizioni restano conservate nel sistema informativo della Procura della Repubblica.
Il registro degli indagati – tecnicamente denominato registro delle notizie di reato – è l’archivio digitale in cui il Pubblico Ministero inserisce i dati di chiunque sia sospettato di aver commesso un illecito penale. Ai sensi dell’art. 335 c.p.p., l’obbligo di iscrizione scatta nel momento esatto in cui la notizia di reato arriva in Procura o viene acquisita d’ufficio.
Questo registro non è pubblico. Non puoi consultarlo liberamente come faresti con un albo pretorio o una visura camerale. L’accesso è protetto per tutelare sia la riservatezza della persona coinvolta, sia l’efficacia delle indagini stesse. In termini pratici, l’iscrizione serve a cristallizzare il momento in cui inizia il termine di durata massima delle indagini, che la legge fissa generalmente in 6 mesi o 1 anno a seconda della gravità del reato.
Cosa significa essere iscritti nel registro delle notizie di reato
Essere iscritti significa semplicemente che l’autorità giudiziaria sta svolgendo degli accertamenti per verificare se un fatto specifico costituisca reato e se tu ne sia l’autore. Non equivale a una condanna e non compare nel certificato del casellario giudiziale (quello che solitamente chiedono i datori di lavoro).
Esistono diverse tipologie di registri, comunemente chiamati “modelli”, cioè il:
- modello 21: riguarda le notizie di reato a carico di persone note (il vero registro degli indagati);
- modello 44: relativo a notizie di reato a carico di persone ignote, ovvero quando il fatto è accaduto ma non si sa chi sia il colpevole;
- modello 45: dedicato ai fatti non costituenti reato, dove vengono inseriti esposti che richiedono solo un accertamento preliminare.
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Si riceve una comunicazione ufficiale dell’iscrizione?
Molti credono che, una volta iscritti, si riceva immediatamente una lettera a casa. Non è così. La legge non prevede una notifica automatica dell’iscrizione nel registro degli indagati. Spesso il cittadino lo scopre solo mesi dopo, quando riceve un’informazione di garanzia (art. 369 c.p.p.) perché il PM deve compiere un atto a cui l’avvocato ha diritto di partecipare, come un interrogatorio o un’ispezione.
In molti altri casi, l’indagato viene a conoscenza della sua posizione solo al termine delle indagini, con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari (art. 415 bis c.p.p.). Se le indagini vengono archiviate senza che il PM abbia dovuto compiere atti garantiti, l’interessato potrebbe non sapere mai di essere stato indagato.
Si può consultare il registro degli indagati?
Se hai il sospetto che qualcuno ti abbia denunciato, puoi verificare la tua posizione richiedendo il certificato delle iscrizioni ai sensi dell’art. 335 c.p.p. presso la Procura della Repubblica competente per territorio.
| Aspetto della richiesta | Dettagli operativi |
| Soggetto legittimato | L’indagato, la persona offesa o i rispettivi difensori |
| Costo della procedura | Generalmente gratuita, salvo eventuali diritti di segreteria per le copie |
| Tempi di risposta | Variabili da 2 a 10 giorni lavorativi a seconda della Procura |
| Sanzione per segreto | Se il PM dispone il segreto (fino a 3 mesi), la risposta sarà “non risultano iscrizioni suscettibili di comunicazione” |

Esiste la cancellazione dal registro degli indagati?
Una volta che il tuo nome entra nel sistema, la cancellazione fisica e definitiva non è una procedura ordinaria. Se il procedimento si conclude con un’archiviazione o con una sentenza di assoluzione, questa informazione viene semplicemente annotata accanto al tuo nome.
L’iscrizione rimane comunque nello storico della Procura (il cosiddetto Sici, Sistema Informativo della Cognizione Italiana). Questo accade perché lo Stato deve conservare traccia dell’attività giudiziaria svolta. L’unico modo per ottenere una rimozione dei dati sensibili dai database delle forze di polizia (diverso dal registro di Procura) è presentare un’istanza di aggiornamento o cancellazione al Garante della Privacy o direttamente al centro dati del Ministero dell’Interno, dimostrando che il fatto non sussiste o che è intervenuta una sentenza irrevocabile di assoluzione.
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