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Che cosa si intende per reato? Quali sono gli elementi essenziali? La guida completa

Tutto quello che c’è da sapere sul reato: definizioni, classificazioni e sanzioni con esempi pratici per orientarsi nel sistema giuridico italiano.

reato significato giuridico
  • Il reato è un fatto contrario a una norma penale, colpevole e punibile;
  • È formato da una componente oggettiva (azione o omissione) e soggettiva (dolo, colpa o preterintenzione);
  • Viene punito con pene detentive (arresto, reclusione ed ergastolo) e/o pecuniarie (multa e ammenda).

Il reato è un istituto fondamentale e basilare nell’ordinamento penale. Pur trattandosi di un concetto “familiare”, vi sono alcuni aspetti più tecnici, che non sono sempre chiari.

Il reato ha una dimensione e una rilevanza sociale, poiché ogni norma giudica punisce un determinato comportamento per difendere e tutelare specifici interessi della collettività o del singolo, in gergo definiti beni giuridici – come la vita, la libertà, la proprietà, l’integrità fisica e morale, l’ordine pubblico.

La nozione e, conseguentemente, la disciplina del reato è mutevole. Negli ultimi anni, complici il progresso tecnologico e l’emergenza sociale, abbiamo imparato a conoscere nuove tipologie di reato: si pensi alle truffe online (spoofing) o al reato di femminicidio.

In questa guida trovi una panoramica sul concetto di reato, quindi le basi per approfondire i principali aspetti della responsabilità penale, delle sanzioni e del ruolo del diritto nella tutela dei beni giuridici.

Cosa significa reato

Nel nostro ordinamento, il reato è:

  • un fatto umano, formato da un insieme di elementi oggettivi, che producono un evento contrario a un bene giuridico, cioè un interesse protetto;
  • antigiuridico, ovvero contrario a una norma penale;
  • colpevole, perché commesso con dolo o colpa;
  • punibile con l’applicazione di una pena detentiva o non detentiva.

Per qualificare un atto come reato, è necessario che violi una disposizione penale, poiché, diversamente, in caso di violazione di altre norme non si configura un reato, ma un illecito di altra natura civile o amministrativa. La disciplina del reato è contenuta nel codice penale e nelle leggi speciali.

Affinché un atto sia considerato come reato, devono essere presenti essenzialmente due macro elementi costitutivi, uno avente carattere oggettivo e uno soggettivo.

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Delitti e contravvenzioni: che differenze ci sono

Una distinzione spesso non chiara e confusa è rappresentata dai delitti e dalle contravvenzioni. Entrambi rientrano nel generale (e più ampio) concetto di reato, ma sono caratterizzati da un diverso grado di intensità e gravità.

Per chiarire, semplificando il più possibile, si può affermare che delitti sono i reati più gravi, mentre le contravvenzioni i reati di minore entità.

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cosa è un reato

Co sono gli elementi oggettivi del reato

Per componenti oggettive del reato, ai sensi dell’art. 70 c.p., si intende l’insieme delle circostanze concrete che riguardano il fatto da un punto di vista materiale, ovvero la natura, la specie, i mezzi, l’oggetto, il tempo, il luogo e ogni altra modalità dell’azione o dell’omissione.

Più specificamente, da un punto di vista oggettivo, il reato è composto da:

  • condotta, rappresentata dall’azione (reati commissivi) o omissione (reati omissivi);
  • evento, ovvero l’accadimento cagionato dalla condotta – per esempio la morte nei casi di reato di omicidio o la lesione della reputazione per il reato di diffamazione;
  • rapporto di causalità, consistente nel fatto che l’evento deve essere conseguenza diretta dell’azione o omissione.

A titolo esemplificativo, se a seguito di un incidente stradale si verifica la morte (evento) di un soggetto per mancata assistenza, si configura il reato di omissione di soccorso, di cui all’art. 593, c.p.

Elementi soggettivi del reato: il dolo

Nella categoria degli elementi soggettivi, si ricomprende l’aspetto psichico, ossia lo stato d’animo con il quale l’autore del fatto compie l’azione. Il nostro ordinamento penale, all’art. 43 c.p. individua tre forme della soggettività del reato:

  1. il dolo;
  2. la colpa;
  3. la preterintenzione.

Seguendo una decrescente scala di intensità, la forma più grave di colpevolezza è rappresentata dal dolo. Il dolo è l’elemento soggettivo, che consiste nella volontà cosciente di realizzare un fatto illecito, prevedendone e volendone le conseguenze.

Il reato doloso è, dunque, un reato secondo l’intenzione, perché il soggetto compie l’azione o l’omissione, prevedendo e volendo la realizzazione dell’evento.

Per esempio, nel reato di truffa (art. 640 c.p.), il soggetto attivo finge una diversa identità (poliziotto) per convincere un anziano a consegnargli del denaro.

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definizione e significato del termine reato

Reato colposo: cosa significa

La colpa è una forma più attenuata di responsabilità, rispetto al dolo, che si configura quando l’evento dannoso o pericoloso, descritto dalla norma penale, si verifica per:

  • negligenza, intesa come omesso adempimento di un’azione doverosa (un medico omette di monitorare un paziente nel periodo post-operatorio, nonostante le linee guida lo impongano, causando l’aggravamento delle condizioni e la morte);
  • imprudenza, ovvero la violazione di un divieto assoluto di agire, nel rispetto di determinate modalità (per esempio, un automobilista supera un incrocio a velocità elevata senza rallentare, confidando che non sopraggiungano altri veicoli – in tal caso, agisce senza rispettare le cautele dovute);
  • imperizia, cioè l’inadeguatezza tecnica o professionale dell’agente (un professionista esegue una determinata pratica senza conoscere adeguatamente la normativa applicabile, commettendo errori che potevano essere evitati con una preparazione tecnica adeguata);
  • inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline.

Differenza fra reato doloso e reato colposo

Alla luce degli esempi di cui sopra, semplificando, la differenza fra reato doloso e reato colposo riguarda la volontà, l’intenzione di realizzare l’evento presente nel primo, assente nel secondo. Nel reato doloso l’agente agisce con coscienza e volontà, perché vuole realizzare quello specifico evento descritto dalla norma. Il reato è, invece, colposo se l’agente agisce senza effettivamente volere la realizzazione dell’evento.

Per esempio, il reato di incendio è commesso a titolo di dolo, se una persona appicca il fuoco volontariamente, con la consapevolezza e la volontà di provocare l’incendio, per ottenere un risarcimento dalla compagnia assicurativa.
Il reato di incendio è, invece, colposo se l’incendio è dovuto a imprudenza, perché si è lasciato incustodito un piccolo falò, nella convinzione che si sarebbe spento da solo.

Scopri di più sull’Incendio doloso: come si dimostra il dolo e cosa si rischia

Reato preterintenzionale

Discorso a parte merita la preterintenzione, che rappresenta sempre un elemento soggettivo del reato, come il dolo e la colpa, ma ha caratteristiche particolari. Il reato è preterintenzionale o anche oltre l’intenzione quando dall’azione o dall’omissione si verifica un evento più grave di quello realmente voluto dall’agente.

Un classico esempio è rappresentato dal reato di percosse o il delitto di lesioni preterintenzionali (art. 584 c.p.). Una persona colpisce un’altra con l’intenzione di percuoterla o ferirla leggermente, ma a seguito dei colpi, la vittima muore. L’agente non voleva la morte, ma l’evento letale è conseguenza della condotta volontaria iniziale.

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differenza tra reato e illecito

Pena: tipologie, determinazione ed esecuzione

Il nostro ordinamento punisce il reato con la pena, che può essere di natura detentiva per i reati più gravi, e non detentiva o anche definita pena pecuniaria.

Nella prima categoria rientrano le sanzioni, che incidono sulla libertà dell’autore del reato, limitandola. La pena detentiva, dunque, consiste nella privazione della libertà personale del condannato, obbligandolo a rimanere in un luogo di detenzione.

Le principali pene detentive sono:

  • la reclusione per i delitti, la cui durata è varia e dipende dalla gravità del reato commesso;
  • l’arresto per le contravvenzioni, il quale varia da 5 giorni a 3 anni;
  • l’ergastolo per i delitti più gravi, ovvero il carcere a vita.

Tali pene detentive si scontano in luoghi appositi, come la casa di reclusione o case circondariali (comunemente nota come carcere), o in sezioni speciali.

Oltre alle pene detentive, il nostro ordinamento prevede anche le pene non detentive, che possono essere aggiunte all’applicazione della pena detentiva per i reati più gravi o, in sostituzione di queste, quando il fatto commesso è di minore entità. Le pene non detentive prevista per i reati sono la multa (da 5 euro a 50 mila) e l’ammenda (che va da 20 a 10 mila euro).

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Avv. Debora Mirarchi
Esperta in diritto tributario
Laureata all’Università di Bologna, sono iscritta all’Ordine degli Avvocati di Milano dal 2012. Negli anni, ho collaborato con studi operanti nel settore tributario, acquisendo una significativa esperienza nella consulenza nazionale e internazionale, con focus in materia di fiscalità. Unitamente all’esercizio della professione, ho coltivato la passione per la scrittura, collaborando, in qualità di autrice, con le principali riviste specialistiche di settore.
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