Le nuove regole antincendio dopo il caso Crans-Montana: la Circolare n. 674/2026
Il Ministero dell'Interno, con la Circolare n. 674/2026, detta nuove regole antincendio per bar e ristoranti quando gli stessi diventano locali di pubblico spettacolo. Tutti i dettagli.
- La Circolare n. 674/2026 del Ministero dell’Interno, Dipartimento dei Vigili del Fuoco, ha fissato nuove regole antincendio per bar e ristoranti.
- Gli obblighi in questione si applicano quando bar e ristoranti vengono trasformati in locali di pubblico spettacolo.
- La Circolare Ministeriale specifica anche quali devono essere i compiti degli addetti antincendio e chiarisce che il loro numero deve essere coerente con lo scenario di rischio.
Con la Circolare n. 674/2026, il Ministero dell’Interno, Dipartimento dei Vigili del Fuoco, ha introdotto nuove misure anticendio che i titolari di bar e ristoranti dovranno rispettare nel momento in cui adibiscono gli stessi a locali di pubblico spettacolo.
Queste nuove previsioni nascono dall’esigenza di garantire maggiore certezza giuridica a chi svolge queste attività e più protezione a chi frequenta questi ambienti dopo la vicenda di Crans-Montana, in Svizzera, dove l’incendio di un bar in cui si stava svolgendo la festa di Capodanno ha provocato il tragico bilancio di 40 vittime. In questo articolo ti spiego di quali norme si tratta, quando trovano applicazione e come funzionano.
Quando bar e ristoranti diventano locali di pubblico spettacolo
Nonostante bar e ristoranti non rientrino tra le attività sottoposte ai controlli obbligatori di prevenzione incendi, la Circolare n. 674/2026 specifica che questa esclusione viene meno in due casi specifici:
- integrazione in edifici complessi, nel caso in cui il locale si trovi in strutture già soggette a norme tecniche (per esempio, centri commerciali);
- potenza termica, cioè se vi sono impianti di produzione calore superiori a 116 kW.
In queste circostanze, l’attività deve rispettare gli obblighi formali previsti dal DPR 151/2011.
Approfondisci leggendo Jacques Moretti, il passato e l’arresto dopo la strage di Crans-Montana: cosa rischia ora

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato
- +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
- Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
- Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere
Quando i locali restano un pubblico esercizio
La natura dell’attività non muta (dunque, il locale non esige i requisiti del TULPS e del Decreto 3 agosto 2015) in presenza delle seguenti condizioni per karaoke e musica dal vivo:
- l’attività non si svolge in sale approntate specificamente per esibizioni;
- la capienza è inferiore alle 100 persone.
Il mutamento dell’intrattenimento in attività prevalente altera le disposizioni all’interno del locale e modifica la gestione dell’affollamento. Pertanto, in tali situazioni, occorre il totale riesame della sicurezza antincendio. In altre parole, in presenza di una vera e propria “trasformazione funzionale“, l’attività deve essere riesaminata alla luce del TULPS, nonché delle regole tecniche per i locali di pubblico spettacolo e vanno applicati gli obblighi di prevenzione antincendio del DPR 151/2011.
LEGGI ANCHE: Sanatoria abuso edilizio: quando e come è possibile ottenerla
Il Codice di prevenzione incendi e il Minicodice
Poiché bar e ristoranti non hanno delle specifiche regole tecniche antincendio, per queste attività le misure di sicurezza vengono individuate con la valutazione del rischio incendio, secondo i criteri stabiliti dal Decreto Minicodice (DM 3 settembre 2021).
La Circolare segnala due parametri per l’applicazione del DM 3 settembre 2021:
- il Codice di prevenzione incendi (2015);
- l’allegato I del “minicodice” (per i luoghi di lavoro classificati a basso rischio).
Questa valutazione è relativa specificamente alla sicurezza antincendio, pertanto non va a sostituire la valutazione dei rischi contemplata dal D.lgs. 81/2008.
Scopri di più su Prenotare un tavolo e non andare al ristorante: possono denunciarmi?

DVR e Piano di emergenza
La Circolare n. 674/2026 chiarisce anche la non coincidenza tra DVR e gestione dell’emergenza antincendio. Mentre il Documento di valutazione dei Rischi salvaguarda i lavoratori e tiene conto di fattori quali i rischi professionali, l’organizzazione lavorativa o le mansioni svolte, il Piano di emergenza (DM 2 settembre 2021) prende in considerazione tutti i soggetti presenti nell’attività (dipendenti, visitatori, clienti, ecc.), a prescindere dal loro ruolo.
La Circolare specifica che il datore di lavoro è tenuto ad adottare il Piano di emergenza se:
- sono presenti almeno 10 lavoratori;
- il luogo di lavoro è aperto al pubblico con più di 50 persone presenti contemporaneamente;
- l’attività è soggetta ai controlli del DPR 151/2011.
LEGGI ANCHE: Posso occupare una casa abbandonata?
Qual è il compito degli addetti antincendio
Quanto al ruolo degli addetti al servizio antincendio, di cui al TU salute e sicurezza 2008, secondo la Circolare Ministeriale questi soggetti, oltre a saper utilizzare estintori, sono tenuti a:
- assicurare le corrette condizioni di esercizio;
- gestire l’emergenza;
- tutelare tutti i presenti;
- prevenire comportamenti a rischio.
Il numero degli addetti antincendio deve inoltre essere proporzionato al contesto rischioso.
Ti consigliamo anche Obbligo di aria condizionata nell’ambiente di lavoro: una questione di sicurezza
Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato
- +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
- Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
- Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere
Altro su Diritto Amministrativo
Approfondimenti, novità e guide su Diritto Amministrativo