Mandato di cattura: cos’è, chi lo emette e quando scatta a livello nazionale, europeo e internazionale
Il mandato di cattura è il provvedimento con cui l'autorità giudiziaria dispone l'arresto di una persona: la guida completa su procedura italiana, mandato d'arresto europeo e mandato di cattura internazionale, con i casi Putin, Netanyahu e Maduro.
- Il mandato di cattura in Italia oggi si chiama tecnicamente ordinanza di custodia cautelare ed è disciplinato dal Codice di procedura penale.
- Il mandato d’arresto europeo (MAE) permette la consegna di una persona tra Stati Ue in tempi rapidi, senza la procedura di estradizione ordinaria;
- Il mandato di cattura internazionale della Corte penale internazionale riguarda crimini gravissimi: i casi di Putin e Netanyahu ne sono un esempio recente, mentre la vicenda di Maduro segue un percorso giuridico diverso.
Immagina di leggere sul giornale che la Corte penale internazionale ha emesso un mandato di cattura contro un capo di Stato, oppure che un ricercato viene fermato in un aeroporto italiano grazie a un mandato d’arresto europeo. Sono situazioni diverse, che rispondono a regole diverse. Il termine “mandato di cattura” viene usato nel linguaggio comune per indicare provvedimenti che, dal punto di vista tecnico, hanno nomi e presupposti distinti. Vediamo allora cosa cambia tra i vari istituti e quali garanzie ha una persona indagata o accusata, in Italia e all’estero.
Cos’è il mandato di cattura e perché oggi si chiama diversamente
L’espressione mandato di cattura nasce con il Codice di procedura penale del 1930 (il cosiddetto codice Rocco) e indicava il provvedimento con cui il giudice ordinava l’arresto di un imputato.
Con l’entrata in vigore del Codice di procedura penale del 1988 (approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 447), il termine è stato sostituito da ordinanza di custodia cautelare in carcere, disciplinata dall’articolo 285 del Codice di procedura penale.
La sostanza però resta la stessa: si tratta di un provvedimento restrittivo della libertà personale, emesso prima della sentenza definitiva, per esigenze specifiche legate al procedimento penale in corso. Nel linguaggio giornalistico e comune l’espressione “mandato di cattura” sopravvive ancora, soprattutto quando si parla di provvedimenti che superano i confini nazionali.
Scopri di più su Procedimento penale: cos’è, come funziona e cosa si rischia
Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato
- +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
- Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
- Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere
Chi emette un mandato di cattura in Italia
In Italia la misura cautelare in carcere non la decide la polizia né il pubblico ministero da solo. La richiesta parte dal pubblico ministero, ma la decisione spetta sempre al giudice: il giudice per le indagini preliminari (Gip) nella fase delle indagini, oppure il giudice del dibattimento nelle fasi successive.
Il giudice applica la misura solo se ricorrono tre presupposti, previsti dagli articoli 273 e 274 del Codice di procedura penale:
- gravi indizi di colpevolezza a carico della persona;
- almeno una delle esigenze cautelari: pericolo di fuga, pericolo di inquinamento delle prove, pericolo di reiterazione del reato;
- la misura deve essere proporzionata e adeguata rispetto al fatto contestato, secondo il principio del minor sacrificio possibile per la libertà personale.
La custodia in carcere è la misura più grave tra quelle cautelari e si applica quando le misure meno afflittive, come gli arresti domiciliari o l’obbligo di dimora, non sono sufficienti a fronteggiare il rischio concreto.
LEGGI ANCHE Misure cautelari: cosa sono, tipologie, termini e presupposti

Il mandato d’arresto europeo (MAE): cos’è e quando si applica
A livello Ue esiste uno strumento specifico, pensato per rendere più rapida la cooperazione giudiziaria tra Stati membri: il mandato d’arresto europeo (MAE). In Italia è disciplinato dalla legge 22 aprile 2005, n. 69, che ha recepito la decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio dell’Unione europea.
Il MAE sostituisce, nei rapporti tra Paesi Ue, la tradizionale procedura di estradizione: consente a un’autorità giudiziaria di uno Stato membro di chiedere la consegna di una persona già presente in un altro Stato membro, senza passare per un accordo diplomatico caso per caso.
Il MAE si applica in due situazioni principali, cioè quando serve:
- eseguire una condanna definitiva già pronunciata in un altro Stato Ue;
- sottoporre una persona a un procedimento penale in corso, per reati puniti con pena detentiva di almeno un anno (o, per l’esecuzione della condanna, con pena residua di almeno quattro mesi).
I tempi di decisione sono più stretti rispetto all’estradizione ordinaria: la Corte di appello territorialmente competente decide sulla consegna e, salvo casi particolari, la procedura si chiude nell’arco di poche settimane.
Ti potrebbe interessare Mandato di arresto europeo: che cos’è e come funziona il MAE
Il mandato di cattura internazionale
Quando si parla di mandato di cattura internazionale in senso stretto, il riferimento più corretto è ai mandati d’arresto emessi dalla Corte penale internazionale (CPI), con sede all’Aja, in base allo Statuto di Roma del 1998 (ratificato dall’Italia con la legge 12 luglio 1999, n. 232).
La CPI ha giurisdizione su quattro categorie di reati:
- genocidio;
- crimini contro l’umanità;
- crimini di guerra;
- crimine di aggressione.
L’articolo 58 dello Statuto di Roma prevede che la Camera preliminare emetta il mandato d’arresto su richiesta del procuratore, quando esistono fondati motivi per ritenere che la persona abbia commesso uno dei crimini di competenza della Corte.
Un mandato CPI non ha effetto automatico ovunque nel mondo: vincola solo gli Stati parte dello Statuto di Roma, che si sono impegnati a eseguirlo se la persona si trova sul loro territorio. Per questo la sua efficacia concreta dipende dalla collaborazione degli Stati.
Distinto è il ruolo dell’Interpol, che non emette mandati di cattura ma diffusioni internazionali (le cosiddette red notice): segnalazioni che chiedono alle polizie di tutto il mondo di individuare e, se possibile, fermare una persona ricercata in attesa di estradizione o di altra procedura di consegna.
Il caso Putin
Il 17 marzo 2023 la Camera preliminare II della CPI ha emesso un mandato di arresto nei confronti del presidente russo Vladimir Putin e della commissaria russa per i diritti dei bambini Maria Lvova-Belova, per il crimine di guerra di deportazione illegale di bambini ucraini dai territori occupati alla Federazione Russa, ai sensi degli articoli 8(2)(a)(vii) e 8(2)(b)(viii) dello Statuto di Roma. La Russia non è Stato parte della CPI e ha respinto la validità del provvedimento.
Il caso Netanyahu e Gallant
Il 21 novembre 2024 la Camera preliminare I della CPI ha emesso mandati d’arresto nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dell’allora ministro della Difesa Yoav Gallant, per crimini contro l’umanità e crimini di guerra legati alla condotta delle operazioni militari a Gaza dopo l’8 ottobre 2023. Israele ha impugnato la competenza della Corte, ma i ricorsi sono stati respinti in più fasi, da ultimo dalla Camera d’appello.
Il caso Maduro
Il caso dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro non è assimilabile ai precedenti. Non si tratta di un mandato di cattura della CPI, ma di un procedimento penale statunitense: gli Stati Uniti lo hanno incriminato per narcotraffico e narcoterrorismo, inserendolo nel Narcotics Rewards Program con una taglia arrivata a 50 milioni di dollari. Il 3 gennaio 2026 Maduro è stato catturato in un’operazione militare statunitense e trasferito negli Stati Uniti, dove si trova ancora oggi. È dunque un caso di azione penale interna di uno Stato, non di cooperazione giudiziaria internazionale in senso tecnico.
Ti consigliamo di leggere anche Cos’è e come funziona la Corte Penale Internazionale

Quando scatta un mandato di cattura
In sintesi, il provvedimento scatta quando ricorrono presupposti diversi a seconda del livello:
- a livello nazionale, quando un giudice italiano ritiene sussistenti gravi indizi di colpevolezza e un’esigenza cautelare concreta;
- a livello europeo, quando un’autorità giudiziaria di uno Stato Ue chiede la consegna di una persona già individuata in un altro Stato membro, per reati con soglie di pena minime previste dalla legge;
- a livello internazionale, quando la Corte penale internazionale ritiene sussistenti fondati motivi per contestare genocidio, crimini contro l’umanità, crimini di guerra o crimine di aggressione, e il provvedimento vincola gli Stati che hanno ratificato lo Statuto di Roma.
In ogni caso la persona coinvolta ha diritto a un difensore e, dove previsto, a impugnare il provvedimento davanti a un organo di controllo, come il Riesame in Italia o la Camera d’appello della CPI a livello internazionale.
LEGGI ANCHE Paesi sicuri e protezione internazionale: cosa dice la sentenza della Corte di Giustizia UE
Mandato di cattura – Domande frequenti
No, il MAE si applica solo tra Stati membri dell’Unione europea; fuori dalla Ue serve l’estradizione ordinaria.
No, vincola solo gli Stati che hanno ratificato lo Statuto di Roma e si sono impegnati a eseguirlo.
No, la diffusione Interpol è una segnalazione alle polizie nazionali, non un potere di arresto autonomo.
Riferimenti normativi
- Codice di procedura penale, articoli 273, 274 e 285;
- decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 447;
- legge 22 aprile 2005, n. 69 (attuazione decisione quadro 2002/584/GAI sul mandato d’arresto europeo);
- legge 12 luglio 1999, n. 232 (ratifica dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale);
- Statuto di Roma della Corte penale internazionale, articolo 58.
Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato
- +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
- Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
- Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere
Altro su Guide
Approfondimenti, novità e guide su Guide