19 ott 2020
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Nuove regole coronavirus: il DPCM del 19 ottobre 2020

Quali sono le novità introdotte dal nuovo DPCM 19 ottobre e i diveti in vigore fino al 13 novembre 2020.

Il nuovo DPCM del 19 ottobre 2020





Nella serata del 18 ottobre 2020 è stato approvato un nuovo DPCM: le nuove misure introdotte dal Governo per contenere la seconda ondata di coronavirus entreranno in vigore dal 19 ottobre 2020 e lo resteranno fino al 13 novembre 2020





Il testo definitivo del decreto è stato approvato dopo un lungo confronto del Governo con il Comitato Tecnico-Scientifico e le Regioni: di seguito saranno elencate le nuove restrizioni previste e quali attività sono state momentaneamente risparmiate dalle chiusure. 







DPCM 19 ottobre: cosa cambia per bar e ristoranti





Gli orari di apertura di bar e ristoranti, oltre che di pasticcerie e gelaterie, sono stati leggermente modificati rispetto a quanto previsto dal decreto del 13 ottobre scorso. 





La chiusura delle attività commerciali è stata fissata a mezzanotte, mentre la riapertura dei locali non potrà avvenire prima delle 5:00. A partire dalle ore 18:00 sarà possibile soltanto la consumazione al tavolo: non si potrà dunque consumare in piedi sostando davanti ai locali. 





L’asporto potrà essere effettuato fino a mezzanotte, mentre non sono stati imposti vincoli di orario sulle consegne a domicilio. 





Allo stesso tavolo di un locale potrà sedersi fino a un massimo di 6 persone e il ristoratore avrà il compito di indicare la propria capienza massima, quindi il numero massimo di commensali che potrà ospitare. 





DPCM 19 ottobre




Il decreto introduce un coprifuoco?





Il DPCM emanato dal Governo il 19 ottobre ha scelto di seguire una linea soft affidandosi da un lato alla responsabilità dei cittadini, dall’altro ai poteri in mano ai Sindaci delle varie città. 





In questo momento non è stato imposto alcun coprifuoco a livello nazionale, ma i Sindaci o i Governatori delle varie Regioni avranno la possibilità di chiudere le strade o le piazze, di imporre orari di chiusura anticipati alle attività, di fermare il trasporto pubblico dopo un certo orario nel caso in cui la situazione lo richieda. 





Cosa cambia per le altre attività





Da lunedì 19 ottobre saranno sospese tutte le fiere e le sagre a carattere locale: vengono invece salvate quella nazionali e internazionali. Viene imposta la chiusura di sale giochi e bingo alle ore 21:00, mentre non sono previsti cambiamenti per le attività di parrucchieri e centri estetici. 





In un primo momento resteranno aperte anche le palestre e le piscine: il Governo ha scelto di dare ai gestori la possibilità di applicare le regole anti-covid in modo ferreo, adeguando i propri spazi ai protocolli di sicurezza previsti. 





Se in una settimana non ci sarà senso di responsabilità e rispetto della normativa da parte di gestori e frequentatori di palestre e piscine, è possibile che ne venga decretata la chiusura fino al 13 novembre prossimo. 





DPCM 19 ottobre




I divieti per lo sport





Restano vietati gli sport di contatto e non potranno essere praticate neanche le competizioni di squadra dilettantistiche: potranno svolgersi soltanto gli sport individuali e di squadra riconosciuti dal CONI, dal CIP, ovvero il Comitato italiano paraolimpico, e dalle varie federazioni sportive nazionali. 





Nella pratica, se da un lato si potranno ancora praticare sport quali nuoto, tennis, padel footing e andare in palestra, fino al 13 novembre 2020 saranno invece vietati:









Cosa è previsto per la scuola





La ministra Azzolina ha preferito il mantenimento della scuola in presenza per tutti gli ordini e gradi di istruzione, opponendosi alla richiesta delle Regioni di far tornare parzialmente la didattica a distanza alle superiori. 





Ci sarà maggiore flessibilità in relazione all’orario di ingresso nelle scuole superiori, che non potrà avvenire prima delle 9:00 e con la possibilità di introdurre lezioni anche nel pomeriggio. 





Le Università potranno scegliere come organizzare la didattica: in alcuni Atenei è stato prevista la frequentazione in presenza soltanto per le matricole, mentre gli altri studenti proseguiranno con le lezioni a distanza.





Smart working tra settore pubblico e privato





Il Governo ha imposto che il 75% del personale impiegato nel settore pubblico dovrà svolgere la propria attività lavorativa in smart working e che le riunioni dovranno svolgersi online, in videoconferenza. 





Nel settore privato si raccomanda ai datori di lavoro di favorire lo smart working per tutte quelle attività lavorative che lo possano consentire, per esempio per tutti quei lavori che necessitano di un semplice computer e di una connessione per poter essere svolti. 





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