Vai al contenuto

Provvedimento di espulsione dello straniero: cos’è, tipologie, modalità di esecuzione e come impugnarlo

Cos'è il decreto di espulsione dello straniero? Quanti tipi di espulsione vi sono? Il provvedimento di espulsione può essere impugnato? Ecco tutto quello che devi sapere.

Provvedimento di espulsione dello straniero
  • Con il provvedimento di espulsione viene disposto l’allontanamento dal territorio italiano dello straniero irregolare o socialmente pericoloso.
  • L’espulsione può essere amministrativa (se disposta dal prefetto) o giudiziaria (se disposta dal giudice).
  • L’espulsione con accompagnamento alla frontiera deve essere convalidata dal giudice di pace entro 48 ore.

Il decreto di espulsione è un provvedimento amministrativo o giudiziario italiano che impone l’allontanamento forzato di cittadini extracomunitari o apolidi in caso di ingresso irregolare, permesso scaduto/revocato o motivi di sicurezza. Immediatamente esecutivo, è disposto dal Prefetto (amministrativo) o dal giudice (giudiziario), comportando spesso l’accompagnamento alla frontiera.

L’espulsione con accompagnamento alla frontiera deve essere convalidata dal giudice di pace entro 48 ore e il soggetto espulso non può rientrare in Italia per il periodo stabilito (divieto di reingresso) senza speciale autorizzazione.

Nelle righe che seguono, ti spiego in maniera più approfondita:

  • come funziona il provvedimento di espulsione;
  • cosa comporta;
  • come può essere impugnato.

Cos’è il provvedimento di espulsione

Il decreto di espulsione è un provvedimento con cui lo Stato italiano dispone l’allontanamento dal suo territorio dei cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione Europea e degli apolidi che non hanno titolo per soggiornarvi. L’espulsione si distingue in amministrativa e giudiziaria.

L’espulsione amministrativa è il provvedimento disposto dall’autorità amministrativa, e può essere:

  • ministeriale se disposta dal Ministro dell’Interno nei confronti di stranieri che siano ritenuti pericolosi per l’ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato;
  • prefettizia se disposta dal prefetto nei confronti di stranieri che si trovino in una posizione di soggiorno irregolare;

Le espulsioni giudiziarie sono, invece, i provvedimenti di espulsione disposti dal giudice in conseguenza di procedimenti penali, e si distinguono in:

  1. espulsioni a titolo di misura di sicurezza;
  2. espulsioni a titolo di misura alternativa alla detenzione;
  3. espulsioni a titolo di sanzione sostitutiva alla detenzione.

Ti consigliamo anche: Mattarella boccia il “premio sui rimpatri”: cosa succede ora

Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

1. Cosa sono le espulsioni a titolo di misura di sicurezza

Si tratta delle espulsioni disposte nei confronti dello straniero condannato per uno dei delitti per i quali è previsto l’arresto obbligatorio o facoltativo in flagranza e condannato a pena restrittiva della libertà personale per un delitto contro la personalità dello Stato, anche se si tratta di comunitario.

È, inoltre, prevista l’espulsione dello straniero, anche comunitario, che sia stato condannato a uno dei delitti previsti dal T.U. Immigrazione 286/1998in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope.

Potrebbe interessarti anche: Il carcere e la funzione rieducativa della pena: l’università come strumento di contrasto alla recidiva

2. Cos’è l’espulsione a titolo di misura alternativa alla detenzione

Tale tipologia di espulsione è disposta nei confronti del detenuto straniero, identificato, che deve scontare una pena detentiva, anche residua, non superiore a 2 anni.

La misura si applica anche qualora lo straniero sia entrato nel territorio dello Stato sottraendosi ai controlli di frontiera e trattenendosi senza chiedere il permesso di soggiorno, e che sia considerato socialmente pericoloso ai sensi della legge 27 dicembre 1956 n. 1423.

L’espulsione è disposta dal magistrato di sorveglianza che decide con decreto motivato dopo avere acquisito dagli organi di polizia informazioni sull’identità e la nazionalità dello straniero. Il decreto è comunicato all’interessato che, entro il termine di 10 giorni, può proporre opposizione davanti al tribunale di sorveglianza, che decide entro il termine di 10 giorni.

L’espulsione come misura alternativa alla detenzione non può essere disposta:

  • in caso di condanna per i delitti riguardanti il traffico e lo sfruttamento di stranieri;
  • in caso di condanna per i delitti di cui all’art. 407, comma 2, lett. a) c.p.p., come associazione mafiosa;
  • nei casi di divieto previsti dall’art. 19 del TU Immigrazione (per esempio, donne in stato di gravidanza, minori di anni 18, ecc.).

Leggi anche: Regolamento Rimpatri europeo: cos’è, come funziona e quali rischi comporta per i minori

3. Cos’è l’espulsione a titolo di sanzione sostitutiva alla detenzione

L’espulsione a titolo di sanzione sostitutiva alla detenzione permette al giudice di sostituire pene detentive brevi (non superiori a 2 anni) con l’allontanamento forzato dello straniero irregolare. È eseguita dal questore con accompagnamento immediato alla frontiera e comporta un divieto di rientro non inferiore a 5 anni.

Se lo straniero rientra illegalmente prima di tale termine, la sanzione è revocata, viene ripristinata la detenzione e si applica una sanzione penale per la violazione del divieto.

La misura in questione non può essere disposta:

  • in caso di condanna per delitti di cui all’art. 407, comma 2, lett. a) c.p.p.;
  • in caso di condanna per i delitti riguardanti il traffico e lo sfruttamento di stranieri;
  • nei casi di divieto previsti dall’art. 19 del TU Immigrazione.

Ti consigliamo anche: Il passaggio dalla semidetenzione alle misure sostitutive dopo la riforma Cartabia: dalla semilibertà alla pena pecuniaria

Come viene eseguito il provvedimento di espulsione?

Al provvedimento di espulsione consegue l’obbligo dello straniero di lasciare il territorio nazionale. L’espulsione è eseguita in modo coercitivo attraverso accompagnamento immediato alla frontiera da parte delle forze di polizia, con provvedimento disposto dal Questore. Il decreto va comunicato entro 48 ore al giudice di pace, che, dopo aver fissato un’udienza alla quale devono essere presenti l’espulso e il suo difensore, entro le successive 48 ore provvede o meno alla convalida.

Se il giudice convalida il provvedimento, quest’ultimo diviene esecutivo. Contro il decreto di convalida si può proporre ricorso in Cassazione entro 60 giorni dalla notifica, che, tuttavia, non sospende l’allontanamento dello straniero dal territorio italiano.

Per le espulsioni amministrative può essere concesso un termine compreso tra 7 e 30 giorni per la partenza volontaria, anche mediante programmi di rimpatrio volontario e assistito. In queste circostanze possono essere disposte altre misure, quali la consegna del passaporto e l’obbligo di dimora in un luogo determinato, che vengono adottate con un provvedimento motivato. Quest’ultimo va comunicato entro 48 ore al giudice di pace, che deve provvedere alla convalida nelle 48 ore successive.

Nella maggioranza dei casi, i decreti di espulsione sono, inoltre, accompagnati dal divieto di reingresso nel territorio italiano e degli altri Stati dell’area Schengen per un periodo di tempo determinato. Il divieto di reingresso, infatti, può essere disposto per un periodo di 5 anni riducibile a 3 su richiesta dell’avvocato e su accoglimento del giudice di pace.

Finché non viene definito il procedimento di convalida, il Questore dispone il trattenimento dello straniero in appositi centri di permanenza per i rimpatri. Qualora il trattenimento non possa essere attuato, il Questore può ordinare all’espulso di lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni. Al soggetto espulso, inoltre, si applicano delle sanzioni penali a causa della sua violazione.

Leggi anche: Protocollo di Intesa e CPR in Albania: perché i migranti dovranno tornare in Italia

Il provvedimento di espulsione dello straniero può essere impugnato?

Sì, il provvedimento di espulsione dello straniero può essere impugnato. Il ricorso contro l’espulsione prefettizia va presentato al giudice di pace del luogo in cui è stato emesso il provvedimento, solitamente entro 30 o 60 giorni dalla notifica. Se disposta per motivi di ordine pubblico o di sicurezza nazionale, l’impugnazione va proposta al TAR del Lazio entro 60 giorni.

Anche se il ricorso non sospende automaticamente l’espulsione, che è esecutiva, il giudice può sospenderla in casi particolari. Se il giudice ritiene che l’espulsione è stata emessa in difetto dei presupposti di legge, accoglie il ricorso con decreto motivato e revoca il provvedimento impugnato. In caso di rigetto, l’ordinanza non è appellabile, ma soltanto ricorribile in Cassazione.

L’espulsione a titolo di misura di sicurezza può essere revocata se il giudizio di pericolosità viene meno. L’interessato o il suo difensore possono fare istanza di revoca ex art. 679 c.p.p. e contro i provvedimenti del magistrato di sorveglianza è possibile proporre appello al tribunale di sorveglianza, che non ha effetto sospensivo, salvo che il tribunale disponga altrimenti.

Contro il provvedimento di espulsione come misura alternativa alla detenzione si può fare opposizione di fronte al tribunale di sorveglianza entro 10 giorni dalla comunicazione del decreto allo straniero. L’espulsione come misura sostitutiva alla detenzione, invece, è appellabile con i mezzi ordinari di impugnazione.

Se reputi illegittimo il tuo provvedimento di espulsione dal territorio italiano e desideri impugnarlo, puoi contattare in qualunque momento uno degli avvocati presenti su deQuo.

Potrebbe interessarti anche: Decreto Cutro: perché è in contrasto con il diritto europeo?

Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Immagine profilo autore
Avv. Giuseppina Sgrò
Avvocato Civilista
Avvocato Civilista con competenza in diritto condominiale e locazioni
Cerca
Effettua una ricerca all'interno del nostro blog, tra centinaia di articoli, guide e notizie
Ti serve il parere di un Avvocato sull'argomento?
Prova subito il nostro servizio di consulenza online. Più di 3000 avvocati pronti a rispondere alle tue richieste. Invia la tua richiesta.
Richiedi Consulenza

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter settimanale per ricevere informazioni e notizie dal mondo legal.

Decorazione
Hai altre domande sull'argomento?
Se hai qualche dubbio da risolvere, chiedi una consulenza online a uno dei nostri Avvocati
Richiedi Consulenza

Altro su Diritto Amministrativo

Approfondimenti, novità e guide su Diritto Amministrativo

Leggi tutti
risarcimento danni asl
05 Maggio 2026
La Legge Gelli-Bianco (L. n. 24/2017) regola la responsabilità delle strutture sanitarie pubbliche e stabilisce chi risponde del danno e in che modo. Puoi chiedere il risarcimento per danni biologici, morali e patrimoniali subiti a causa di un errore medico o di un'omissione. Prima di andare in tribunale, devi obbligatoriamente…
abuso edilizio
22 Aprile 2026
Gli abusi edilizi possono essere di varia natura, sia per difformità alle norme urbanistiche che per assenza del titolo. In casi simili, il legislatore ha previsto sia sanzioni amministrative, come la demolizione, sia sanzioni pecuniarie e penali. L’ordinamento prevede due istituti per sanare l’abuso edilizio: il condono edilizio e la…
procura notarile
02 Aprile 2026
La procura notarile è l'atto con cui una persona autorizza un'altra a rappresentarla nel compimento di specifici atti giuridici. Viene utilizzata ogni volta che il diretto interessato non può - o non vuole - essere fisicamente presente alla firma di un atto, e ha bisogno che qualcun altro agisca legalmente…
Nuove regole antincendio per bar e ristoranti
23 Febbraio 2026
La Circolare n. 674/2026 del Ministero dell'Interno, Dipartimento dei Vigili del Fuoco, ha fissato nuove regole antincendio per bar e ristoranti. Gli obblighi in questione si applicano quando bar e ristoranti vengono trasformati in locali di pubblico spettacolo. La Circolare Ministeriale specifica anche quali devono essere i compiti degli addetti…
nuovo condono edilizio 2026
19 Febbraio 2026
Il condono edilizio è uno strumento adottato dal legislatore in presenza di violazione di norme urbanistiche e di edilizia. È stato applicato nel 1985, nel 1994 e nel 2003: ora è attesa una nuova misura tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024.  Il condono edilizio si distingue dalla…
bonus edilizi 2026 quali sono
11 Febbraio 2026
La Legge di bilancio 2026 ha confermato i più importanti bonus edilizi con le medesime detrazioni del 2025. Il Fisco ha stabilito che si può beneficiare di agevolazioni diverse, a condizione che le spese siano riferite a lavori differenti, autonomamente certificabili e contabilizzati. Per accedere ai bonus edilizi occorre sostenere…