Pensione anticipata senza limiti di età: cosa potrebbe cambiare
Si può accedere alla pensione anticipata senza possedere il requisito anagrafico oggi previsto dalla legge? Ecco quali sono gli orientamenti più recenti in base alla valenza dei contributi figurativi.
Abbandonare il lavoro dopo aver versato contributi per 40 anni è oggi una concreta possibilità per molti lavoratori, spesso più accessibile rispetto a quanto avveniva prima. In passato, i mitici 40 anni costituivano il requisito cardine per le pensioni di anzianità, spazzate via dalla riforma Fornero. Dal 2012, con l’avvento delle pensioni anticipate, quella soglia da sola non basta più.
Attualmente, per accedere alla pensione anticipata ordinaria occorrono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Eppure, una serie di pronunce giudiziarie recenti sui contributi figurativi sta rivoluzionando lo scenario, spalancando porte inaspettate a numerosi dipendenti.
Pensione anticipata ordinaria: come funziona
La pensione anticipata ordinaria rappresenta lo strumento che consente di ritirarsi dal lavoro senza vincoli anagrafici, basandosi esclusivamente su una storia contributiva adeguatamente lunga. Questa forma di trattamento pensionistico ha di fatto preso il posto delle abolite pensioni di anzianità, introdotte proprio dalla Fornero per sostituirle.
I parametri odierni prevedono:
- 42 anni e 10 mesi per i maschi;
- 41 anni e 10 mesi per le femmine.
Per lustri, INPS, patronati e esperti previdenziali hanno sostenuto che almeno 35 anni di contributi effettivi – al lordo dei figurativi per malattia o disoccupazione – fossero indispensabili. Le ultime decisioni dei tribunali, tuttavia, hanno ribaltato questa tesi. Tali pronunce stabiliscono che i contributi figurativi derivanti da malattia e disoccupazione valgano pienamente non solo per quantificare l’assegno pensionistico, ma anche per sbloccare il diritto alla pensione stessa. In parole povere: ogni tipo di contributo conta per soddisfare il requisito contributivo.
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Come potrebbe cambiare la pensione anticipata
Queste interpretazioni giurisprudenziali creano opportunità reali per svariati profili professionali. In concreto, un lavoratore con 40 anni di contributi (donne) o 41 anni (uomini) può congedarsi dal posto di lavoro e colmare il gap verso la pensione anticipata sfruttando i contributi figurativi legati alla NASpI.
Ecco il meccanismo in azione: una dipendente che nel 2026 ha accumulato 40 anni di versamenti subisce un licenziamento e beneficia della NASpI. Se ha garantito occupazione ininterrotta negli ultimi quattro anni, può fruire di un’indennità fino a 24 mesi.
In questo intervallo:
- incassa la NASpI;
- si accreditano contributi figurativi pienamente validi per la pensione.
Così facendo:
- da marzo 2026 a febbraio 2028 riceve l’indennità di disoccupazione;
- alla scadenza dei 24 mesi raggiunge i 42 anni di contributi totali.
A quel punto, matura i requisiti per la pensione anticipata ordinaria, magari aspettando solo la finestra mobile o eventuali adeguamenti all’aspettativa di vita.
La svolta epocale risiede proprio qui: in precedenza, in molti paventavano che i contributi figurativi NASpI precludessero il raggiungimento dei fatidici 35 anni “reali”. Grazie alle recenti evoluzioni dottrinali, questo blocco svanisce, consentendo un’uscita dal mercato del lavoro con un anticipo di circa due anni rispetto alle convinzioni consolidate fino a ieri.
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