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Qual è l’età minima per andare in pensione in Italia?

Come funziona oggi il sistema previdenziale in Italia? Qual è l'età minima richiesta ai fini pensionistici? Scopri tutti i dettagli nella nostra guida.

Età minima per andare in pensione
  • La legge Fornero ha sostituito la pensione di anzianità con quella di vecchiaia.
  • La pensione di vecchiaia viene erogata al raggiungimento di specifiche età anagrafiche e con un’anzianità contributiva di almeno 20 anni.
  • In Italia si va in pensione più tardi rispetto agli altri Stati UE principalmente a causa dell’invecchiamento della popolazione e del calo delle nascite.

In questi ultimi anni sono intervenute diverse modifiche legislative che hanno mutato le età e i requisiti per andare in pensione. Nonostante ciò, l’Italia si conferma come l’unico Paese in Europa in cui i lavoratori subiscono un doppio svantaggio: un’età pensionabile più alta e assegni pensionistici più bassi.

Nel sistema previdenziale italiano le strade di accesso alla pensione sono diverse e, in molti casi, sono legate alla gestione previdenziale di appartenenza.

La legge Fornero, con cui si è assistito al passaggio definitivo al sistema contributivo, ha introdotto un meccanismo che lega l’aumento della speranza di vita alla pensione di vecchiaia, abolendo la vecchia pensione di anzianità, cioè quella con 40 anni di contributi a qualsiasi età.

Se sei interessato all’argomento, in questo articolo ti spiego:

  • come funziona attualmente il sistema pensionistico italiano;
  • quali sono i requisiti anagrafici richiesti per la pensione di vecchiaia;
  • cosa cambia rispetto ad altri Paesi europei.

Come funziona il sistema previdenziale italiano

Oggi il sistema previdenziale in Italia prevede:

Ti consigliamo anche: Riforma pensioni 2026: cosa aspettarsi

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Quali sono requisiti per la pensione di vecchiaia

Attualmente, il requisito anagrafico da raggiungere per andare in pensione di vecchiaia è di 67 anni: è molto probabile che ci sarà un aumento, già a partire dal 2027, in quanto ci sarà il solito adeguamento alle speranze di vita, del quale parlerò a breve.

Approfondisci leggendo Quando si può andare in pensione con la vecchiaia?

Alla pensione di vecchiaia, che prevede 20 anni di contributi, si affianca la cosiddetta pensione anticipata, la quale richiedere il possesso di:

  • 42 anni e 1 mese di contributi per gli uomini;
  • 41 anni e 1 mese di contributi per le donne.

La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti, eliminando la finestra mobile di 12 mesi. Sono poi previste delle penalizzazioni per chi accede sotto i 62 anni, che consistono:

  1. nella riduzione permanente dell’1% per ciascun anno di anticipo rispetto ai 62 anni;
  2. nella riduzione del 2% per ciascun ulteriore anno di anticipo.

Leggi anche: Pensione anticipata senza limiti di età: cosa potrebbe cambiare

L’adeguamento alla speranza di vita

L’adeguamento alla speranza di vita è un meccanismo automatico che modifica i requisiti per l’accesso alla pensione in base ai cambiamenti demografici rilevati dall’ISTAT. In pratica, se la vita media aumenta, l’età pensionabile e i contributi richiesti crescono conseguentemente.

Il primo adeguamento risale al 2013 ( pari a 3 mesi). La  Legge di Bilancio 2018 ha modificato il meccanismo di adeguamento, prevedendo:

  • che si dovrà fare riferimento alla media dei valori registrati nei singoli anni del biennio di riferimento, rispetto alla media dei valori registrati nei singoli anni del biennio precedente;
  • che gli adeguamenti (dal 2021) non possono essere superiori a 3 mesi;
  • che eventuali variazioni negative vanno recuperate con gli adeguamenti successivi (attraverso compensazione con gli incrementi che conseguirebbero a tali adeguamenti)
  • l’esclusione dall’adeguamento all’incremento della speranza di vita per la pensione di vecchiaia e quella anticipata, per specifiche categorie di lavoratori addetti a mansioni lavorative usuranti o gravose, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (A.G.O.), alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla Gestione separata INPS.

Leggi anche: A quanto ammonta la pensione minima INPS nel 2026? Rivalutazione importi e calcolo assegno mensile

Perché in Italia l’età della pensione è alta?

Il sistema pensionistico italiano è sovente percepito come penalizzato e insostenibile, un’analisi confermata da dati internazionali che mettono in risalto sfide strutturali, nonostante un’elevata spesa pubblica dedicata.

La situazione si è aggravata in maniera significativa negli ultimi anni per l’andamento demografico, caratterizzato:

  • da un lato, dall’invecchiamento della popolazione, determinato dall’aumento della vita media;
  • dall’altro, da una forte denatalità per cui le giovani generazioni sono sempre meno numerose e versano sempre meno contributi a causa della crisi occupazionale.

Dal 2027 si prevedono, come anticipato, ulteriori aumenti dell’età della pensione. Per esempio, è recentissima la decisione del Governo, secondo cui il prossimo anno occorrerà un mese in più per andare in pensione, il che aggrava ancor di più la situazione.

Differenze con altri Paesi UE

Mentre l’Italia si colloca tra gli Stati europei con l’età legale più alta rispetto alla pensione e assegni pensionistici più bassi, ben diversa e più sostenibile è la situazione in altri Paesi UE, dove si riconosce l’esigenza di flessibilità, gradualità e differenziazione in base alle prestazioni svolte.

Per esempio, in Francia l’età di accesso è stata recentemente portata a 64 anni, mentre in Paesi come Germania e Spagna si prevedono aumenti progressivi verso i 67 anni, tuttavia con tempistiche più dilatate e strumenti di pensionamento anticipato più articolati.

Potresti approfondire leggendo: Perché in Italia si va in pensione “più tardi” rispetto al resto dell’Europa?

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