25 ott 2021
Diritto Penale

Quando si configura il reato di ricettazione?

In cosa consiste il reato di ricettazione, quali sono i casi in cui si configura, qual è la pena prevista su chi è indagato per ricettazione e alcune delle sentenze più recenti in materia.

Il reato di ricettazione è disciplinato all’articolo 648 del Codice penale: si tratta di un delitto contro il patrimonio il cui oggetto è rappresentato da denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto

In queste righe analizzeremo:



Ricettazione: significato


La ricettazione è un reato nel quale si acquista, riceve oppure occulta denaro o cose che provengono da un delitto, oppure ci si intromette nel farle acquistare, ricevere od occultare, al fine di procurare un profitto per sé o per gli altri

Pena


Il reato di ricettazione è disciplinato dall’articolo 648 del Codice Penale, nel quale si legge che: 

“Fuori dei casi di concorso nel reato, chi, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, o comunque si intromette nel farle acquistare, ricevere od occultare, è punito con la reclusione da due ad otto anni e con la multa da euro 516 a euro 10.329.

La pena è aumentata quando il fatto riguarda denaro o cose provenienti da delitti di rapina aggravata ai sensi dell’articolo 628, terzo comma, di estorsione aggravata ai sensi dell’articolo 629, secondo comma, ovvero di furto aggravato ai sensi dell’articolo 625, primo comma, n. 7-bis.

La pena è della reclusione sino a sei anni e della multa sino a euro 516, se il fatto è di particolare tenuità.

Le disposizioni di questo articolo si applicano anche quando l’autore del delitto da cui il denaro o le cose provengono non è imputabile o non è punibile ovvero quando manchi una condizione di procedibilità riferita a tale delitto”. 

ricettazione

Accertamento


Sulla base di quanto affermato dalla Corte di Cassazione in diverse sentenze (esempio: Cass. n. 3211/1999; Cass. n. 4077/1990; Cass. n. 26308/2010), il reato di ricettazione non deve essere necessariamente accertato, poiché la provenienza delittuosa del bene deve desumersi dalla natura del bene stesso e l’autore dello stesso non deve essere necessariamente noto (Cass. n. 9410/1990).

Ne consegue che il delitto presupposto non necessita di un accertamento:


Chi è il soggetto attivo della ricettazione?


Il soggetto attivo del reato di ricettazione può essere chiunque, tranne la persona che ha concorso nel reato presupposto. 

La ricettazione si configura come un reato a forma vincolata, nel quale il reo ha piena consapevolezza della provenienza delittuosa del bene che ha ricevuto, nonostante non conosca di preciso quali siano le circostanze di tempo e luogo del reato presupposto. 

Tale consapevolezza, come confermato dalla pronuncia n. 12704/2012 della Suprema Corte, potrà essere dedotta da qualsiasi elemento, quindi sia quelli diretti sia quelli indiretti, ovvero anche dal semplice comportamento dell’imputato.

Ricettazione e incauto acquisto: che differenza c’è


L’incauto acquisto è disciplinato dall’articolo 712 del Codice penale, titolato Acquisto di cose di sospetta provenienza, nel quale si legge che:

“Chiunque, senza averne prima accertata la legittima provenienza, acquista o riceve a qualsiasi titolo cose, che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per la entità del prezzo, si abbia motivo di sospettare che provengano da reato, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda non inferiore a euro 10.

Alla stessa pena soggiace chi si adopera per fare acquistare o ricevere a qualsiasi titolo alcuna delle cose suindicate, senza averne prima accertata la legittima provenienza”. 

Mentre nel caso della ricettazione il soggetto attivo è consapevole, nell’incauto acquisto, invece, si viene puniti per la propria negligenza, ovvero per non aver verificato prima la provenienza illecita di un dato bene. 

Leggi: “Come funziona la prescrizione di un reato”. 

Ricettazione e furto possono concorrere?


Il reato di furto può essere di certo l’antecedente al reato di ricettazione, quindi la risposta è affermativa: i due reati possono concorrere. 

Si ricorda che il reato di furto è disciplinato dall’articolo 624 del Codice penale, nel quale viene stabilito che:

“Chiunque s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 154 a euro 516.

Agli effetti della legge penale, si considera cosa mobile anche l’energia elettrica e ogni altra energia che abbia un valore economico.

Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra una o più delle circostanze di cui agli articoli 61, n. 7 e 625”.

Leggi: “Cos’è l’appropriazione indebita”. 

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Differenza tra ricettazione e riciclaggio


Il reato di riciclaggio è disciplinato dall’articolo 648-bis c.p., esattamente quello successivo al reato di ricettazione. 

In particolare, il Codice penale stabilisce che:

“Fuori dei casi di concorso nel reato, chiunque sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo; ovvero compie in relazione ad essi altre operazioni, in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da euro 5.000 a euro 25.000.

La pena è aumentata quando il fatto è commesso nell’esercizio di un’attività professionale.

La pena è diminuita se il denaro, i beni o le altre utilità provengono da delitto per il quale è stabilita la pena della reclusione inferiore nel massimo a cinque anni.

Si applica l’ultimo comma dell’articolo 648”. 

Ricettazione: sentenze


Tra le principali sentenze sulla ricettazione, si annoverano:


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