06 nov 2020
Diritto Penale

Appropriazione indebita: cos’è e come ci si difende

Cosa si intende per appropriazione indebita, le pene previste dalla legge, le sentenze e come fare nel caso in cui si volesse querelare chi ha commesso il reato.

Il reato di appropriazione indebita trova disciplina giuridica nell’articolo 646 del Codice penale: di cosa si tratta, quali sono i casi nei quali viene commessa e come funzionano la procedibilità e la prescrizione?





In questa guida analizzeremo nel dettaglio il concetto di appropriazione indebita, che in alcuni casi può essere anche aggravata, con qualche esempio e cosa fare per denunciare qualcuno e ottenere la restituzione di denaro. 







Cos’è l’appropriazione indebita





L’appropriazione indebita è un reato che viene commesso da chiunque si appropri del bene di un soggetto terzo che è in suo possesso, al fine di ricavarne un profitto. Viene punita dall’articolo 646 del Codice penale.





Il soggetto attivo del reato può essere qualsiasi soggetto che sia in possesso materiale di un bene. Il reato commesso è di tipo plurioffensivo in quanto lede:









L’appropriazione indebita può essere commessa da comproprietari, compossessori, coeredi e soci. 





reato di appropriazione indebita




La pena





Nell’articolo 646 del Codice penale si legge che: 





“Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da euro 1.000 a euro 3.000”.





La pena prevista è stata aumentata dal ddl anticorruzione del 2018: prima di allora era prevista la reclusione fino a 3 anni e la multa fino a un massimo di 1.032 euro. Nell’ipotesi in cui il reato venga commesso a titolo di deposito necessario, si verificherà un aumento della pena





La procedibilità 





Per quanto riguarda la procedibilità del reato di appropriazione indebita, è sempre a querela della persona offesa. Il decreto legislativo n. 36 del 2018 ha infatti cancellato l’eccezione per la quale era possibile procedere d’ufficio:









La querela deve avvenire entro un massimo di 3 mesi dal momento in cui si viene a conoscenza del reato. 





L’elemento soggettivo





L’elemento soggettivo è il dolo specifico. Chi commette questo reato ha infatti la volontà:









Il reato si verifica comunque anche nel caso in cui il profitto non venga poi effettivamente conseguito. 





L’appropriazione indebita aggravata





L’appropriazione indebita aggravata si verifica nel caso in cui il reato sia commesso da un soggetto che possedeva il bene a titolo di deposito necessario: è previsto un aumento della pena, ma nell’articolo 646 non viene specificato a quanto ammonta tale incremento. 





Il deposito necessario è quello che non deriva dalla libera scelta, ma da un accadimento non prevedibile, quale per esempio:









reato di appropriazione indebita




La prescrizione





Il reato di appropriazione indebita ha un termine di prescrizione pari a 6 anni, che possono aumentare nel caso in cui ci siano delle interruzioni, sulla base di quanto contenuto nell’articolo 157 del Codice penale. 





Le sentenze





Il delitto di appropriazione indebita si intende consumato nel momento il cui il soggetto si comporta come se fosse l’effettivo proprietario del bene del quale si è appropriato in modo improprio. 





Di seguito saranno riportate alcune delle sentenze più significative della Cassazione in materia. 





Sentenza n. 24857 del 2017





“Il denaro può essere oggetto di interversione nel possesso, e conseguente appropriazione indebita solo quando sia consegnato dal legittimo proprietario, ad altri con specifica destinazione di scopo che venga poi violata attraverso l’utilizzo personale da parte dell’agente; solo ove il mandatario violi quindi il vincolo fiduciario che lo lega al mandante e destini le somme a scopi differenti da quelli predeterminati può integrarsi una condotta di appropriazione indebita. 





Viceversa, ove si sia in presenza della mancata restituzione di somme date o concesse in qualunque forma di prestito, l’inadempimento dell’obbligo non determina l’integrazione della fattispecie delittuosa di cui all’art. 646 c.p.”. 





Sentenza n. 37300 del 2019





“Il più recente orientamento di questa Corte, condiviso dal Collegio, ritiene che il delitto di appropriazione indebita sia reato istantaneo che si consuma con la prima condotta appropriativa, quando l’agente compie un atto di dominio sulla cosa con la volontà espressa o implicita di tenere questa come propria, con la conseguenza che il momento in cui la persona offesa viene a conoscenza del comportamento illecito è irrilevante ai fini della individuazione della data di consumazione del reato e di inizio della decorrenza del termine di prescrizione”.





Come funzione la querela





La querela nei confronti di del reato di appropriazione indebita va presentata entro 3 mesi di tempo dal momento in cui è stato commesso il fatto, presso uno degli uffici delle Forze dell’ordine





Nell’atto di querela si dovranno inserire la descrizione di quanto accaduto, eventuali notizie su chi ha commesso il fatto e le prove delle quali si è in possesso, la chiara manifestazione della propria volontà a far punire il reo, la sottoscrizione dell’atto da parte del querelante e del suo avvocato. 





Una volta ricevuto l’atto, le Forze dell’ordine inizieranno con la verifica del suo contenuto: le indagini potranno avere una durata massima di 6 mesi, ma potranno essere prolungate nel caso in cui dovessero esserci delle difficoltà. 





Al termine delle indagini, il colpevole riceverà una notifica con la quale sarà informato del loro esito e della successiva apertura di un processo.