Posso chiedere la riduzione dell’assegno di mantenimento se nasce un nuovo figlio?
La nascita di un nuovo figlio può comportare, in determinate situazioni, la riduzione dell’assegno di mantenimento a favore dell’ex coniuge e dei figli nati durante il matrimonio. Ecco quando si può farne richiesta e quali sono gli altri casi in cui è possibile la revisione degli obblighi di mantenimento.
- L’assegno di mantenimento può essere ridotto su richiesta dell’ex coniuge obbligato mediante ricorso davanti al Giudice.
- Il richiedente deve dimostrare che sono mutate le condizioni economiche e quindi la sua capacità contributiva per far fronte ai suoi impegni.
- Il soggetto obbligato dovrà fornire idonea documentazione come buste paga o dichiarazioni dei redditi per fornire la prova dei fatti sopravvenute e della sua situazione finanziaria.
Qualora ti stessi chiedendo se in caso di nascita di un nuovo figlio puoi chiedere la riduzione dell’assegno di mantenimento dovuto a favore dell’ex coniuge e dei figli nati durante il matrimonio, sappi che la risposta non è così automatica.
La costituzione di una nuova famiglia non comporta necessariamente la revisione dell’assegno dovuto poiché, in base alle regole del nostro ordinamento, la valutazione del Giudice viene effettuata in termini di equilibrio complessivo e di proporzionalità tra redditi, esigenze e responsabilità genitoriali.
Anche se la giurisprudenza, negli ultimi anni, ha chiarito che la nascita di un nuovo figlio può rappresentare un fatto sopravvenuto idoneo a modificare l’assetto economico precedente, tuttavia, non basta “avere un altro bambino”. Il genitore che chiede la revisione deve dimostrare che il nuovo impegno familiare incida in modo concreto e significativo sulla sua capacità contributiva.
Nascita di un nuovo figlio: quando si può ridurre l’assegno di mantenimento?
Se hai costituito una nuova famiglia dopo aver ottenuto la separazione o di divorzio, la buona notizia, supportata da sentenze della Corte di Cassazione, è questa: potrai rivolgerti all’Autorità Giudiziaria affinché la nuova situazione che si è venuta a creare possa essere sottoposta alla valutazione del Giudice in quanto circostanza potenzialmente idonea ad incidere sulla determinazione dell’importo di mantenimento.
Se sei l’ex coniuge obbligato dovrai dimostrare che tale circostanza incide in maniera significativa sulla possibilità di assolvere con regolarità agli impegni dovuti in quanto impatta sulle tue risorse economiche. Non siamo dunque di fronte ad un automatismo.
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Perché la nascita di un nuovo figlio può essere rilevante
Dopo una separazione o un divorzio, la nascita di un nuovo figlio può incidere sulla misura dell’assegno di mantenimento per i seguenti motivi:
- aumentano le spese ordinarie e straordinarie del genitore obbligato;
- cambia sua capacità contributiva complessiva;
- richiede una redistribuzione delle risorse tra tutti i figli, nel rispetto del principio di parità di trattamento.
La riduzione sarà più probabile quando il reddito del genitore obbligato è medio o basso, il nuovo nucleo familiare non ha altre fonti di reddito, le spese per il nuovo figlio sono documentate e incidono in modo significativo.
Per fare un esempio pratico, immaginiamo che tu abbia uno stipendio fisso di 1.500 euro e sia obbligato a versare 500 euro mensili per due figli. Dopo l’arrivo del terzo figlio dalla nuova compagna, il bilancio familiare diverrà insostenibile. A questo punto il Giudice, verificata la documentazione, potrebbe disporre la riduzione dell’assegno a 350 euro.
Viceversa, la riduzione non ti sarà concessa nel caso in cui il tuo reddito sarà elevato o comunque sufficiente a sostenere entrambi gli impegni. In questo caso, la nascita del nuovo figlio non giustificherà la revisione dell’assegno, così come nel caso tu possa fare affidamento sul reddito della nuova compagna.
L’obiettivo dei Giudici è evitare che la nuova famiglia “penalizzi” i figli della precedente relazione, salvo che la situazione economica renda inevitabile una redistribuzione.
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In quali altri casi è possibile chiedere la revisione dell’assegno di mantenimento
La nascita di un nuovo figlio è solo uno dei possibili eventi che possono giustificare una revisione dell’assegno. La legge richiede sempre un mutamento oggettivo, stabile e rilevante delle condizioni economiche o personali delle parti.
Altri casi frequenti sono:
- la perdita del lavoro;
- l’aumento del reddito dell’altro genitore;
- l’autonomia economica del figlio;
- le nuove esigenze del figlio;
- il matrimonio del genitore obbligato.
Perdita del lavoro o riduzione significativa del reddito
La perdita involontaria del lavoro, una malattia che limita la capacità lavorativa o una riduzione drastica del fatturato (per i professionisti) possono giustificare una revisione.
Per fare un esempio pratico, si pensi ad un artigiano che subisce un calo del 40% del fatturato a causa della chiusura di un cliente importante. Dopo aver documentato la situazione con bilanci e dichiarazioni fiscali, il Giudice decide di ridurre l’assegno da corrispondere.
La perdita del lavoro, però, deve essere incolpevole: se il genitore si licenzia volontariamente, la revisione è quasi sempre negata.
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Aumento del reddito dell’altro genitore
Se il genitore beneficiario ottiene un miglioramento economico rilevante, come nel caso di un nuovo lavoro, un aumento di stipendio, l’arrivo di un’eredità o la convivenza con un partner economicamente stabile che rende possibile la condivisione delle spese e il miglioramento del tenore di vita, l’assegno può essere ridotto.
Se, per esempio, hai iniziato una convivenza stabile con un partner con reddito elevato, le spese della casa potranno essere condivise e il tuo tenore di vita migliorerà. Anche in questo caso, il Giudice potrà disporre la diminuzione dell’assegno.
Autonomia economica del figlio
Anche quando il figlio diventa economicamente autosufficiente, l’assegno può essere ridotto o cessare. Tuttavia, l’autonomia non coincide con un lavoro occasionale: serve un reddito stabile e adeguato.
Non dimentichiamoci tra l’altro che, paradossalmente, la revisione può essere chiesta anche in aumento se le esigenze del figlio crescono (università, attività sportive costose, terapie).
Convivenza o matrimonio del genitore obbligato
La nuova convivenza può incidere sulle spese complessive del nucleo, ma non sempre giustifica una riduzione. Dipende dal contributo economico del nuovo partner. Se siamo di fronte ad importi di reddito elevati, l’assegno potrà anche rimanere invariato.
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Come fare domanda di revisione dell’assegno di mantenimento
Se sei il genitore obbligato per ottenere la riduzione dell’assegno, dovrai presentare istanza al Giudice mediante ricorso al Tribunale competente. Il Giudice valuterà le condizioni economiche di entrambi i genitori, come impatta la nascita di un nuovo figlio e qual è la soluzione più adeguata per il benessere di tutti i figli il cui interesse è sempre considerato una priorità.
La revisione dell’assegno non è una formula matematica: è una valutazione complessiva basata su documenti, bilanci familiari e principi giuridici consolidati. Come sarà effettuata?
Si considerano principalmente:
- la capacità economica di entrambi i genitori;
- le esigenze attuali del figlio;
- il tenore di vita precedente;
- gli eventuali nuovi carichi familiari;
- proporzionalità e ragionevolezza.
La tendenza è verso una valutazione realistica e concreta, che tenga conto della sostenibilità economica complessiva e della necessità di garantire a tutti i figli un trattamento equilibrato.

Come si dimostrano i fatti sopravvenuti
Il genitore che chiede la revisione deve fornire una serie di documenti per dimostrare i requisiti per la revisione. Si tratta di:
- buste paga, dichiarazioni fiscali, bilanci;
- documentazione delle nuove spese;
- certificazioni mediche, se rilevanti;
- prove della convivenza o del nuovo nucleo familiare.
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