14 apr 2021
Consulenza

Silenzio assenso: significato e termini

Cosa si intende per silenzio assenso, quali sono i casi in cui si configura, i termini previsti dalla legge e le possibili eccezioni.

Probabilmente sarà capitato un po’ a tutti di sentire parlare di silenzio assenso, ma siete sicuri di conoscere il suo significato

Nelle prossime righe affronteremo l’argomento dal punto di vista legislativo, analizzandone il funzionamento, i termini e le eccezioni previste


Significato di silenzio assenso


Il silenzio assenso è un meccanismo che permette di ovviare all’inerzia della Pubblica Amministrazione rispetto a una richiesta che è stata inviata dal cittadino

Nella pratica, qualora la risposta non dovesse arrivare, è come se corrispondesse a un sì. Lo stesso principio ha validità anche nel caso in cui la risposta dovesse arrivare in ritardo in quanto ci sono dei termini fissati per legge. 

Nella pratica, però, può anche accadere che il silenzio da parte della PA non sia configurabile come silenzio assenso, ma possa rappresentare:


A questo proposito leggi: “Cosa fa l’avvocato amministrativista“.

silenzio assenso

Quando si configura il silenzio assenso


Il silenzio assenso è previsto dall’articolo 20 della legge n. 241 del 1990, la quale ne delimita i confini. Nello specifico, viene disposto che:

“nei procedimenti a istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi il silenzio dell’amministrazione competente equivale a provvedimento di accoglimento della domanda, senza necessità di ulteriori istanze o diffide, se la medesima amministrazione non comunica all’interessato, nel termine di cui all’articolo 2, commi 2 o 3, il provvedimento di diniego, ovvero non procede ai sensi del comma 2″.

Termini


Come anticipato nelle righe precedenti, il silenzio assenso non scatta in modo automatico, ma una volta che siano trascorsi dei termini ben precisi stabiliti dalla legge. 

In particolare, la Pubblica amministrazione avrà a sua disposizione 30 giorni di tempo per rispondere a un’istanza, i quali diventano 90 giorni nel caso delle amministrazioni che si occupano di:


Eccezioni


Come tutte le regole che si rispettino, anche quella sul silenzio assenso prevede alcune eccezioni. Si tratta dei casi:

  1. in cui venga applicata la disciplina della dichiarazione di inizio attività;
  2. in cui la normativa comunitaria imponga l’adozione dei provvedimenti;
  3. qualora il silenzio abbia il significato di rigetto dell’istanza;
  4. relativi agli atti e ai procedimenti individuati con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la funzione pubblica, e di comune accordo con i Ministri competenti.

silenzio assenso

Vengono esclusi dalla disciplina del silenzio assenso anche i procedimenti e gli atti che riguardano:


Il silenzio assenso è valido tra privati?


Il meccanismo del silenzio assenso è tipico del diritto amministrativo: ciò significa che non potrà regolare in alcun modo i rapporti tra i privati, i quali saranno sempre tenuti a fornire una risposta. 

Nell’ipotesi in cui non si riceva una risposta, i rapporti tra privati si risolvono facendo ricorso alla giustizia e agli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie. 

Silenzio assenso – Domande frequenti


Cosa si intende per silenzio assenso?

Il silenzio assenso è un meccanismo che è stato introdotto al fine di smorzare l’inerzia della Pubblica amministrazione: ecco di cosa si tratta

Quanto tempo deve passare per il silenzio assenso?

I termini del silenzio assenso sono pari a 30 giorni, ma ci sono alcuni casi in cui sono di più: scopri quali sono le tempistiche da rispettare

Cosa si può fare se la pubblica amministrazione non risponde?

Nei casi in cui la pubblica amministrazione non dovesse rispondere, si potrebbe parlare di silenzio assenso, ma si dovrebbe prestare attenzione alle tempistiche: ecco quali sono


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