15 giu 2020
Diritto Penale

Quali sono i delitti contro la Pubblica Amministrazione?

L'elenco dei delitti contro la Pubblica Amministrazione contenuti nel Codice Penale.

Cosa
sono i delitti contro la Pubblica Amministrazione





I delitti contro la Pubblica Amministrazione sono una particolare categoria di delitti presente nel Codice Penale italiano, alla base dei quali vigono i principi costituzionali di buon andamento e imparzialità da parte dei funzionari pubblici e dell’intero apparato statale.





Si trovano nel titolo II del libro II del Codice Penale e si suddividono in due macrocategorie:









Di
seguito saranno elencati tutti i delitti contro la Pubblica
Amministrazione, all’interno della quale rientrano tutte le
amministrazioni statali, le istituzioni scolastiche, gli enti
territoriali, quale le Regioni, le Province e i Comuni, gli enti
pubblici, nazionali e locali, compresi quelli che compongono il
Servizio Sanitario Nazionale.







I
delitti commessi dai pubblici ufficiali





I
delitti contro la Pubblica Amministrazione commessi da funzionari
pubblici o da incaricati di pubblico servizio sono i seguenti:









reati contro pubblica amministrazione quali sono




I
delitti commessi da privati ai danni della Pubblica Amministrazione





Tra i reati comuni, invece, ovvero quelli che possono essere commessi da qualsiasi cittadino contro la Pubblica Amministrazione, ci sono:









Il delitto di peculato





Il reato di peculato si verifica nel momento in cui il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio si appropria del denaro o di altra cosa mobile altrui, dei quali dispone in virtù del suo ufficio o servizio.





Un esempio di peculato consiste nell’utilizzo, per scopi personali, dell’auto o della carta di credito aziendale. Viene punito con la reclusione da 4 anni a 10 anni e 6 mesi. Il caso di peculato d’uso, che si verifica quando il funzionario pubblico si appropria di un bene per farne un uso momentaneo, viene punito con la reclusione dai 3 ai 6 anni.





La malversazione





La malversazione ai danni dello Stato avviene quando “Chiunque, estraneo alla pubblica amministrazione, avendo ottenuto dallo Stato o da altro ente pubblico o dalle Comunità europee contributi, sovvenzioni o finanziamenti destinati a favorire iniziative dirette alla realizzazione di opere od allo svolgimento di attività di pubblico interesse, non li destina alle predette finalità”. I colpevoli sono puniti con la reclusione da 6 mesi a 4 anni.





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La concussione





La concussione si verifica quando il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio abusa delle proprie qualità o poteri per costringere o indurre qualcuno a dare o promettere indebitamente denaro o altre utilità a lui o a un terzo soggetto.





La concussione è un reato proprio poiché può essere commesso soltanto da un funzionario della Pubblica Amministrazione: viene punito con la reclusione da 4 a 12 anni. Un esempio molto noto di concussione è la cosiddetta “mazzetta”.





Le
diverse tipologie di corruzione





Il
reato di corruzione può essere esercitato in modi differenti:









Un altro reato che ha a che fare con la corruzione è quello di istigazione alla corruzione, che si verifica quando si cerca di corrompere qualcuno, ma non ci si riesce: in questo caso specifico, la pena prevista per il reato di corruzione viene ridotta di un terzo.





L’abuso
d’ufficio





Questo reato viene commesso nel momento in cui un pubblico ufficiale o l’incarico di un pubblico servizio produce un danno o un vantaggio di tipo patrimoniale che è in contrasto con le norme di legge o di regolamento: un caso molto comune è quello in cui si affida un incarico lavorativo a un proprio familiare.





In questa evenienza è prevista la reclusione da 1 a 4 anni, ma ci possono essere delle maggiorazioni della pena nei casi più gravi.





Il rifiuto e omissione di atti d’ufficio





Si tratta di due delitti che trovano applicazione nell’articolo 328 del Codice Penale, nel quale si legge che “Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni“.





“Fuori dei casi previsti dal primo comma, il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse non compie l’atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a euro 1.032. Tale richiesta deve essere redatta in forma scritta ed il termine di trenta giorni decorre dalla ricezione della richiesta stessa”.