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Sosta a pagamento oltre i limiti di tempo: quando scatta l’illecito amministrativo?

Quali sono i casi in cui si verifica una violazione del Codice della Strada nel momento in cui si supera il limite di tempo pagato per una sosta? Ecco quali sono i diversi orientamenti elaborati negli anni in Italia.

evasione tariffaria
  • La sosta sulle strisce blu oltre il tempo pagato costituisce illecito amministrativo e non un semplice inadempimento contrattuale, secondo l’orientamento ormai costante della Cassazione.
  • La sanzione si applica ai sensi dell’articolo 7, comma 15 del Codice della Strada, ed è stata riformata dalla Legge 177/2024, che introduce anche una soglia di tolleranza.
  • Un parcometro guasto o privo di lettore per carte non giustifica il mancato pagamento della sosta, come confermato da una recente pronuncia della Suprema Corte.

Può capitare a chiunque: parcheggi in zona blu, paghi il ticket per un’ora e poi, tra una commissione e l’altra, il tempo scappa via. Torni all’auto e trovi la multa sul parabrezza. È legittima? Ti sembra ingiusto pagare come se non avessi versato nulla, quando in realtà il ticket lo avevi acquistato. La risposta non è scontata come sembra, e la giurisprudenza ha impiegato anni per arrivare a un punto fermo. Vediamo insieme come funziona oggi la disciplina della sosta a pagamento e cosa rischia chi supera l’orario pagato.

Cos’è l’evasione tariffaria

Si parla di evasione tariffaria quando un veicolo sosta in un’area a pagamento senza versare la tariffa dovuta, oppure quando la sosta si protrae oltre il tempo per cui è stato pagato il ticket. Le due situazioni, per la Cassazione, sono equiparate: chi non acquista affatto il biglietto e chi lascia scadere quello già pagato commettono la stessa violazione.

Il punto di partenza normativo è l’articolo 7 del Codice della Strada (decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285), che attribuisce ai Comuni il potere di regolamentare la sosta nei centri abitati e di subordinarla al pagamento di una somma. Non si tratta di un contratto tra privati, ma dell’esercizio di un potere pubblico di regolamentazione della circolazione.

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Che differenza c’è tra sosta limitata e sosta regolamentata

Per anni la giurisprudenza ha dovuto distinguere tra due ipotesi diverse, disciplinate da norme differenti:

  • la sosta limitata, permessa per un tempo massimo prestabilito e segnalata con il disco orario, disciplinata dall’articolo 157, comma 6 del Codice della Strada;
  • la sosta regolamentata, quella delle strisce blu vere e proprie, in cui la durata dipende dall’importo versato tramite parchimetro o app, disciplinata invece dall’articolo 7.

Il Tribunale di Treviso, con la sentenza n. 1069/2016, aveva inizialmente escluso la sanzione amministrativa per chi superava il tempo pagato in un’area di sosta regolamentata, qualificando il fatto come mera inadempienza contrattuale. Quella lettura, però, è stata progressivamente superata dalla Cassazione.

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L’orientamento della Cassazione: illecito amministrativo

La svolta arriva con la sentenza n. 16258/2016, in cui la Cassazione afferma che la sosta a pagamento protratta oltre l’orario versato non costituisce inadempimento contrattuale, ma evasione tariffaria sanzionata dall’articolo 7, comma 15 del Codice della Strada. Il principio viene poi ribadito dall’ordinanza n. 14083/2021 e confermato dall’ordinanza n. 7839/2022, entrambe emesse dalla sesta sezione civile.

Secondo questa impostazione, l’obbligo di pagamento della sosta non nasce da un accordo tra privati, ma da un atto di regolamentazione pubblica introdotto per incentivare la rotazione dei veicoli e razionalizzare l’offerta di sosta nei centri urbani. Per questo motivo, chi lascia scadere il ticket viene trattato come chi non lo ha mai acquistato.

Questo orientamento si discosta da alcuni pareri storici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (tra cui il parere n. 2074/2015), secondo cui il protrarsi della sosta oltre il tempo pagato configurava una semplice inadempienza contrattuale nelle sole aree a tempo indeterminato. Finora, però, la giurisprudenza di legittimità si è consolidata nella direzione opposta.

Il parcometro guasto non è una scusante

Una pronuncia più recente della Cassazione, la sentenza n. 3273/2026, ha chiarito un altro aspetto pratico: trovare il parcometro guasto o sprovvisto di lettore per carte e bancomat non giustifica la sosta senza pagamento. I giudici hanno ricordato che l’obbligo di pagamento nasce dalla legge e non da un accordo negoziale, quindi l’automobilista deve comunque attivarsi per pagare – cercando spiccioli nei dintorni, cambiando area di sosta o utilizzando le app comunali convenzionate. L’amministrazione non è tenuta a garantire ogni singolo strumento di pagamento disponibile.

Leggi pure Multa, ammenda e sanzione amministrativa: che differenza c’è?

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Quali sono le novità della Legge 177/2024

La riforma del Codice della Strada, entrata in vigore il 14 dicembre 2024 con la Legge 25 novembre 2024, n. 177, ha modificato in modo significativo proprio l’articolo 7, introducendo un sistema più graduale per le violazioni legate al pagamento insufficiente della sosta.

Il nuovo comma 15 prevede infatti una soglia di tolleranza, che prima non esisteva. In pratica:

  • se l’accertamento avviene entro il 10% del tempo per cui è stata pagata la tariffa, non si applica alcuna sanzione;
  • se avviene oltre il 10% ed entro il 50% del tempo pagato, la sanzione è ridotta del 50%;
  • oltre questa soglia, si applica la sanzione piena, maggiorata di un importo pari alla tariffa dell’intero periodo tariffato del giorno dell’accertamento, per consentire il recupero di quanto non versato.

La riforma ha inoltre introdotto i nuovi commi 14-bis, 14-ter e 14-quater, dedicati al mancato pagamento degli accessi nelle zone a traffico limitato territoriali (ZTLT), con una logica sanzionatoria analoga a quella della sosta a pagamento.

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Quanto costa la multa per sosta oltre i limiti di tempo?

Gli importi previsti dall’articolo 7 del Codice della Strada, dopo la riforma del 2024, sono questi:

  • violazione generica degli obblighi previsti dall’articolo 7: sanzione da 42 a 173 euro;
  • violazione del divieto di circolazione in corsie riservate, aree pedonali o zone a traffico limitato: sanzione da 83 a 332 euro;
  • superamento dei limiti temporali della sosta limitata ai sensi dell’articolo 157, comma 6: sanzione da 26 a 102 euro;
  • evasione tariffaria nella sosta regolamentata, oltre la soglia del 50% del tempo pagato: sanzione piena, maggiorata dell’importo della tariffa giornaliera non corrisposta.

Se la violazione si protrae oltre le 24 ore, la sanzione e la relativa maggiorazione si applicano per ogni periodo di ventiquattro ore in cui la violazione continua.

Chi riceve una multa che ritiene ingiusta – per esempio perché il superamento del tempo pagato rientra nella soglia di tolleranza del 10%, o perché il verbale non indica correttamente l’area di sosta – può proporre opposizione davanti al Giudice di Pace. Prima di agire, però, conviene sempre valutare la situazione con un professionista, perché la disciplina della sosta a pagamento incrocia norme del Codice della Strada, regolamenti comunali e orientamenti giurisprudenziali non sempre uniformi tra loro.

Per questo, in caso di dubbi su un verbale o su un ricorso da presentare, è sempre consigliabile rivolgersi a un avvocato che possa valutare il caso concreto e i termini per l’opposizione.

Sosta a pagamento oltre i limiti di tempo – Domande frequenti

La sosta oltre l’orario pagato è sempre una multa?

Sì, secondo l’orientamento consolidato della Cassazione è un illecito amministrativo, salvo che rientri nella soglia di tolleranza del 10% introdotta dalla riforma del 2024.

Si può fare ricorso contro la multa per evasione tariffaria?

Sì, l’opposizione si propone davanti al Giudice di Pace competente per territorio entro i termini previsti dal verbale.

La sosta limitata con disco orario segue le stesse regole?

No, è disciplinata dall’articolo 157, comma 6 del Codice della Strada, con una sanzione autonoma da 26 a 102 euro.

Riferimenti normativi

  • decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada), articoli 7 e 157;
  • legge 25 novembre 2024, n. 177, recante interventi in materia di sicurezza stradale;
  • Corte di Cassazione, sentenza n. 16258/2016;
  • Corte di Cassazione, ordinanza n. 14083/2021;
  • Corte di Cassazione, ordinanza n. 7839/2022;
  • Corte di Cassazione, sentenza n. 3273/2026.
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Gregorio Gentile
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