02 giu 2021

Sosta a pagamento oltre i limiti di tempo: quando è illecito amministrativo

Quali sono i casi in cui si verifica una violazione del Codice della Strada nel momento in cui si supera il limite di tempo pagato per una sosta? Ecco quali sono i diversi orientamenti elaborati negli anni in Italia.

Cosa succede nei casi in cui ci si trovi in sosta in zona blu e si superi l’orario per il quale è stata pagata la tariffa per sostare? 

Secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione, l’evasione tariffaria è un illecito amministrativo, ma gli orientamenti della giurisprudenza e i pareri dello stesso MIT non si sono sempre mossi in questa direzione.

Vediamo di seguito come funziona l’applicazione delle sanzioni amministrative nei casi di sosta a pagamento oltre i limiti di tempo. 


Parcheggio sulle strisce blu oltre il limite di tempo


La sentenza n. 1069/2016 del Tribunale di Treviso ha disposto che il trasgressore che sosta sulle strisce blu per un tempo maggiore rispetto a quello indicato sul ticket non potrà essere sanzionato per violazione del Codice della Strada

Nella pratica, dovrà semplicemente pagare un sovrapprezzo in modo tale la coprire la sosta extra della quale ha usufruito. Il ricorrente aveva ricevuto una sanzione amministrativa da parte del Comune per la violazione dell’art. 157, commi 6 e 8 del Codice della Strada

Ha così deciso di impugnare la sentenza emessa dal Giudice di Pace al fine di ottenere l’annullamento della multa in quanto la sua permanenza in sosta oltre il tempo pagato rappresentava unicamente una inadempienza contrattuale e non una violazione del CdS. 

Leggi anche: “Cos’è il passo carrabile“.

evasione tariffaria

Differenza tra sosta limitata e sosta regolamentata


A questo proposito, risulta utile introdurre la distinzione tra sosta limitata e sosta regolamentata, sulla quale si è espressa la stessa Cassazione con la sentenza n. 20308/11.

In particolare, è stato precisato che ci sono “due distinte ipotesi, la prima è quella della sosta limitata, permessa, cioè, per un tempo limitato, nel qual caso è fatto obbligo ai conducenti di segnalare in modo chiaramente visibile l’orario di inizio del parcheggio, vale a dire mediante l’esposizione del c.d. disco-orario;

la seconda è quella della sosta regolamentata, che ricorre allorché esista un dispositivo di controllo della durata della sosta, c.d. parchimetro, che è obbligatorio porre in funzione”.

Nel caso della sentenza del Tribunale di Treviso, l’appellante aveva parcheggiato in un’area di sosta regolamentata, per la quale non è previsto un limite massimo della sosta, ma quest’ultima dipende dall’ammontare del ticket pagato. Di conseguenza, non si può applicare l’art. 157, comma 6, CdS.

Quando si verifica la violazione del CdS


La sanzione amministrativa per violazione del Codice della Strada potrà essere applicata:


La nuova sentenza della Cassazione


La sentenza n. 14083/2021 della Corte di Cassazione ha chiarito che l’evasione tariffaria, ovvero la sosta in una zona a pagamento oltre il limite orario pagato e che è indicato nel ticket da esporre sul veicolo, consiste in un illecito amministrativo

Quest’ultimo viene sanzionato ai sensi dell’articolo 7, comma 15 del CdS. In questo caso specifico, è stato fatto riferimento a un’altra sentenza della Cassazione, ovvero la n. 16258/2016, la quale ha stabilito che:

“la sosta a pagamento su suolo pubblico che si protrae oltre l’orario per il quale è stata corrisposta la tariffa non costituisce inadempimento contrattuale, ma illecito amministrativo sanzionato all’art. 7, comma 15, C.d.S. trattandosi di evasione tariffaria in violazione delle prescrizioni della sosta regolamentata introdotte per incentivare la rotazione e razionalizzazione dell’offerta di sosta”. 

Tale decisione appare in contrasto non solo con la sentenza del Tribunale di Treviso, ma anche con quanto affermato in diverse occasione dal Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti.

evasione tariffaria

I pareri del MIT



Il MIT si è espresso con diversi pareti, come per esempio il n. 2074/2015, affermando che nei casi in cui la sosta sia a tempo indeterminato e la cui durata dipenda dal pagamento di un ticket, il suo protrarsi non rappresenta una violazione del CdS, ma un’inadempienza contrattuale

Nei luoghi in cui è stato invece stabilito un limite di sosta al fine di garantire l’alternanza dei veicoli, se si viola tale imposizione dovrà invece essere applicata la sanzione prevista dall’articolo 7, comma 15, 2° periodo del Codice della Strada. 

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