Qual è il nuovo limite di detrazione delle spese veterinarie nel 730?
La legge prevede la possibilità di portare in detrazione, in fase di dichiarazione dei redditi, le spese mediche sostenute per i propri animali domestici: ecco cosa sapere su limite, franchigia e importo.
- Tra le detrazioni alle quali si può accedere al momento della dichiarazione dei redditi ci sono anche quelle relative alle spese veterinarie.
- Chi presenta il modello 730 ha tempo fino al 30 settembre 2026 per inviare la dichiarazione, mentre il modello Redditi Persone Fisiche si può inviare entro il 2 novembre 2026.
- La detrazione prevista è pari al 19% e prevede una franchigia, cioè un importo minimo di spesa superato il quale si ha diritto all’agevolazione.
Le detrazioni fiscali IRPEF sulle spese veterinarie hanno fatto la loro comparsa nel periodo successivo al lockdown, per far sì che i possessori di animali domestici potessero avere un supporto economico per le spese veterinarie, ma anche per la promozione di iniziative di tutela verso gli animali randagi e abbandonati.
Vediamo di seguito per quali spese per i propri animali domestici che sono incluse nelle detrazioni IRPEF, che corrispondono al 19%, quindi quanto si può detrarre per le spese veterinarie e come fare domanda online all’Agenzia delle Entrate.
- Quali sono le regole di detrazione per le spese veterinarie nel 2026?
- Come funziona il rimborso spese veterinarie?
- Detrazioni spese veterinarie: franchigia e calcolo
- Quali sono gli animali ammessi e le spese detraibili?
- Quali sono le detrazioni per l’acquisto del cane guida
- Come inserire le spese veterinarie nel 730/2026
Quali sono le regole di detrazione per le spese veterinarie nel 2026?
Il contributo in questione non è un bonus animali domestici, ma consiste in una detrazione IRPEF al 19% che si può ricevere per una delle seguenti spese legate al proprio animale domestico:
- visite veterinarie specialistiche;
- interventi chirurgici;
- esami in laboratori specializzati;
- spese farmaceutiche.
L’importo massimo del bonus è stato aumentato a 550 euro (in precedenza era pari a 500 euro). Non sono invece previsti limiti ISEE.
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Come funziona il rimborso spese veterinarie?
Solitamente, la detrazione delle spese sanitarie prevede che il pagamento venga effettuato con strumenti di pagamento tracciabili, quali i bonifici.
Nel caso delle spese veterinarie è prevista un’eccezione, ovvero è possibile portare in detrazione le spese relative all’acquisto di farmaci veterinari o delle visite dal veterinario anche nel caso di pagamento in contanti, fermo restando che il medico veterinario dovrà operare in strutture pubbliche o in strutture private accreditate dal SSN.
Nello specifico, sullo scontrino relativo al farmaco acquistato, devono essere indicate le seguenti informazioni:
- la natura del farmaco, che può essere identificato tramite la codifica FV (ovvero farmaco veterinario);
- l’importo speso;
- la quantità e la qualità dei farmaci comprati – quest’ultima deve essere provata dal codice di autorizzazione in commercio.
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Detrazioni spese veterinarie: franchigia e calcolo
Potranno accedere alle detrazioni IRPEF al 19% i contribuenti che:
- hanno la residenza in Italia;
- sono in possesso del certificato di proprietà dell’animale, attestante la sua proprietà legale.
I possessori di cani dovranno presentare il documento di iscrizione all’anagrafe canina.
Il contributo prevede una franchigia pari a 129,11 euro, ovvero una spesa minima sotto la quale non si potranno ricevere detrazioni. Questo importo si dovrà sottratte ai 550 euro di spesa massima stabiliti.
Dunque si avrà che: 550 – 129,11 euro = 420,89 euro. Applicando la detrazione fiscale del 19%, si potrà risparmiare un totale di 80 euro.
Esempi pratici di calcolo
| Spesa sostenuta | Importo da inserire nel 730 | Base di calcolo (- franchigia) | Detrazione IRPEF al 19% |
| 100 euro | 100 euro | 0 euro (sotto franchigia) | 0 euro – nessuna detrazione |
| 200 euro | 200 euro | 70,89 euro | 13,47 euro |
| 300 euro | 300 euro | 170,89 euro | 32,47 euro |
| 450 euro | 450 euro | 320,89 euro | 60,97 euro |
| 550 euro o più | 550 euro (tetto massimo) | 420,89 euro | 79,97 euro (massimo assoluto) |
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Quali sono gli animali ammessi e le spese detraibili?
La normativa ammette alla detrazione le spese sostenute per animali detenuti legalmente a scopo di compagnia o per la pratica sportiva. Rientrano quindi cani, gatti, conigli, criceti, uccelli da compagnia e cavalli da equitazione. Sono invece esclusi gli animali da reddito – bovini, suini, galline – per i quali valgono regole di deducibilità diverse nell’ambito del reddito d’impresa o agricolo.
La tabella seguente riassume le spese ammesse e quelle escluse, con l’indicazione del pagamento richiesto.
| Tipologia di spesa | Detraibile |
| Visite veterinarie e consulenze | Sì |
| Interventi chirurgici e ricoveri in clinica | Sì |
| Esami diagnostici (analisi, radiografie, ecografie) | Sì |
| Farmaci veterinari con AIC (prescritti o da banco) | Sì |
| Antiparassitari con AIC | Sì |
| Prestazioni SSN (cliniche pubbliche) | Sì |
| Mangimi e alimenti (anche terapeutici prescritti) | No |
| Toelettatura, accessori, cucce, trasportini | No |
| Pensione e custodia dell’animale | No |
Quali sono le detrazioni per l’acquisto del cane guida
Oltre alle detrazioni indicate nel paragrafo precedente, è prevista una detrazione per l’acquisto del cane guida: la stessa si potrà ricevere una sola volta nel corso di 4 anni. Si calcola prendendo in considerazione l’importo totale sostenuto.
Più in particolare:
- potrà essere richiesta dalla persona con disabilità o dal familiare di cui è fiscalmente a carico;
- può essere erogata in un’unica soluzione o in 4 rate annuali di pari importo;
- la detrazione spetta unicamente se le spese sono state effettuate con sistemi di pagamento tracciabili.
A ciò si aggiunge anche una detrazione forfettaria delle spese sostenute per il mantenimento del cane guida, il cui unico requisito di accesso è rappresentato dal possesso del cane guida. L’importo è pari a 1.000 euro e spetta unicamente alla persona non vedente – non anche all’eventuale familiare di cui sia fiscalmente a carico.
La detrazione forfettaria:
- spetta a chi ha un reddito complessivo fino a 120.000 euro;
- decresce fino ad azzerarsi per i redditi compresi tra 120.001 e 240.000 euro.
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Come inserire le spese veterinarie nel 730/2026
Le spese veterinarie vanno dichiarate nel Quadro E – Oneri e Spese, sezione I, nei righi da E8 a E10, con il codice spesa 29. L’importo da inserire è la spesa complessiva sostenuta nel 2025, franchigia inclusa: non va sottratta manualmente, perché il software del 730 calcola automaticamente la detrazione sulla parte eccedente. Se le spese superano 550 euro, si inserisce comunque 550 euro come tetto massimo.
Nel 730 precompilato dell’Agenzia delle Entrate, le spese veterinarie trasmesse tramite il Sistema Tessera Sanitaria risultano già caricate nella sezione corretta. Dal 2020, farmacie, cliniche veterinarie e studi professionali trasmettono i dati delle spese al Sistema Tessera Sanitaria, che le riversa automaticamente nel precompilato accessibile dal 30 aprile. Se vuoi aggiungere spese non presenti, clicca su “Modifica” nel rigo E8-E10 e inserisci l’importo aggiuntivo con codice 29, senza superare il tetto di 550 euro.
Ci sono però due situazioni in cui i dati possono mancare o essere incompleti:
- hai pagato la visita in contanti (ammesso solo per i farmaci, non per le visite): la spesa non compare nel precompilato perché non è stata trasmessa al Sistema Tessera Sanitaria;
- la clinica veterinaria non è convenzionata con il Sistema Tessera Sanitaria: alcune strutture private non trasmettono ancora i dati automaticamente.
In entrambi i casi, le spese vanno inserite manualmente nel Quadro E, o portate al CAF che provvede ad aggiungerle. Prima di presentare il precompilato, è sempre opportuno verificare che tutte le fatture e le ricevute dell’anno corrispondano a quanto già caricato.
Se nella CU 2026 del datore di lavoro o dell’INPS compaiono importi con il codice onere 29 nei punti da 341 a 352 – rimborsati o pagati dal datore nell’ambito del welfare aziendale – questi vanno inclusi nel totale delle spese veterinarie dichiarabili.
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Quali sono i documenti da conservare
Il CAF non è tenuto a visionare le ricevute al momento della presentazione del 730, ma il contribuente deve conservarle per cinque anni in caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.
| Tipologia di spesa | Documentazione richiesta |
| Visite veterinarie e interventi | Fattura o ricevuta fiscale intestata al contribuente con codice fiscale + prova del pagamento tracciabile (estratto conto, ricevuta POS o bonifico) |
| Farmaci veterinari | Scontrino parlante con codice fiscale e codice del farmaco, oppure fattura del veterinario. La prescrizione veterinaria non è più necessaria dal 2017 (Risoluzione AE n. 24/E/2017) |
| Esami diagnostici | Ricevuta del laboratorio o della clinica con codice fiscale del proprietario + prova del pagamento tracciabile |
| Prova del possesso legale dell’animale | Per i cani: microchip con iscrizione all’Anagrafe Canina. Per i gatti: libretto sanitario o fattura di adozione/acquisto |
L’ultimo punto è importante: l’Agenzia delle Entrate può richiedere la prova del possesso legale dell’animale. In assenza di questa documentazione, la detrazione può essere disconosciuta in sede di controllo.
Detrazioni spese veterinarie – Domande frequenti
No, in quanto si possono eventualmente portare in detrazione anche le spese effettuate in contanti per l’acquisto di farmaci veterinari o per le prestazioni mediche veterinarie erogate tramite il Sistema Sanitario Nazionale.
Per avere accesso alle detrazioni sulle spese veterinarie si dovrà avere la residenza in Italia ed essere in possesso del certificato di proprietà dell’animale. Non si possono infatti detrarre le spese del familiare a carico convivente in quanto si fa riferimento all’intestatario della fattura.
La detrazione fiscale per l’acquisto in un cane guida spetta una sola volta al disabile non vedente o al suo familiare del quale sia fiscalmente a carico.
Tutti gli animali detenuti legalmente a scopo di compagnia o per la pratica sportiva: cani, gatti, conigli, criceti, uccelli da compagnia e cavalli da equitazione. Sono esclusi gli animali da reddito come bovini, suini e galline.
La franchigia è di 129,11 euro e rimane sempre a carico del contribuente. La detrazione del 19% si calcola solo sulla parte eccedente, fino a un tetto massimo di 550 euro di spesa.
La detrazione massima è di 79,97 euro (circa 80 euro), indipendentemente dal numero di animali posseduti. Il tetto di 550 euro vale per contribuente, non per singolo animale.
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