Iacopo Squillante

Avvocato civilista
14 gen 2023

Trascrivibilità dell’atto di nascita estero di un bambino nato attraverso la pratica della “gestazione per altri”

Maternità surrogata e status filiationis acquisito all'estero: l'intervento delle Sezioni Unite sulla trascrizione dell'atto di nascita.

Con la recentissima sentenza del 30.12.2022 n 38162, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno statuito in ordine alla trascrivibilità in Italia dell’atto di nascita, regolarmente formato in Paese estero, di un bambino nato attraverso la pratica della gestazione per altri, cui aveva fatto ricorso una coppia di cittadini italiani, uniti in matrimonio presso tale Stato estero, con atto successivamente trascritto in Italia nel Registro delle unioni civili.

Al fine di decidere su detta questione, rimessa alle Sezioni Unite siccome di massima e particolare importanza, la Suprema Corte ha premesso che l’ordinamento italiano non consente il ricorso ad operazioni di maternità surrogata.

Infatti l’accordo con il quale una donna si impegna ad attuare e a portare a termine una gravidanza per conto di terzi, rinunciando preventivamente a “reclamare diritti” sul bambino che nascerà, non ha cittadinanza nel nostro ordinamento, che vieta tale pratica in assoluto (art. 12, comma 6, della legge n. 40 del 2004). Il divieto è presidiato dalla reclusione e dalla multa per “chiunque, in qualsiasi forma”, la “realizza, organizza o pubblicizza”.

Ogni qualvolta la surrogazione di maternità è praticata all’estero, la questione dello status del nato da maternità surrogata fuoriesce dal perimetro dell’ordinamento interno e si traduce nel problema del riconoscimento in Italia della genitorialità acquisita al di fuori dei confini nazionali. Si pone il problema del riconoscimento dello status genitoriale ottenuto all’estero in virtù di norme più liberali di quelle italiane in materia di procreazione medicalmente assistita. Entra in campo il limite dell’ordine pubblico internazionale.

Riconoscimento della genitorialità acquisita all’estero


Rispondere al quesito se possa essere riconosciuto lo stato di figlio nei confronti del genitore intenzionale non genetico, è un problema complesso perché alla configurazione della surrogazione di maternità come reato non si accompagna alcuna espressa disposizione normativa sullo status del minore comunque nato da detta pratica in Italia o all’estero.

La Corte costituzionale, nel dichiarare inammissibile la questione di legittimità costituzionale delle norme che non consentono, rispetto al genitore non biologico, la trascrizione dell’atto di nascita del bambino nato all’estero a seguito di un contratto di maternità surrogata, ha invitato il legislatore a disciplinare un procedimento di adozione idoneo a realizzare il superiore interesse del minore e ad instaurare quel legame di filiazione anche con il genitore non biologico all’interno di una coppia omoaffettiva.

Si tratta di materia di particolare rilevanza etico-sociale: è dunque il legislatore rappresentativo a doversi porre quale interprete della coscienza sociale, ad avere le antenne per intercettarla e tradurla in atti normativi. Il legislatore, tuttavia, è rimasto finora inerte.

trascrizione atto di nascita estero

Le Sezioni Unite con la sentenza in rassegna hanno ritenuto che non possa essere seguita la proposta interpretativa avanzata dalla Sezione rimettente della stessa Cassazione e tesa ad escludere il contrasto con l’ordine pubblico, ove la pratica della “gestazione per altri” sia considerata lecita nell’ordinamento di origine, in quanto frutto di una scelta libera e consapevole, revocabile sino alla nascita del bambino e indipendente da contropartite economiche.

Le Sezioni Unite hanno infatti osservato che il legislatore italiano, nel disapprovare ogni forma di maternità surrogata, ha inteso tutelare la dignità della persona umana nella sua dimensione oggettiva, nella considerazione che nulla cambia per la madre e per il bambino se la surrogazione avviene a titolo oneroso o gratuito.

Indipendentemente dal titolo, oneroso o gratuito, e dalla situazione economica in cui versa la madre gestante, la riduzione del corpo della donna ad incubatrice meccanica, a contenitore di una vita destinata ad altri, ne offende la dignità, anche in assenza di una condizione di bisogno della stessa e a prescindere dal concreto accertamento dell’autonoma e incondizionata formazione del suo processo decisionale. Nella maternità surrogata il bene tutelato è la dignità di ogni essere umano, con evidente preclusione di qualsiasi possibilità di rinuncia da parte della persona coinvolta.

Trascrizione atto di nascita nati all’estero tramite maternità surrogata: è legittima?


Le Sezioni Unite hanno inoltre rilevato che concorre a formare l’ordine pubblico internazionale anche il best interest of the child. È un principio, questo, riconducibile agli artt. 2, 30 e 31 della Costituzione italiana che è stato proclamato anche da molteplici fonti internazionali ed europee, a cominciare dall’art. 3 della Convenzione sui diritti del fanciullo, firmata a New York il 20.11.1989 in virtù della quale “In tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, dei tribunali, delle autorità amministrative o degli organi legislativi, l’interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente”.

Le Sezioni Unite hanno pertanto ritenuto che il provvedimento giudiziario straniero non è trascrivibile per un triplice ordine di considerazioni.

i) In primo luogo, perché la non trascrivibilità esprime la legittima finalità di disincentivare il ricorso alla pratica della “maternità surrogata”, che offende la dignità della donna e mina le relazioni umane, assecondando un’inaccettabile mercificazione del corpo, spesso a scapito delle donne maggiormente vulnerabili sul piano economico e sociale.

ii) In secondo luogo, perché va escluso che il desiderio di genitorialità, attraverso il ricorso alla procreazione medicalmente assistita lasciata alla autodeterminazione degli interessati, possa legittimare un presunto diritto alla genitorialità comprensivo non solo dell’an e del quando, ma anche del quomodo.

iii) In terzo luogo, perché il riconoscimento della genitorialità non può essere affidato ad uno strumento di carattere automatico. L’instaurazione della genitorialità e il giudizio sulla realizzazione del miglior interesse del minore non si coniugano con l’automatismo e con la presunzione, ma richiedono una valutazione di concretezza: quella valutazione di concretezza che postula il riscontro del preminente interesse del bambino a continuare, con la veste giuridica dello status, un rapporto di cura e di affettività che, già nei fatti, si atteggia a rapporto genitoriale.

sezioni unite maternita surrogata

Sulla base di tale articolato impianto motivazionale, le Sezioni Unite hanno quindi espresso il seguente principio di diritto:

La pratica della gestazione per altri, quali che siano le modalità della condotta e gli scopi perseguiti, offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane; ciò esclude la automatica trascrivibilità del provvedimento giudiziario straniero, e a fortiori dell’originario atto di nascita, nel quale sia indicato quale genitore del bambino il genitore d’intenzione, oltre al padre biologico, anche se l’atto di nascita è stato formato in conformità della lex loci; che, nondimeno, anche il bambino nato ricorrendo alla gestazione per altri ha un diritto fondamentale al riconoscimento, anche giuridico, del legame sorto in forza del rapporto affettivo instaurato e vissuto con colui che ha condiviso il disegno genitoriale, e che l’ineludibile esigenza di assicurargli i medesimi diritti degli altri bambini è garantita attraverso l’adozione in casi particolari, in quanto, allo stato dell’evoluzione dell’ordinamento, l’adozione rappresenta lo strumento che consente di dare riconoscimento giuridico, con il conseguimento dello status di figlio, al legame di fatto con il partner del genitore genetico che ha condiviso il disegno procreativo e ha concorso nel prendersi cura del bambino sin dal momento della nascita.


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