Bancarotta impropria societaria: cos’è e quali sono le conseguenze
Tutto sulla bancarotta impropria societaria: responsabilità di amministratori, sindaci e liquidatori, operazioni dolose e sanzioni penali.
- Il reato di bancarotta impropria societaria si configura solo nel caso siano responsabili amministratori, direttori generali, sindaci e liquidatori,
- La bancarotta impropria societaria può essere semplice o fraudolenta.
- Il reato il falso in bilancio può rappresentare una modalità attraverso la quale realizzare la bancarotta impropria societaria, ma è in ogni caso una fattispecie diversa.
Nell’attuale contesto economico e societario, le crisi di impresa sono frequenti. Le difficoltà che un imprenditore può incontrare nel suo cammino sono tante a volte risolvibili e altre no. Quando, tuttavia, la situazione di difficoltà è dovuta a scelte imprenditoriali azzardate o anche scorrette, possono emergere responsabilità civili e penali nei confronti di soggetti che, generalmente, ricoprono posizioni apicali.
Ciò in quanto sono tali soggetti, in linea di principio, ad assumere le decisioni e le direttive dell’intera azienda, ma sono anche automaticamente responsabili per atti compiuti da propri collaboratori. In tale contesto, si inserisce il reato di bancarotta impropria societaria, di cui possono essere responsabili non l’imprenditore individuale, ma gli organi societari, come amministratori, direttori generali, sindaci e liquidatori. Vediamo in cosa consiste.
Bancarotta impropria societaria cos’è?
Come anticipato, la bancarotta impropria societaria è un reato previsto dall’attuale Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII- Decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14), entrato in vigore il 15 luglio 2022.
La bancarotta consiste nel compimento di atti finalizzati a sottrarre il proprio patrimonio dalla pretesa dei creditori, con conseguente impossibilità di onorare il proprio debito. Quando tali atti sono commessi non dall’imprenditore ma da altri soggetti, che gestiscono o controllano una società poi dichiarata insolvente, allora si configura la bancarotta impropria o societaria.
Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato
- +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
- Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
- Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere
Bancarotta impropria societaria semplice vs fraudolenta
La bancarotta rappresenta un reato con una struttura ben articolata, poiché si può dividere in diverse categorie, in base alla sussistenza dell’elemento psicologico.
Si può quindi parlare di:
- bancarotta semplice in caso di colpa grave, per esempio, dell’amministratore, che non agisce per nuocere i creditori societari, ma assume decisioni scorrette e superficiali, senza finalità di frodare;
- bancarotta fraudolenta, più grave, che si realizza nei casi di scelta consapevole di alterare il patrimonio o la trasparenza contabile, al fine di compromettere l’interesse dei creditori.
Diverso è anche il trattamento sanzionatorio: la bancarotta semplice è punita con la pena da sei mesi a due anni, mentre la bancarotta fraudolenta è sanzionata con la reclusione da tre a dieci anni.
Scopri di più su Sofferenza bancaria: cos’è, quanto dura, come uscirne

Chi può commettere bancarotta impropria societaria
Il reato di bancarotta impropria societaria può essere commesso da tutti i soggetti che ricoprono posizioni al vertice in una società e che esercitano poteri di direzione.
In particolare, è passibile di responsabilità:
- l’amministratore, anche di fatto, che distragga attivamente parte del patrimonio o che, al contrario, non si attivi per impedire il compimento di fatti dannosi;
- il direttore, il quale può essere considerato responsabile se ha giocato un ruolo attivo ed effettivo nel provocare il dissesto;
- sindaci e organi di controllo, che rispondono principalmente a titolo di concorso, se omettono di assolvere alla loro funzione di vigilanza in ordine alla commissione di irregolarità;
- liquidatore, se omette di fare l’interesse del creditore o di una parte dei creditori a favore di altri, occultando scritture contabili e documentazione rilevante.
Ne deriva, pertanto, che se ricopri una di queste cariche in un contesto societario, devi stare molto attento, perché potresti essere ritenuto responsabile se l’azienda per la quale lavori entra in crisi.
Qual è la differenza tra bancarotta propria e impropria?
La differenza fra la bancarotta propria e bancarotta impropria riguarda il soggetto che commette la condotta punita: la prima è realizzata dall’imprenditore, la seconda dagli atri soggetti, sopra indicati, che gestiscono e controllano la società.
In entrambi i casi, la responsabilità penale è di tipo personale, nel senso che riguarda la società, ma penalmente risponde il soggetto che ha realizzato anche in concorso la condotta punita.
La distinzione, pertanto, non è solo terminologica ma anche sostanziale, poiché consente la corretta ripartizione delle responsabilità in caso di distrazione del patrimonio ai danni dei creditori societari.
LEGGI pure Cos’è l’assunzione del debito altrui e come si fa

Quando si configura il reato di bancarotta impropria societaria
La bancarotta impropria societaria è un reato dalla struttura complessa, poiché necessita di una serie di condizioni per la configurabilità. In particolare, per la responsabilità penale, occorre che la società si trovi nello stato di insolvenza.
Con tale definizione si indica la condizione in cui si trova un soggetto (società) non adempie a una obbligazione (pagamento del debito) nei confronti del creditore, perché non dispone delle risorse necessarie o per impossibilità di procurarsi altri mezzi sufficienti. Si realizza lo stato di insolvenza nei casi di assegni a vuoto o scoperti, chiusura improvvisa delle attività, sfratti ecc.
Lo stato di insolvenza determina la liquidazione giudiziale, ovvero la cessione forzata del patrimonio dell’imprenditore commerciale insolvente, per soddisfare i creditori. Sia lo stato di insolvenza, sia la liquidazione giudiziale rappresentano i presupposti per la configurabilità della bancarotta impropria societaria.
Approfondisci con Come tutelarsi da un prestito ad un amico?
Differenza tra operazione dolosa e cattiva gestione
Le operazioni che possono comportare una responsabilità per il reato di bancarotta impropria societaria sono molteplici e devono essere parametrate al tipo d società e di business che questa svolge. In ogni caso, per configurare il delitto societario, è necessario che le operazioni rischiose siano realizzate con dolo, ovvero con la volontà e l’intenzione, anche a titolo eventuale, di realizzare una distrazione del patrimonio ai danni del creditore.
Ne consegue che, meri atti imprudenti o negligenti, anche dettati dalla poca esperienza come, per esempio, semplici investimenti non andati a buon fine o rivelatisi poi non redditizi o profittevoli per l’azienda, non configurano il reato. In tali casi, infatti, la fattispecie può essere inquadrata come cattiva gestione e non come reato di bancarotta.
Le operazioni dolose che configurano bancarotta impropria sono scelte gestionali consapevoli, che determinano o aggravano il dissesto della società, riducendo la tutela dei creditori, che devono valutarsi caso per caso dal giudice.
Esempi di operazioni dolose di bancarotta impropria
Fermo restando che la dolosità e la rilevanza penale di ogni singola operazione non può essere presunta, occorre un esame approfondito della situazione concreta.
A titolo esemplificativo, si considerano operazioni dolose di bancarotta impropria:
- distrazione di beni societari, come la cessione di immobili ad altre società o utilizzazione di risorse societarie per fini personali;
- finanziamenti a società in costante perdita, cessioni di beni a prezzi molto più bassi del loro valore di mercato;
- contratti simulati e vendite fittizie.
Si tratta, nella sostanza, di operazioni, che celano o alterano la situazione economica e finanziaria della società.
Ti potrebbe interessare Dopo quanti anni va in prescrizione un debito con una finanziaria?

Che differenza c’è tra falso in bilancio e bancarotta impropria societaria
Spesso capita di confondere o non avere chiara la differenza fra il reato di false comunicazioni sociali (più comunemente noto come falso in bilancio) e bancarotta impropria societaria di tipo fraudolento. Si tratta di due reati distinti, anche se, in alcuni casi, il falso in bilancio può rappresentare una modalità attraverso la quale realizzare la bancarotta impropria societaria.
L’art. 223 comma 2 n. 1) della Legge fallimentare (oggi confluito nell’art. 329 del D.Lgs. n. 14/2019) stabilisce infatti la responsabilità penale per amministratori, direttori generali, sindaci e liquidatori di società dichiarate fallite (oggi, in liquidazione giudiziale) per il dissesto della società, ai fini della bancarotta, se hanno commesso un fra i reati previsti dal diritto penale societario, fra cui il reato di false comunicazioni sociali di cui all’art. 2621 c.c.
In tale senso, si è espressa anche di recente la Corte di Cassazione, la quale ha stabilito che integra il reato di bancarotta impropria da reato societario, l’amministratore che espone nel bilancio dati non veri, al fine di occultare l’esistenza di perdite e consentire la prosecuzione dell’attività di impresa in assenza di interventi di ricapitalizzazione o di liquidazione, con conseguente accumulo di perdite ulteriori (Cassazione, 26.2.2025, n. 7816).
Scopri di più su Quando si può fare causa alla banca?
Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato
- +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
- Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
- Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere
Altro su Crisi di impresa
Approfondimenti, novità e guide su Crisi di impresa