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Dopo quanti anni va in prescrizione un debito con una finanziaria?

Può capitare di non poter più pagare il debito contratto una finanziaria. È utile sapere che, anche in questi casi, opera l’istituto giuridico della prescrizione: vediamo cos’è e come funziona.

prescrizione rate finanziamento 5 anni
  • I debiti contratti con una finanziaria si prescrivono generalmente in 10 anni.
  • Le finanziarie, come qualsiasi altro creditore, possono pignorare diversi beni del debitore, entro i limiti previsti dalla legge.
  • Ci sono, però, alcune tipologie di debiti che non vanno incontro a prescrizione.

I debiti con le finanziarie, così come altri tipi di obbligazioni, non rimangono per sempre e sono soggetti a prescrizione, ossia un termine legale oltre il quale il creditore perde il diritto di richiedere il pagamento. Ma cosa significa e quali sono le tempistiche previste per i debiti con le finanziarie? Dopo quanti anni va in prescrizione un debito contratto con una società di questo tipo? Vediamolo.

Legge recupero crediti: cosa prevede

La materia di cui parliamo è quella concernente il recupero crediti, termine sta ad indicare l’insieme delle attività svolte per riscuotere somme di denaro dovute da debitori che non hanno rispettato i termini di pagamento. Si tratta di un processo che può essere gestito internamente da un’azienda o affidato a società specializzate o studi legali.

Modifiche significative al tema del recupero crediti sono state introdotte dal Decreto Legislativo 110/2024, noto anche come Decreto Riscossione, il cui obiettivo è stato quello di riformare la gestione dei crediti fiscali, rendendola più efficiente e trasparente, al fine di semplificare il processo di recupero e ridurre il debito pubblico.

Nel dettaglio, il provvedimento prevede che gli agenti di riscossione siano obbligati a presentare piani annuali dettagliati e a rendicontare periodicamente le loro attività, con l’intento di garantire maggiore responsabilità e chiarezza verso i contribuenti.

Inoltre, sono stati rafforzati i limiti per il pignoramento degli stipendi, con percentuali che variano in base al reddito. Per esempio, per redditi inferiori a 2.500 euro mensili, la quota pignorabile è ridotta fino a un decimo. La normativa prevede oggi che i crediti non recuperabili possono essere riaffidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) se emergono nuovi elementi reddituali o patrimoniali entro il termine di prescrizione.

Ti consigliamo di leggere Consulenza legale per recupero crediti: perché affidarsi a un avvocato

dopo quanti anni un debito bancario va in prescrizione
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Quali debiti vanno in prescrizione

I debiti contratti con una finanziaria si prescrivono generalmente in 10 anni, secondo l’articolo 2946 del Codice Civile, che disciplina i termini di prescrizione ordinaria per le obbligazioni contrattuali. Questo termine si applica in assenza di norme specifiche che prevedano un periodo diverso.

Tuttavia, è importante distinguere alcuni casi particolari:

  1. se il debito riguarda rate non pagate di un finanziamento (come un prestito personale o un mutuo), alcuni considerano applicabile la prescrizione breve di 5 anni, come stabilito dall’articolo 2948 c.c., che riguarda pagamenti periodici come canoni, rate o interessi;
  2. se però la finanziaria intraprende qualsiasi tipo di azione legale, come l’invio di una lettera di messa in mora o l’avvio di un procedimento giudiziario, questo interrompe la prescrizione. In tal caso, il termine ricomincia a decorrere dal momento dell’interruzione.

Decorso il termine di prescrizione, il creditore non può più richiedere legalmente il pagamento. Tuttavia, il debitore deve eccepire formalmente la prescrizione, che non opera automaticamente.

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Il recupero crediti dopo 20 anni è possibile? 

Di norma, non è possibile recuperare un credito dopo 20 anni, poiché i debiti soggetti a prescrizione ordinaria scadono entro 10 anni, come già specificato. Eppure, esistono alcune eccezioni. Se, per esempio, un tribunale ha emesso una sentenza di condanna per il pagamento del debito, la prescrizione è di 20 anni. È da precisare, però, che ogni azione del creditore (messa in mora, decreto ingiuntivo o pignoramento) interrompe il decorso della prescrizione, facendo ripartire i termini da zero.

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debito con una finanziaria

Cosa può pignorare una finanziaria?

Le finanziarie, come qualsiasi altro creditore, possono pignorare diversi beni del debitore, entro i limiti previsti dalla legge. Per esempio, possono pignorare fino a un quinto dell’importo netto mensile dello stipendio (o della pensione), tenendo conto degli importi legati al minimo vitale. È possibile pignorare anche somme depositate, ma solo per un valore che eccede il triplo dell’assegno sociale (circa 1.603 euro nel 2024). Anche l’immobile può essere pignorato, salvo che sia l’unico di proprietà del debitore e utilizzato come residenza principale.

Approfondisci leggendo Pignoramento conto corrente del coniuge in comunione dei beni

Prescrizione debiti tra privati

I debiti tra privati (prestiti personali, obbligazioni non formalizzate) si prescrivono in 10 anni, salvo che non siano regolati da obblighi periodici, come il pagamento di affitti o rate, che si prescrivono, invece, in 5 anni. Anche qui, l’interruzione della prescrizione riavvia i termini.

La prescrizione tra privati è un istituto giuridico previsto dal Codice Civile italiano (articoli 2934 e seguenti) che stabilisce che i diritti, se non esercitati entro un certo periodo di tempo, si estingueranno a causa dell’inerzia del titolare del diritto stesso. Una volta trascorso tale periodo, il creditore non avrà più la possibilità di riottenere i propri soldi in quanto il debito si è estinto per prescrizione.

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Quali sono i debiti che non vanno mai in prescrizione?

Alcuni debiti non si prescrivono mai. Così, nel caso di debiti tributari relativi a frodi, la prescrizione non opera. Non opera la prescrizione neanche nel caso di debiti derivanti da diritti di natura personale, quali possono essere i diritti al riconoscimento genitoriale. Neanche i debiti per reati che prevedono la pena dell’ergastolo sono prescrittibili.

In generale, quindi, possiamo affermare che debiti legati a diritti indisponibili, come la proprietà, le azioni di riconoscimento o di divisione di un’eredità, quelle di riconoscimento di un figlio o di contestazione della paternità, non sono soggetti a prescrizione.

LEGGI pure Avvocato per sovraindebitamento: cosa fa e a chi rivolgersi

quali debiti vanno in prescrizione dopo 10 anni

Come si calcola la prescrizione di un debito

Per calcolare i tempi di prescrizione di un debito contratto con una finanziaria, è necessario considerare in primis la tipologia del debito, quindi debiti contrattuali (es. prestiti personali, finanziamenti). In tal caso, si applica la prescrizione ordinaria di 10 anni.

Di contro, la prescrizione per ogni singola rata è quinquennale, in quanto si tratta di obbligazioni a scadenza regolare. Il termine di prescrizione inizia a decorrere dalla scadenza del pagamento e dall’ultima azione del creditore.

Per calcolare con precisione i tempi di prescrizione, basta individuare la data dell’ultima rata scaduta o dell’ultima azione legale intrapresa dalla finanziaria – per esempio, una lettera di messa in mora o una notifica del tribunale – e poi verificare il tipo di prescrizione applicabile (ovvero 10 anni per l’intero contratto o 5 anni per le singole rate).

Se non sei sicuro delle date o dei documenti ricevuti, un avvocato può verificare la validità della prescrizione. Contatta un professionista specializzato in diritto tributario per una consulenza legale via chat.

Prescrizione debito finanziaria – Domande frequenti

Dopo quanti anni un debito bancario va in prescrizione?

I debiti bancari (es. mutui, prestiti personali, scoperti di conto corrente) si prescrivono generalmente in 10 anni, in base all’articolo 2946 del Codice Civile, che regola la prescrizione ordinaria per le obbligazioni contrattuali. 

Dopo quanto tempo vanno in prescrizione di debiti con Equitalia?

La prescrizione dei debiti tributari dipende dalla natura del tributo. I termini principali sono 5 anni nel caso di cartelle per mancato versamento di contributi INPS, bollo auto, multe stradali, nonché tributi locali come IMU e TARI e 10 anni nel caso di IRPEF e IVA.

Da quando decorre la prescrizione?

Il termine di prescrizione inizia a decorrere dalla scadenza del pagamento per ogni rata non pagata. Si ricorda che la prescrizione viene interrotta da qualsiasi azione formale del creditore (messa in mora, decreto ingiuntivo, sollecito di pagamento, ecc.).

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Alessandra Caparello
Esperta di diritto tributario, fisco, tasse, previdenza.
Laureata in Giurisprudenza all’Università di Pisa, dal 2012 scrive online collaborando con diverse testate in materia di fisco, tasse, previdenza, risparmio ed economia.
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