Bonus colf e badanti 2026: importi, requisiti e come fare domanda
Dalle agevolazioni di Cas.Sa Colf al nuovo contributo INPS da 1.200 euro: tutto quello che devi sapere per sostenere le spese di assistenza domestica.
- Nel 2026 sono attivi più bonus distinti per chi assume colf e badanti: il rimborso Cas.Sa Colf fino a 3.600 euro annui, il contributo INPS da 1.200 euro e il trattamento integrativo (ex bonus Renzi).
- I requisiti variano a seconda dell’agevolazione: alcuni richiedono lo stato di non autosufficienza, altri un limite ISEE, altri ancora l’iscrizione a un fondo specifico.
- Resta confermata la possibilità di accedere ad alcune misure anche senza presentare il modello 730.
Assumere una colf o una badante è una necessità per tante famiglie italiane, ma i costi sono tutt’altro che trascurabili. Lo stipendio di un collaboratore domestico può oscillare tra 800 e 1.200 euro al mese – a cui si aggiungono contributi INPS, tredicesima e altri oneri contrattuali. Per questo motivo, ogni anno vengono confermate e in alcuni casi ampliate le agevolazioni a disposizione dei datori di lavoro domestico. Nel 2026 il quadro si è ulteriormente arricchito: ci sono almeno tre strumenti diversi a cui puoi accedere, a seconda della tua situazione.
Quali sono i bonus disponibili nel 2026 per colf e badanti?
Prima di entrare nel dettaglio, è utile distinguere le misure attive, perché vengono spesso confuse tra loro. Nello specifico, si tratta di:
- il bonus Cas.Sa Colf da 300 euro mensili (fino a 3.600 euro annui), destinato ai datori di lavoro non autosufficienti iscritti al fondo;
- il trattamento integrativo (ex bonus Renzi), fino a 1.200 euro, spettante alla lavoratrice domestica, con una novità importante per il 2026;
- la deduzione dei contributi INPS versati per il collaboratore, fino a 1.549,37 euro;
- la detrazione del 19% sulle spese per badanti non autosufficienti, fino a un massimo di 2.100 euro di spesa.
Ognuno di questi strumenti ha la propria platea di beneficiari, i propri requisiti e la propria procedura di richiesta.
A questo proposito approfondisci leggendo la nostra guida sul Bonus sociale luce e gas: importo, quando arriva e come richiederlo

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Il bonus Cas.Sa Colf: fino a 3.600 euro per i non autosufficienti
Il bonus Cas.Sa Colf prevede un rimborso di 300 euro al mese, per un totale fino a 3.600 euro annui, destinato ai datori di lavoro che si trovano in stato di non autosufficienza. Non si tratta di un bonus statale, ma di una prestazione erogata da un fondo della contrattazione collettiva nazionale, che offre tutele sanitarie e assistenziali tanto ai lavoratori domestici quanto ai datori di lavoro.
A questo si affianca il bonus maternità: un contributo una tantum di 300 euro, destinato a chi documenta l’assunzione di un sostituto per il periodo di congedo della lavoratrice titolare.
Il requisito principale è che l’iscrizione al fondo sia avvenuta prima del compimento dei 60 anni del datore di lavoro. Bisogna aver versato almeno un anno di contributi contrattuali, con una quota minima non inferiore a 25 euro per trimestre. Oltre a questo, il datore di lavoro deve trovarsi in uno stato di non autosufficienza, certificato da un medico incaricato da Cas.Sa Colf.
Per non autosufficienza si intende l‘incapacità di svolgere autonomamente le attività quotidiane essenziali: lavarsi, vestirsi, mangiare, muoversi, andare in bagno. La valutazione avviene tramite un punteggio, e si considera non autosufficiente chi non raggiunge un punteggio superiore a 40.
Come fare domanda
La domanda si presenta direttamente sul portale MyCassaColf, nell’area riservata al datore di lavoro. Le domande per il bonus 2026 possono essere presentate a partire dal 1° gennaio 2026, ed è necessario rispettare le scadenze fissate da Cas.Sa Colf, che richiede l’invio delle pratiche entro l’anno solare in corso.
Alla domanda vanno allegati:
- il questionario di valutazione compilato dal medico curante;
- una relazione medica che indichi le cause della perdita dell’autosufficienza;
- la documentazione sanitaria in possesso del richiedente.
In caso di esito positivo, il rimborso parte dal mese successivo alla presentazione della domanda.
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Cos’è il trattamento integrativo per la lavoratrice domestica
Questa misura non spetta al datore di lavoro, ma alla lavoratrice domestica (colf, badante, baby-sitter). Si tratta del trattamento integrativo – comunemente noto come ex bonus Renzi – che può arrivare fino a 1.200 euro annui per chi ha un reddito complessivo non superiore a 15.000 euro, oppure fino a 28.000 euro con l’ulteriore detrazione prevista dalla Legge n. 207/2024.
Nel lavoro domestico il meccanismo funziona diversamente rispetto agli altri rapporti di lavoro dipendente: la famiglia che assume raramente funge da sostituto d’imposta, quindi la lavoratrice non riceve il bonus in busta paga ogni mese. Il modo ordinario per recuperarlo è presentare il modello 730 o il modello Redditi PF.
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Quali sono le agevolazioni fiscali per il datore di lavoro?
Ogni anno il datore di lavoro può dedurre dal proprio reddito imponibile i contributi versati all’INPS per i collaboratori domestici, fino a un massimo di 1.549,37 euro. La deduzione non ha limiti di reddito: spetta a tutti i datori di lavoro domestico, indipendentemente dal proprio reddito complessivo.
Se la spesa riguarda una badante assunta per assistere una persona non autosufficiente, si applica una detrazione IRPEF del 19% sulle spese sostenute per lo stipendio, fino a un massimo di 2.100 euro di spesa, con un risparmio fiscale massimo di circa 399 euro.
Per accedere a questa detrazione:
- il reddito del soggetto che sostiene la spesa non deve superare 40.000 euro annui;
- la non autosufficienza deve essere attestata da certificazione medica.
Le due agevolazioni sono cumulabili: deduzione dei contributi e detrazione del 19% possono essere utilizzate insieme nello stesso anno d’imposta.
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In cosa consiste la Prestazione Universale INPS
Tra le misure attive nel 2026 c’è anche la Prestazione Universale, un beneficio sperimentale dell’INPS. Si tratta di un nuovo beneficio economico sperimentale attivo dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026, rivolto ad anziani over 80 non autosufficienti con bisogni gravissimi e ISEE sociosanitario fino a 6.000 euro. È riservato esclusivamente a chi assume una badante, poiché il bisogno primario riconosciuto è quello della cura della salute e dell’autonomia personale dell’anziano.
Hai bisogno di capire a quale bonus hai diritto, o di verificare se la tua situazione rientra nei requisiti? Rivolgiti a un avvocato esperto in diritto del lavoro per ricevere una valutazione concreta della tua posizione e assistenza nella presentazione della domanda.
Bonus colf e badanti – Domande frequenti
Sì, ma con un limite: il requisito richiede che l’iscrizione alla Cassa sia avvenuta prima del compimento dei 60 anni. Se ti iscrivi dopo i 60 anni, non potrai accedere al contributo da 3.600 euro.
Il bonus maternità da 300 euro di Cas.Sa Colf è destinato ai datori di lavoro che assumono un sostituto durante il congedo di maternità della lavoratrice. Non è espressamente escluso per i rapporti part-time, ma è necessario documentare regolarmente la nuova assunzione.
Dal 2026, la lavoratrice domestica può ricevere il trattamento integrativo (ex bonus Renzi) anche senza aver presentato il 730. L’Agenzia delle Entrate recupera i dati reddituali in modo autonomo e riconosce il beneficio, anche se i tempi di erogazione sono più lunghi rispetto a chi presenta la dichiarazione.
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