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Bonus colf e badanti 2025: di cosa si tratta?

Come si ottiene il bonus badanti e colf? A chi spetta nel 2025? Fino a quando sarà erogato? Nel seguente articolo, ci occuperemo di esaminare in cosa consiste questo incentivo.

bonus badanti 2024
  • Il bonus colf e badanti è l’incentivo di Cas.Sa Colf (Cassa Sanitaria Colf).
  • La funzione del contributo è quella di sostenere l’assunzione dei collaboratori domestici.
  • Bisogna stare attenti a non confonderlo con il bonus colf e badanti dello Stato, che consiste invece in una detrazione fiscale al 19% sui contributi sostenuti per colf e badanti.

Le famiglie che ad oggi hanno bisogno di aiuto per sostenere le spese di assistenza agli anziani sono numerose nel nostro Paese. I costi per retribuire un collaboratore familiare possono superare anche i 1.200 euro mensili, ai quali devono però aggiungersi i contributi.

Tra le misure che mirano a incentivare l’assunzione dei collaboratori domestici, ci sono due bonus erogati da Cas.Sa Colf. Il primo è un contributo del valore di 3.600 euro annui, mentre il secondo una sorta di bonus maternità.

Vediamo allora di ricapitolare:

  • in cosa consistono i due benefici;
  • quali sono i requisiti per ottenerli;
  • come si presenta la relativa domanda.

Bonus colf e badanti: cos’è

Quando un nonno o un genitore diventano molto anziani, purtroppo, non è possibile lasciarli più soli. Potrebbe essere necessario assisterli in ogni momento della giornata, o per espletare alcune funzioni essenziali, o anche solo per dare una mano in casa. Come fare in questi casi?

Le vite frenetiche di tutti noi non consentono di assistere un anziano con le dovute cure: per questa ragione è necessario assumere qualcuno che possa occuparsi ogni giorno dei nostri cari. Quanto costa una badante? In realtà, parecchio: la media per un collaboratore domestico al sud è di circa 800/900 euro al mese, prezzo che potrebbe crescere se pernottano in casa, mentre al nord il salario lievita a una media di 1.100/1.200 euro al mese.

A far fronte a questa spesa mensile fissa – alla quale si aggiungono le spese per le medicine, le visite specialistiche e altri beni necessari per le persone anziane – c’è una possibilità (anzi due). Quella di accedere ai benefici previsti da Cas.Sa Colf, ovvero un fondo della contrattazione collettiva nazionale, che offre ai lavoratori domestici e ai datori di lavoro una serie di tutele sanitarie, assistenziali e assicurative.

A questo proposito approfondisci leggendo la nostra guida sul Bonus sociale luce e gas: importo, quando arriva e come richiederlo

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In cosa consiste il bonus badanti?

Più che di bonus colf e badanti al singolare, quindi, è più corretto parlare di due differenti benefici. In particolare, si tratta di:

  • un contributo del valore di 3.600 euro annui, destinato ai datori di lavoro non autosufficienti, erogato sotto forma di rimborso da 300 euro al mese;
  • un bonus maternità una tantum (quindi erogato una sola volta) del valore di 300 euro, riservato ai datori di lavoro che devono sostituire una colf o una badante in maternità.

Il primo contributo può, per esempio, essere utilizzato non solo per coprire i costi relativi all’assunzione di colf e badanti, ma anche altre spese, quali quelle di malattia, ricovero o altre casistiche che potrebbero interessare la vita dei collaboratori domestici.

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Bonus colf e badanti 2025: requisiti

Il bonus badanti, dunque, serve a supportare gli anziani, soprattutto se non autosufficienti, che assumono collaboratori domestici a tempo indeterminato. È necessario, innanzitutto, che sia concluso un contratto regolare che abbia ad oggetto lo svolgimento di mansioni di assistenza agli anziani. 

Per accedere al bonus da 3.600 euro, il datore di lavoro deve:

  • avere versato a Cas.Sa Colf almeno 1 anno di contributi (raggiungendo la soglia minima di 25 euro);
  • avere meno di 60 anni al momento dell’iscrizione alla Cassa;
  • trovarsi in uno stato di non autosufficienza.

In merito al bonus maternità, invece, oltre al versamento di almeno 1 anno di contributi alla Cassa, si deve presentare la documentazione attestante l’assunzione del sostituto.

Scopri di più su Con ISEE di 10.000 euro che bonus ci sono?

Cosa si intende per stato di non autosufficienza?

In merito al cosiddetto stato di non autosufficienza, esso deve essere certificato da un medico inviato da Cas.Sa Colf. In pratica, si deve provare che il richiedente non sia in grado di svolgere da solo determinate azioni.

Vi rientrano, per esempio:

  • andare in bagno;
  • lavarsi;
  • vestirsi;
  • mangiare in autonomia;
  • muoversi.

Viene considerato non autosufficiente chi non ha un punteggio superiore a 40.

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Come richiedere il bonus badanti nel 2025?

La domanda deve essere presentata direttamente dal datore di lavoro in stato di non autosufficienza – o da una persona che lo rappresenta – a  Cas.Sa.Colf.

Si dovrà allegare:

  1. il questionario di valutazione che è stato compilato dal medico curante;
  2. una relazione medica nella quale siano riportate le cause della perdita dell’autosufficienza;
  3. la documentazione sanitaria posseduta dal richiedente.

In caso di esito positivo, il contributo sarebbe erogato a partire dal mese successivo a quello in cui è stata presentata la richiesta.

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Esistono altri bonus per gli anziani?

Oltre ai contributi di cui abbiamo appena parlato, ci sono anche altri incentivi per sostenere le persone che hanno bisogno del supporto di colf e badanti – ovvero gli anziani. Una è, per esempio, la Prestazione Universale assistenziale per il sostegno della domiciliarità e dell’autonomia delle persona anziane.

Il beneficio economico consiste in una somma fissa e una integrativa che saranno erogate alle persone anziane con:

  • un livello di difficoltà economica molto grave;
  • un ISEE per le prestazioni agevolate di natura sociosanitaria massimo di 6 mila euro;
  • titolari dell’indennità di accompagnamento.

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Avv. Clelia Tesone
Avvocato civilista
Laureatasi in Giurisprudenza con la votazione di 110 e Lode presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e con approfondita conoscenza delle materie del Diritto Civile e del Diritto Amministrativo. Ha brillantemente conseguito l’abilitazione alla professione di avvocato, a seguito dell’espletamento della pratica forense in diritto civile e il tirocinio ex art. 73 d.l. 69/2013 presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord.
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