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Bonus famiglia 2026: quali sono gli aiuti statali per risparmiare?

Quali sono tutti i bonus famiglia che si potranno ottenere nel 2026, tra conferme di contributi già esistenti, quali l'assegno unico per i figli a carico, e new entry.

Bonus famiglia 2026
  • La Legge di Bilancio 2026 prevede importanti contributi da destinare alle famiglie con redditi bassi, come l’Assegno di Inclusione e l’Assegno Unico.
  • Diversi sono anche gli aiuti ai disoccupati, come la NASpI e l’Assegno di ricollocazione.
  • Per non rischiare di perdere i contributi in questione, è bene rinnovare per tempo l’ISEE, documento che ha scadenza annuale.

Sono diversi i bonus famiglia che lo Stato ha messo a disposizione per i nuclei familiari con redditi bassi per il 2026. Si tratta di aiuti che sostengono le famiglie, forniscono supporto economico ai genitori e agevolano i nuclei familiari per affrontare determinate spese. La Legge di Bilancio 2026 prevede anche importanti aiuti per i disoccupati.

In questa guida ti spiego quali sono i bonus famiglia (e i contributi per i disoccupati) attivi nell’anno in corso, come funzionano e cosa devi fare per non rischiare di perdere queste agevolazioni. In particolare, mi concentrerò su:

  1. l’assegno di inclusione;
  2. l’assegno unico per i figli;
  3. il bonus mamme;
  4. il bonus asilo nido;
  5. la carta delle cultura e la carta del merito;
  6. la carta Acquisti e la carta Dedicata a te;
  7. gli aiuti per i disoccpati.

1. Assegno di Inclusione

L’Assegno di Inclusione, che dal 1° gennaio 2024 ha sostituito il Reddito di Cittadinanza, è una misura di sostegno economico riconosciuta alle famiglie che abbiano almeno un componente:

  • disabile;
  • minorenne;
  • con almeno 60 anni di età;
  • in condizione di svantaggio.

Quanto ai requisiti economici per poter fruire di questo contributo, occorre:

  1. un ISEE non superiore a 10.140 euro;
  2. un valore del reddito familiare non superiore a 6.500 euro annui;
  3. la presenza di almeno un componente fragile (minore, disabile, over 60 o in cura).

Ti potrebbe interessare pure Assegno di inclusione: se lavori in nero, rischi di perdere tutto e dover restituire il contributo

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2. Assegno Unico per i figli

L’Assegno Unico per i figli è un contributo economico destinato alle famiglie con figli a carico fino al compimento dei 21 anni e senza limiti di età per figli disabili a carico. È rivolto a lavoratori dipendenti, autonomi, pensionati, disoccupati e inoccupati. L’importo dell’assegno unico cambia in base all’ISEE e al numero dei figli.

Per ogni figlio minorenne, nel 2026 sono previsti:

  • fino a 203,80 euro al mese con ISEE fino a 17.468,51 euro;
  • 58,30 euro al mese se l’ISEE non è presentato o supera 46.582,71 euro.

Rimangono attive alcune maggiorazioni, cioè:

  • 150 euro in più al mese per le famiglie con almeno 4 figli;
  • +50% dell’assegno per i nuclei con 3 o più figli, per i bambini tra 1 e 3 anni, con ISEE fino a 46.582,71 euro;
  • +50% dell’assegno per i figli con meno di 1 anno.

Leggi il nostro approfondimento su Assegno unico genitori separati: a chi spetta?

3. Bonus mamme

Il Bonus mamme è un’integrazione al reddito introdotta per sostenere le madri lavoratrici con:

  • due figli (compresi i figli adottati o in affidamento preadottivo), di cui il più piccolo di età inferiore a 10 anni;
  • tre o più figli (compresi i figli adottati o in affidamento preadottivo), di cui il più piccolo di età inferiore a 18 anni per i mesi in cui non sussiste, anche in parte, un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Per l’anno 2026, i redditi personali da lavoro, autonomo o dipendente, rilevanti ai fini del calcolo delle imposte devono essere pari o inferiori a 40.000 euro.

In più, il contributo passa da 40 a 60 euro mensili, con un incremento significativo del tetto massimo annuale, nel senso che da 480 euro previsti nel 2025 si arriva adesso a 720 euro. L’importo spettante verrà erogato in un’unica soluzione a dicembre 2026.

LEGGI ANCHE: Pensione anticipata per le mamme lavoratrici: a chi spetta?

4. Bonus asilo nido

Il Bonus asilo nido è un contributo rivolto ai genitori di bambini sotto i 3 anni per rette di nidi pubblici e privati. Dal 2026 è stato esteso anche a tutti i servizi educativi per l’infanzia e ad altri servizi integrativi abilitati, come i servizi educativi domiciliari.

A partire dal 2026, l’importo massimo spettante per il bonus nido è pari a:

  • 3.600 euro per ISEE fino a 25.000 euro;
  • 3.000 euro per ISEE compreso tra 25.001 e 40.000 euro;
  • 1.500 euro per ISEE superiore a 40.000 euro.

Le domande presentate non devono essere rinnovate, ma hanno validità fino al mese di agosto dell’anno in cui il bambino compie tre anni.

Approfondisci con Bonus casa 2026: tutte le misure in vigore tra proroghe e novità

5. Carta della cultura e Carta del merito

La Carta della Cultura è un bonus di 500 euro che spetta spetta ai nati nel 2007 con ISEE fino a 35.000 euro; il bonus in questione è finalizzato all’acquisto di beni e servizi culturali (per esempio, libri, musica e biglietti di musei).

La Carta del Merito è invece un bonus di 500 euro riservato ai ragazzi che hanno ottenuto il massimo dei voti (100/100 o 100 e lode) alla maturità entro i 19 anni e vale per l’acquisto di beni e servizi culturali – come libri, concerti, cinema, ecc.

È possibile cumulare i due bonus raggiungendo l’importo complessivo di 1.000 euro.

Scopri di più su Bonus giovani 2026: quali sono i contributi statali disponibili e come ottenerli

6. Carta Acquisti e Carta Dedicata a Te

La Carta Acquisti è un contributo bimestrale da 80 euro (40 euro mensili) per sostenere spese alimentari, sanitarie ed energetiche, rivolto a:

  • cittadini di età pari o superiore ai 65 anni;
  • genitori di bambini di età inferiore ai 3 anni.

Dal 1° gennaio 2026, il limite massimo dell’ISEE e dell’importo complessivo dei redditi comunque percepiti è pari a:

  • 8.230,81 euro per i minori di anni 3;
  • per i cittadini di età compresa tra i 65 e i 70, 8.230,81 euro e importo complessivo dei redditi percepiti non superiore a 8.230,81 euro;
  • per i cittadini con più di 70 anni, 8.230,81 euro e importo complessivo dei redditi percepiti non superiore a 10.974,42 euro.

Anche la Carta Dedicata a Te è stata confermata per il 2026 dalla Legge di Bilancio, con uno stanziamento di 500 milioni di euro per un contributo una tantum di 500 euro destinato all’acquisto di beni alimentari di prima necessità. Tale contributo è destinato a famiglie con ISEE fino a 15.000 euro.

LEGGI ANCHE: Bonus anziani 2026: tutti i requisiti, gli importi ISEE e quanto spetta

7. Gli aiuti per i disoccupati

Nell’anno in corso sono attivi anche alcuni contributi rivolti ai disoccupati. Si tratta di:

  • NaSpI 2026, ossia l’Indennità principale per chi perde involontariamente il lavoro, con un importo massimo di 1.584,70 euro (Circolare INPS 4/2026);
  • Bonus SaR (Sostegno al reddito): un contributo erogato da Formatemp per disoccupati ex lavoratori in somministrazione (tempo determinato o indeterminato), con importi tra 780 e 1.000 euro;
  • Assegno di Ricollocazione (AdR): un buono rivolto ai disoccupati (l’importo varia da un minimo di 250 euro e un massimo di 5.000 euro), utilizzabile presso i Centri per l’impiego o altri soggetti accreditati;
  • APE Sociale 2026: un contributo (importo massimo di 1.500 euro) destinato a disoccupati di lungo corso (che hanno terminato la NASpI), con almeno 63 anni e 5 mesi di età e 30-36 anni di contributi;
  • Bonus Assunzioni ZES: un esonero contributivo del 100% (fino a 650 euro al mese) per datori di lavoro che assumono disoccupati nelle zone ZES, operativo con il Decreto Coesione.

Ti potrebbe interessare pure: Licenziamento NASpI: quando spetta l’indennità al lavoratore disoccupato

Bonus famiglia 2026: cosa fare per non perderli?

Per non perdere la maggior parte dei bonus appena analizzati, come l’Assegno Unico, è importante che tu agisca preventivamente sulla burocrazia, in particolare aggiornando l’ISEE.

Devi sapere che l’ISEE deve essere aggiornato per tempo; se lo rinnovi in ritardo, infatti, l’erogazione dei contributi può ripartire, anche se non è sempre possibile recuperare gli arretrati. Dunque, un ritardo nel rinnovo del documento può comportare la perdita di cifre importanti.

Per ottenere l’ISEE è necessario innanzitutto compilare la DSU, che può essere presentata direttamente online sul sito dell’INPS, oppure rivolgendosi a un CAF o patronato.

Per compilare in maniera corretta la DSU e ottenere l’ISEE servono alcuni documenti, cioè:

A questo proposito, approfondisci leggendo Quali bonus perdi se non rinnovi l’ISEE?

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